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Occhi sulla diversità del suolo marziano

Ammettiamolo. Il panorama marziano è ben lungi dall’essere tutto uguale o terribilmente monotono… lo testimoniano bene le più di 750 osservazioni compiute  da una camera istallata su di una sonda in orbita intorno al “pianeta rosso”.

Per la precisione, le immagini provengon dall’ High Resolution Space Experiment installato a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter, che per i suo meriti acquisiti “sul campo” più volte ha guadagnato l’attenzione degli articolisti di GruppoLocale.it.

panorama marziano

Uno dei panorami marziani presi da MRO (Crediti: NASA/JPL-Caltech/Università dell'Arizona)

Tali immagini sono state recentemente rilasciate e sono disponibili sia attraverso il NASA Planetary Data System come pure nel sito del team della camera. Le caratteristiche visibili nell’archivio di immagini testimoniano fuori di dubbio per una incredibile varietà di ambienti, che vanno da bizzarri terrapieni di strane fattezze, inseriti in crateri giganti, a dune ghiacciate, poi crateri deformati, strani crateri (apparentemente) artificiali, buchi che si allargano su fratture del terreno… insomma, uno scenario davvero da fantascienza (per rimanere in tema con il post precedente…)!

Il nuovo “pacchetto” di immagini porta a ben 1,4 milioni di immagini l’archivio di cui si parla, costruito nel corso di più di 14.200 osservazioni.Ogni osservazione è capace, per la sua definizione, di poter rivelare caratteristiche così minute come un comune mobile (qualora ci fosse!), in aree che coprono diversi chilometri quadrati. Già questo dato basterebbe a rimanere meravigliati dall’ingente quantità di dati che un solo esperimento moderno può “rovesciare” a Terra, portando le visioni di mondi lontanissimi sugli schermi dei nostri computer, con una nitidezza ammirevole.

La camera “responsabile” di tanta abbondanza di dati è uno dei sei strumenti a bordo della sonda, che ha raggiunto Marte nel 2006. Per informazioni sulla missione si veda il sito http://www.nasa.gov/mro

NASA/JPL Press Release

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Hubble riparte alla grande…

Nella giornata di ieri, caratterizzata dal primo rilascio delle nuove immagini del telescopio spaziale, gli astronomi hanno decretato Hubble un osservatorio completamente “ringiovanito”, pronto per una nuova emozionante decade di esplorazione…

“Questo è un altro passo importante nella conferma di questa stupenda missione. Noi europei siamo orgogliosi  di prendervi parte e ci congratuliamo di cuore con gli ingegneri, gli astronauti e gli scienziati che ci hanno portato fin qui”, ha detto David Southwood,  Direttore del reparto Scienza ed Esplorazione Robotica dell’ESA, l’ente spaziale europeo che collabora alla gestione del Telescopio Spaziale Hubble.

Anche alla NASA gli entusiasmi, comprensibilmente, non sono meno accesi: “Questo segna un nuovo inizio per Hubble,” dice Ed Weller dell’ente spaziale americano. “Il telescopio ha subito una profonda rimessa a punto e ora appare di gran lunga più potente che mai – ben equipaggiato per cavarseala bene nella prossima decade”

Bisogna anche dire che gli entusiasmi, tutto sommato, appaiono giustificati: i nuovi strumenti sono decisamente più moderni di quelli che vi erano istallati in precedenza, sono più sensibili alla luce e dunque promettono di aumentare sensibilmente l’efficienza di Hubble. Il telescopio spaziale è ora in grado di completare le osservazioni in una frazione del tempo che avrebbe dovuto impiegare prima della missione di “aggiornamento”. Inoltre, gli scienziati non nascondono anche la soddisfazione aggiuntiva motivata dalla ottima qualità delle nuove immagini (fornite dalla Wide Field Camera 3 e dalla rinnovata Advanced Camera for Surveys) e degli spettri (dal Cosmic Origins Spectrograph e dal Space Telescope Imaging Spectrograph).

Hubble ha davanti a se un cielo meraviglioso…
Crediti: NASA/Hubble

Non sono molte, probabilmente, le missioni scientifiche i cui risultati sono stati così numerosi e incisivi, da aver concorso a ridefinire l’insieme delle conoscenze in un dato settore: Hubble è uno di questi, nel campo astronomico. E con la sostanziale “rimessa a punto”, tutto fa pensare che continuerà ad esserlo.

Tutti questi risultati – documentati dalle foto disponibili online – sono una brillante dimostrazione del pieno successo della missione STS-125 effettuata dagli astronauti nel maggio di quest’anno: a loro, e ai tecnici che hanno pianificato la missione, dovremo veramente molto, nella ricerca scientifica d’avanguardia che Hubble promette di poter fare nei prossimi anni…!

SpaceTelescope Press Release

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La fine di un’epoca: le migliori immagini della WFPC2 di Hubble

Per circa 15 anni, il Telescopio Spaziale Hubble ha incantato il mondo con le immagini provenienti dalla sua Wide Field and Planetary Camera 2 (WFPC2, in breve). Durante la prossima missione di servizio presso HST, comunque, verrà implementata una versione nuova e più avanzata della gloriosa camera principale del telescopio, mandando dunque “in pensione” lo strumento che ha fornito, nel corso del tempo, una serie davvero spettacolare di memorabili immagini del nostro universo vicino e lontano.

Forse alcuni si ricorderanno che la WFPC2 venne posta su Hubble nel dicembre del 1993, al fine di rimpiazzare la camera originale, ed equipaggiata con uno speciale sistema ottico ideato al fine di correggere la grande aberrazione sferica di cui era affetto lo specco primario di Hubble.

Diverse centinaia di galassie sono visibile in questa “profondissima” finestra su una
piccola zone di universo, chiamata Hubble Deel Field (HDF), realizzato con la
Wide Field and Planetary Camera di Hubble.
Crediti: NASA/STScI

Come tributo al lavoro della WFPC2 in tutti questi anni, è stata posta online una galleria delle “migliori immagini” acquisite dalla camera nel corso del tempo… una occasione ghiotta per vedere (o rivedere) alcune delle fotografie che magari hanno fatto il giro del mondo, sulla stampa o sui mezzi di comunicazione, ed anche per rendersi conto di quanto dobbiamo della nostra attuale comprensione dell’universo anche ad una “piccola” (e ormai da diversi anni tecnologicamente obsoleta) camera CCD, il cui grandissimo vantaggio è stato quello di essere montata su uno strumento che staziona al di fuori dell’atmosfera terrestre e delle sue turbolenze (è noto come camere anche molto più evolute, montate in telescopi con base a terra, non raggiungono tuttora la nitidezza e precisione delle immagini acquisite dalla WFPC2 su Hubble…)

A mio avviso, alcune di queste immagini sono così “belle” che risultano godibili anche senza conoscere i dettagli “scientifici” che fornirebbero peraltro una più piena comprensione.. che ne pensate? Se vi va, dite la vostra commentando il presente articolo ;-)

NASA/JPL Press Release

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