UGC 2885, ritratto di un gigante

Spesso abbiamo scritto che la nostra galassia, la Via Lattea, è di dimensioni ragguardevoli, rispetto a tante altre aggregazioni di stelle. E anche rispetto a tutte le galassie del Gruppo Locale (il vero gruppo, non questo sito…), appare ancora più vero.

Tuttavia anche la Via Lattea, se allarghiamo appena lo sguardo, viene surclassata di gran lunga, da veri giganti, come è il caso per UGC 2885, qui riprodotta in una bellissima foto presa dal Telescopio Spaziale Hubble.

La gigantesca galassia UGC 2885 (Crediti: NASAESAB. Holwerda)

Questa bellissima (e smisurata) galassia si trova a circa 232 milioni di anni luce dalla Terra, e si distende nello spazio per una ampiezza di circa ottocentomila anni luce (al confronto la Via Lattea risulta appena larga centomila anni luce). Contiene al suo interno la bellezza di un trilione di stelle (mille miliardi, per capirci), ovvero surclassa di circa dieci volte il numero di stelle totali della nostra Galassia.

Al di là della imponenza di queste strutture così maestose (e così mirabilmente ordinate), una grossa parte dell’indagine attuale consiste nel comprendere bene i meccanismi per i quali possono crescere strutture fino a dimensioni così grandi. Tutto è sempre e di nuovo da capire, e queste strutture ci pongono domande importante, sfide che vogliamo accogliere, per progredire nella nostra comprensione di come le strutture galattiche si creano e si evolvono nel tempo.

UGC 2885 peraltro ha un posto importante anche e soprattutto nella storia dell’astronomia, perché faceva parte del famoso catalogo di galassie studiato da Vera Rubin, che molta parte ha avuto nel convincere gli astronomi sull’effettiva esistenza della materia oscura: proprio grazie all’analisi della velocità di rotazione delle stelle periferiche nelle grandi galassie, abbiamo iniziato a capire come vi debba essere in giro molta più massa di quella che vediamo.

Anche se non sappiamo bene ancora di che si tratti, ora sappiamo che la percentuale di materia oscura è ben superiore a quella della materia ordinaria (circa il 23% contro un esiguo 4,6%). Insieme alla frazione di energia oscura (un formidabile 72% ovvero la componente predominante nel computo totale dell’energia), è un segnale importante di quanto ancora abbiamo da capire dell’universo nel quale viviamo. Un segnale “cosmico” che ci invita all’umiltà (perché tanto non sappiamo ancora) ed insieme alla perseveranza (perché tanto stiamo scoprendo).

Umiltà e perseveranza: qualità più che mai necessarie, in questa bellissima e sempre nuova impresa, che è quella di scoprire come funziona il mondo.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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