Un universo effervescente

Si trova “appena” ad undici milioni di anni luce dal pianeta Terra, il suo nome in codice è NGC 5128 ma è più nota con il nome di Centaurus A. E’ una galassia di forma ellittica che si estende nello spazio per ben sessantamila anni luce. Questa immagine presa dal Telescopio Spaziale Hubble ci mostra un “particolare” largo circa 8500 anni luce, più che sufficiente per mostrarci la maestosità di questa galassia.

La parte centrale di Centaurus A
Crediti: NASAESAHubble Heritage (STScIAURA)-ESA/Hubble Collaboration

La storia di Centaurus A è la testimonianza di un Universo che non si ferma, che non ammette soluzioni “stazionarie”, che è in sommovimento perenne. Stiamo infatti osservando il risultato di una collisione tra due galassie “normali” che incontrandosi, hanno generato questo ambiente “spumeggiante” e composito, costituito da regioni di forte formazione stellare, ammassi stellari massicci, ed ancora gas e polvere cosmica, in grandissima quantità.

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Quel grande dibattito…

Sono passati cento anni appena, e questo ci dovrebbe far riflettere. Di quanto in cento anni è cambiata la nostra percezione del mondo, dell’universo. Abbiamo appena dietro le spalle il periodo di cambiamenti più accelerati, probabilmente, di tutta la storia della nostra millenaria indagine riguardo la struttura ultima del cosmo.

Gli scienziati vi si riferiscono come al Grande Dibattito, ormai, senza altre qualifiche, e prende le mosse proprio nel 1920. La cosa di cui si discute è probabilmente l’ultima grande questione di una tale rilevanza “cosmica” che l’umanità si trova davanti (fino ad una nuova sorpresa, ovviamente).

La galassia di Andromeda, qui in una meravigliosa foto acquisita con il Galaxy Evolution Explorer, fu uno degli oggetti del “Grande Dibattito” (Crediti: NASA/JPL/California Institute of Technology)

Esiste solo la nostra Galassia o ce ne sono altre? E’ stranissimo a pensarci, ma solo cento anni fa questa domanda aveva una pertinenza di freschissima attualità. Era la domanda cosmologica fondamentale. E’ difficile realizzare compiutamente quanti passi avanti abbiamo compiuto, da allora, come è cambiata la nostra percezione dell’universo in così poco tempo.

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UGC 2885, ritratto di un gigante

Spesso abbiamo scritto che la nostra galassia, la Via Lattea, è di dimensioni ragguardevoli, rispetto a tante altre aggregazioni di stelle. E anche rispetto a tutte le galassie del Gruppo Locale (il vero gruppo, non questo sito…), appare ancora più vero.

Tuttavia anche la Via Lattea, se allarghiamo appena lo sguardo, viene surclassata di gran lunga, da veri giganti, come è il caso per UGC 2885, qui riprodotta in una bellissima foto presa dal Telescopio Spaziale Hubble.

La gigantesca galassia UGC 2885 (Crediti: NASAESAB. Holwerda)

Questa bellissima (e smisurata) galassia si trova a circa 232 milioni di anni luce dalla Terra, e si distende nello spazio per una ampiezza di circa ottocentomila anni luce (al confronto la Via Lattea risulta appena larga centomila anni luce). Contiene al suo interno la bellezza di un trilione di stelle (mille miliardi, per capirci), ovvero surclassa di circa dieci volte il numero di stelle totali della nostra Galassia.

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Variegato, quasi come noi

L’astronomia ha forse questo, tra le sue cose più peculiari. Ci occupiamo di un sistema unico, quasi sempre. Difficilmente replicabile, difficilmente permutabile con un altro. Ogni galassia, quasi ogni stella se vista bene, è qualcosa di diverso, di specifico, di inimitabile. Certo, ci sono regole e andamenti generali, come è ovvio. Ma a guardar con attenzione, ogni cosa è un mondo a sé, ogni oggetto celeste ha caratteristiche particolari, specifiche. Uniche, appunto.

Ecco perché qualsiasi somiglianza, è pur importante. Ecco perché ci piace oggi occuparci, anche brevemente, del “sistema NGC 3175”.

NGC 3175, Crediti: ESA/Hubble & NASA, D. Rosario et al.

La galassia con questa denominazione, si trova a circa cinquanta milioni di anni luce dalla Terra. In questa suggestiva foto del Telescopio Spaziale Hubble si vedono bene sia i bracci di spirale che la zona centrale del nucleo, dove si addensano gas e polvere, e naturalmente stelle, stelle in grande quantità.

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Come ti formo una spirale…

In ideale continuità con l’ultimo post, dove siamo andati a curiosare dentro la complessa meraviglia di una grande galassia a spirale, oggi andiamo a vedere un po’ meglio come si formano queste meravigliose strutture.

E qui subito dobbiamo fare i conti con quella parte di mistero, di cose ancora ignote, che ci accompagna orma fedelmente nell’indagine dei cieli e di quel che in essi ci desta meraviglia.

Sì, perché sappiamo abbastanza bene come la gravità modella la materia, definendo delle precise morfologie, sagomando il mondo – possiamo dire – secondo la dinamica esatta della sua modalità di azione. Questo sì, lo conosciamo abbastanza bene ormai.

Quello che non conosciamo quasi per nulla, è come intervengano altri attori, nella scena galattica. Attori che ormai sappiamo essere ben presenti. Quali ad esempio, il campo magnetico.

Crediti: NASA/SOFIA; NASA/JPL-Caltech/Roma Tre Univ.

Ed eccoci alla specificità di quanto stiamo guardando. Questa è una immagine di una galassia chiamata Messier 77 ma è una immagine particolare (e non solo per il suo colore rosato). Le linee che vediamo infatti sono la mappa fedele delle linee di forza del campo magnetico, così come derivate da ricerche effettuate tramite lo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA, in breve).

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