Variegato, quasi come noi

L’astronomia ha forse questo, tra le sue cose più peculiari. Ci occupiamo di un sistema unico, quasi sempre. Difficilmente replicabile, difficilmente permutabile con un altro. Ogni galassia, quasi ogni stella se vista bene, è qualcosa di diverso, di specifico, di inimitabile. Certo, ci sono regole e andamenti generali, come è ovvio. Ma a guardar con attenzione, ogni cosa è un mondo a sé, ogni oggetto celeste ha caratteristiche particolari, specifiche. Uniche, appunto.

Ecco perché qualsiasi somiglianza, è pur importante. Ecco perché ci piace oggi occuparci, anche brevemente, del “sistema NGC 3175”.

NGC 3175, Crediti: ESA/Hubble & NASA, D. Rosario et al.

La galassia con questa denominazione, si trova a circa cinquanta milioni di anni luce dalla Terra. In questa suggestiva foto del Telescopio Spaziale Hubble si vedono bene sia i bracci di spirale che la zona centrale del nucleo, dove si addensano gas e polvere, e naturalmente stelle, stelle in grande quantità.

La galassia è anche quella che assegna il nome al gruppo di galassie NGC 3175 (per l’appunto), e che ci interessa particolarmente, perché è stato definito un po’ come l’analogo del nostro Gruppo Locale. Questo gruppo di galassie, familiare almeno come denominazione a chi frequenta questo sito, è quello che contiene la nostra stessa galassia – la Via Lattea – insieme con un’altra cinquantina di galassie di varia misura. In soldoni, un bel misto di galassie irregolari, a spirale e nane.

Anche il gruppo NGC 3175 contiene una notevole varietà di galassie di forme diverse, insieme con un paio di galassie più grandi (quella nell’immagine, ed NGC 3137). E’ veramente variegato, proprio come il Gruppo Locale. Ci possiamo vedere da lontano, in un certo senso: e siamo vivi perché composti da “mattoncini” molto diversi tra loro, tenuti insieme in un gioco sapiente di relazione.

Bisogna dire che i gruppi di galassie sono una cosa molto comune nell’universo, e spessissimo ne comprendono quantità dell’ordine della cinquantina, tenute assieme dalla forza di gravità.

La cosa è particolarmente suggestiva, proprio perché un gruppo di galassie è una struttura variegata che incorpora e direi gestisce benissimo la diversità, legando tra loro elementi anche molto diversi (non è così per esempio per gli ammassi di stelle, che ospitano la diversità ad un livello indubbiamente più addolcito).

Gestire la diversità è sempre e comunque una sfida, è sempre e comunque un esorbitare dal nostro percorso di pensiero più collaudato, più tranquillo e rassodato. E’ una sfida che impegna lo scienziato che guarda a questi gruppi di galassie, scavandone pian piano le specifiche caratteristiche.

E che certamente impegna ogni uomo (ed in particolare ogni uomo europeo), guardando a cosa accade sulla Terra, desiderando vivere e relazionarsi appieno con la modernità e quanto comporta. Oggi più che mai.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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