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Una coppia di quasar catturati in una “collisione” galattica
Inviato da Marco Castellani il DeepSky, NASA il 4 febbraio 2010
Una immagine in banda ottica fornita dal telescopio Baade-Magellan, in Cile (in giallo) mostra poi bene le code mareali – formate da materiale in forma di lunghe strisce di stelle e gas, createsi per le interazioni gravitazionali del sistema – che fuoriescono dalle due galassie in collisione.
Due spettacolari galassie (con quasar) “colte” nell’atto di fondersi in una sola entità…
Crediti: X-ray: NASA/CXC/SAO/P. Green et al. Optical: Carnegie Obs./Magellan/W. Baade Telescope/J.S. Mulchaey et al
L’immagine è davvero importante, poiché è la prima volta che una coppia di quasar luminosi viene rilevata chiaramente in un sistema di galassie in fase di fusione. “I quasar sono gli oggetti compatti più luminosi nell’Universo. e sebbene se ne conoscano attualmente circa un milione, è un lavoro davvero duro quello di trovare due quasar fianco a fianco” ha detto Paul Green, dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics in Cambridge, che dirige il team che ha condotto la ricerca.
La coppia di quasar è stata rilevata la prima volta tramite la Sloan Digital Sky Survey, un importantissimo progetto di survey astronomica a largo campo di galassie e quasar. Successivamente il sistema è stato osservato al telescopio Magellan per determinare se i quasar fossero abbastanza vicini per mostrare chiari segni di interazione tra le loro galassie “ospiti”.
Il risultato è esaltante, ed è una forte evidenza che la coppia di quasar viene davvero coinvolta nel processo di fusione.

Se un buco nero fa nascere una galassia…
Inviato da Marco Castellani il ESO il 3 dicembre 2009
Gli astronomi hanno realizzato osservazioni estensive di un oggetto insolito, il quasar HE0450-2958. E’ molto interessante in quanto è l’unico per il quale non è mai stata rilevata una galassia ospite, e si trova a circa 5 miliardi di anni luce da noi. Fino ad ora si riteneva che la galassia ospite di tale quasar fosse solamente nascosta dietro una grande quantità di gas e polveri. Ecco perchè – nel tentatativo di scovare tale galassia – gli astronomi si sono affidati ad uno strumento che scruta il cielo nella banda del medio infrarosso, alle cui lunghezze d’onda la polvere interstellare risulta molto più trasparente che nell’ottico. Tuttavia con una certa sorpresa, il quadro rilevato è stato differente: nessun segno della galassia ospite ricercata, ma invece una nuova rilevazione di una galassia apparentemente non collegata, nelle immediate vicinanze, che sta producendo stelle ad un ritmo elevatissimo, pari a circa 350 masse solari all’anno.
A quanto risulta la galassia vicina risulta sotto tiro da parte del quasar: è bersagliata in effetti da un getto di particelle altamente energetiche e da un flusso di gas in rapido movimento. Tutto fa pensare che in questo modo il quasar stia inducendo la formazione stellare nella galassia vicina… Ecco che il nuovo quadro si comincia a far comprendere: le galassie in tale scenario, si potrebbero essere evolute proprio dai getti energetici emesssi dai quasar!
Una elaborazione artistica che mostra come i getti di materia da parte di un buco nero (all’interno del quasar) possano indurre la formazione stellare in una galassia che si trovi nelle vicinanze…
Crediti: ESO/L. Calçada
Dunque il quasar si sarebbe in pratica “costruito la casa” in cui andrà ad abitare! La conferma di questo interessante scenario si potrà avere, come dicono gli stessi ricercatori, attraverso la ricerca di oggetti simili in altri sistemi. In questo senso, grandi cose ci si aspettano da strumenti futuri, come l’Atacama Large Millimeter/ submillimeter Array, l’European Extremely Large Telescope e il James Webb Space Telescope, potenzialmente capaci di rintracciare simili sistemi a distanze ancora più grandi….
ESO Press Release (in italiano)

Anche i piccoli buchi neri si auto-regolano…
Inviato da Marco Castellani il Chandra il 26 marzo 2009
Le immagini in banda ottica ed infrarossa dalla Digital Sky Survey ci mostrano un affollato campo intorno al micro-quasar denominato GRS 1915, che si trova vicino al piano della nostra Galassia. L’inserto mostra invece una visione “ravvicinata” della sonda Chandra del micro-quasar, che risulta essere una delle sorgenti in banda X più brillanti della Via Lattea. Il microquasar contiene un buco nero di circa 14 volte la massa del Sole, tutto occupato a strappare materia da una stella compagna che si trova nelle sue vicinanze…

Crediti: X-ray (NASA/CXC/Harvard/J.Neilsen); Optical & IR (Palomar DSS2)
Il materiale in caduta verso il buco nero – come sappiamo – forma un disco di accrescimento. Non solo, ma le immagini in banda radio mostrano la presenza di potenti getti che fuoriescono dall’oggetto centrale, insieme a fenomeni complessi e imprevedibili di variabilità, che vanno da tempi scala di pochi secondi ad addirittura alcuni mesi!


