Attraverso gli anelli, noi

Ma davvero, poter osservare gli anelli da questa prospettiva, non è niente male! Questa magnifica foto, come alcuni avranno indovinato, si deve alla sonda Cassini.

Crediti: NASAESAJPL-CaltechSSICassini Imaging Team
Processing & LicenseKevin M. Gill

E quei due piccoli puntini luminosi? Bene, poco più di tre anni fa, a motivo di un allineamento per cui la luce diretta del Sole veniva bloccata dal corpo stesso del pianeta Saturno, Cassini è riuscita a regalarci questa magnifica foto del Sistema Solare interno. Pensate, quei due minuscoli puntini che si vedono, appunto, a sinistra degli anelli, sono la Terra e la Luna, visti alla distanza stratosferica di quasi un miliardo e mezzo di chilometri.

Quanta attività su quel puntino, che a questa distanza ci sembra così tranquillo! Da qui, chi potrebbe mai immaginare quanta vita c’è?

Verso la destra dell’immagine si trova l’anello A di Saturno, con la enorme Divisione di Encke più verso il centro, a guardar bene, si scorge anche la Divisione di Keeler. Nell’estremo sinistro del sistema di anelli, c’è l’anello F, che in realtà muta continuamente aspetto.

Insomma da questa fantastica prospettiva, possiamo vedere bene che quello che chiamiamo genericamente sistema di anelli di Saturno in realtà è qualcosa di molto complesso ed articolato.

Andare nei dettagli a volte è indispensabile. Ci aiuta a superare quei pensieri pigri, che circolano in testa in modo continuo ed assillante, ma portano ben poche informazioni, in realtà. La scienza aiuta a vivere per questo, perché ci insegna ad aprire gli occhi e superare le nostre piccole filosofie, le nostre personali interpretazioni del mondo, spesso un po’ troppo statiche. La ricchezza irriducibile dell’universo, a pensarci bene, è una medicina straordinaria, che non ha controindicazioni e fa bene a tutti, donne e uomini, filosofi e scienziati, grandi e piccoli.

Così dire che Saturno è il pianeta con gli anelli è certamente vero (ci mancherebbe altro!), ma non dice nulla della incredibile ricchezza e complessità di questo sistema, che è alla nostra portata solo da pochissimi anni, da quando esattamente siamo diventati capaci di pensare, costruire e spedire una sonda come Cassini (di cui ci siamo occupati in parecchie occasioni), che ha trascorso anni ed anni gironzolando tra Giove e Saturno mettendo il naso in questo ambiente meraviglioso, e facendoci fare innumerevoli scoperte.

Dopo più di un decennio di queste straordinarie esplorazioni, la sonda Cassini si trovò nel 2017 ad avere esaurito tutto il suo combustibile (sì, accade anche nello spazio…) e venne dunque fatta gradualmente planare verso la superficie del pianeta (evitando accuratamente le sue lune perché non siamo del tutto sicuri che in alcune di queste non possa esserci vita), dove con ogni probabilità si è completamente sciolta, a motivo della altissime temperature della superficie. Beh, nel complesso ci ha reso un gran servizio, perché oggi disponiamo di un archivio meraviglioso di dati ed immagini, prodotto del suo instancabile lavoro.

E’ arcinota la frase di Shakespeare, Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia ma è bello e giusto riportarla qui, perché aiuta a comprendere il ruolo della scienza e la sua connessione con tutta la cultura, inclusa ovviamente la poesia (dopotutto, l’ha scritta proprio un poeta, mica uno scienziato).

Del resto, la bellezza è per tutti, sempre. Quella di un verso di William Shakespeare, certo. E perché no, pure quella degli anelli di Saturno.

Pubblicato da

Marco Castellani

Ricercatore astronomo, appassionato di letteratura, musica, computer e programmazione. Marito, papà  di quattro. http://www.marcocastellani.me

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