Hubble festeggia il 4 luglio

Per la festa dell’indipendenza americana, il team dell’Hubble Space Telescope rilascia una magnifica immagine dell’oggetto “Cas A”, che sta per Cassiopea A. Questo oggetto altro non e’ che cio’ che rimane di una stella piuttosto grande (25 masse solari), esplosa circa 360 anni fa.

L’esplosione ha fatto si’ che tutto il materiale della stella (anche gli elementi piu’ pesanti, come quelli di cui noi stessi siamo costituiti) venisse sparpagliato nello spazio, e quello che noi vediamo sono proprio i globuli di gas ancora “caldi” che si stanno raffreddando. Il loro destino sara’ quello di raffreddarsi sempre piu’ e divenire del tutto invisibili, fino a quando saranno inglobati nel materiale che costituira’ una nuova stella e un nuovo sistema solare.

Alcuni link per approndire:

StSCI press release (I)

StSCI press release (II)

Space.com

Credits: Alfonso Mantero

Trovate stelle giovani in una galassia ellittica!

Dati del telescopio spaziale Hubble e VLT combinati hanno portato ad una rilevante scoperta: ammassi stellari giovani in una galassia ellittica, ovvero in un ambiente stellare che si riteneva fino ad oggi popolato solo da stelle molto vecchie…

Per la precisione, sono state individuate un rilevante numero di ammassi stellari “giovani” (qualche milione di anni di eta’) nella ellittica NGC 4365. Questo e’ molto importante, poiche’ per la prima volta e’ stato possibile identificare diversi e distinti periodi di formazione stellare in una galassia vecchia quanto questa. A differenza di altri tipi di galassie, quali le spirali, come la nostra, e le nane (dalla formazione stellare articolata e complessa, come si e’ dettagliato piu’ volte in queste pagine), le ellittiche finora si sono ritenute galassie con popolazioni stellari molto antiche, di eta’ paragonabile all’eta’ stessa dell’universo, ovvero, intorno ai 10 miliardi di anni… Questa scoperta e’ dunque importante per comprendere meglio le fasi evolutive delle galassie ellittiche come pure la teoria generale della formazione stellare nell’universo…

Per maggiori dettagli, si puo’ consultare la press release dell’ESO

Finalmente la camera ACS in funzione!

Straordinarie davvero le immagini che provengono da Hubble equipaggiato con la nuova Advanced Camera for Survey !

La nuova camera ACS, istallata nel corso dell’ultima missione di riparazione di Hubble, va a sostituire la “gloriosa” WFPC2, alla quale davvero molto siamo debitori, in particolare per il moderno quadro del Gruppo Locale che grazie alle osservazione condotte da tale camera siamo via via riusciti a disegnare.. un quadro che vede ogni galassia del gruppo come diversa dalle altre, in termini di popolazioni stellari, dinamica, moti mareali, fenomeni di interazione con le galassie vicine… Dunque un Gruppo Locale tutt’altro che semplice da comprendere (come abbiamo cercato di spiegare negli aggiornamenti di questo sito…), ma che rappresenta ancora una formidabile sfida per la scienza astronomica.

Come si e’ detto, molto dobbiamo ad Hubble per questo, e ancor piu’ promette di fare con i nuovi strumenti, come ACS. La nuova camera raddoppia infatti l’ampiezza del campo di ripresa (tra i pochi “nei” di WFPC2 era senz’altro la ristrettezza del campo…), la risoluzione angolare, e incrementato di almeno cinque volte la sensibilita’.



Una immagine della galassia “Girino” acquisita con ACS (dal sito di Hubble)

Per ulteriori informazioni (e per altre immagini), si puo’ consultare Hubblesite.org. Inoltre alcune belle immagini acquisite con la camera ACS si trovano pubblicate sul fascicolo di giugno della rivista l’Astronomia.

Di nuovo operativa la camera infrarossa NICMOS di Hubble!

Dopo un periodo di inattivita’ durato oltre tre anni, torna operativa la camera infrarossa del telescopio spaziale Hubble,… e fornisce subito immagini di notevole bellezza!

La camera NICMOS venne istallata su Hubble nel 1997. Il fatto di operare nell’infrarosso ha reso possibile accurate investigazioni di zone con alto tasso di polveri e gas, ove la radiazione in banda infrarossa, come sappiamo, si dimostra ideale perche’ meno schermata di quella ottica.

Essendo un rivelatore infrarosso, per funzionare correttamente (proprio come quelli istallati su telescopi a terra) NICMOS ha bisogno di lavorare a temperature piuttosto basse, intorno a 60 gradi Kelvin. Tale temperatura veniva originariamente mantenuta da un rivestimento intorno alla camera, riempito con ghiaccio di azoto. Nel 1999, esaurito (prima del previsto) la riserva di ghiaccio, NICMOS si era per forza di cose “addormentato”.

Nel marzo di quest’anno pero’ una missione di astronauti su Hubble ha permesso la rientrata in funzione del rivelatore, che questa volta per il raffreddamento usa un piu’ moderno sistema di circolazione forzata di gas neon freddo. Alla fine dunque, gli sforzi degli scienziati e dei tecnici della NASA, determinati a non lasciar spegnere lo strumento, hanno dato i loro frutti. E come si vede dalle immagini, non si puo’ certo dire non ne sia valsa la pena…



Una regione intorno alla Nebulosa del Cono (NGC2264) come vista dalla Advanced Camera for Surveys (ACS) nel visibile, e dalla “nuova” NICMOS, in banda infrarossa


(dal sito SpaceflightNow)