Eta Beta, astrofisici a confronto

E’ stata una ottima esperienza quella di ieri mattina. Soprattutto, direi, una esperienza umana. Perché magari c’è questo, che vai con l’idea appena di prendere parte ad una trasmissione – per la cronaca, Eta Beta, condotta da Massimo Cerofolini su Radio Uno – e scopri quasi senza volerlo, che succede ben di più. 

In sala per la trasmissione, con Massimo Cerofolini

Perché essere lì, comunque, è ritrovarsi in mezzo ad una trama di umanità che non ti molla. Che ti avvolge dal primo momento in cui arrivi a Saxa Rubra, ancora un po’ timoroso perché sai che non puoi sapere esattamente cosa accadrà, come si svilupperà il discorso. E poi sarai in diretta nazionale, dopotutto.

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La dose mattutina di cielo… e altro

Tempi di accelerazione, per Internet. Tempi in cui anche le consuete certezze si sbiadiscono, si fanno più eteree. Si modificano.

Anche l’idea di blog, sta forse perdendo quel mordente e quella presa che ha avuto per tanto tempo. Almeno quella intesa in senso più tradizionale. Sorgono piattaforme alternative, come Medium, che ripropongono il paradigma con un sapore diverso, estraendo alcune caratteristiche da blog e social network e mischiandole in un brodo che indubbiamente acquista delle peculiarità interessanti.

Noi siamo su Medium già da un po’ con la pagina GruppoLocale che affianca questo sito, riproponendo gli articoli più estesi che qui presentiamo, e da un po’ anche affiancandone altri, più frequenti e rapidi, che noi stiamo chiamando le AstroPills quotidiane. Le nostre pilloline di astronomia, appunto. Anche per questo il presente blog viene aggiornato un po’ più di rado, perché siamo un po’ impegnati nel verificare a fondo questo esperimento.

Il dottore consiglia: una AstroPill ogni mattina, appena dopo colazione…

Adesso stiamo provando a farne uscire una ogni giorno, che rilanciamo anche nel nostro canale Telegram: vediamo almeno per un altro po’ come funziona la cosa, in termini di rispondenza di pubblico, e decidiamo se è la strada giusta o se vogliamo esplorare lo spazio informatico verso un’altra direzione, seguendo una altra stella.

Ancora accarezziamo la tentazione di passare completamente su Medium, adottando interamente il suo nuovo paradigma. Molti blog stanno risentendo del cambio di epoca, dove i social sono decisamente più centrali, e non sarebbe strano se anche questo dovesse in qualche modo tener conto del tempo che passa. Vediamo.

Per intanto, abbiamo svecchiato il tema di questo sito, proprio oggi: vi piace questa nuova grafica?

Quel pizzico di astronomia…

… che magari non ti aspetti! Lo sappiamo bene, viviamo in un mondo di informazione. Le notizie ci arrivano continuamente, da vari media. Al punto che il difficile è scansarle, semmai. Oppure almeno, eliminare la parte ridondante, ritornare all’essenziale.

Credo però che vi sia ancora spazio per iniziative mirate, che possano trarre vantaggio specificamente dall’uso ormai intenso e continuato dei dispositivi mobili. Anche e soprattutto per l’accesso ad Internet, tanto che  telefonare è quasi diventata una funzione accessoria, ormai, anche complici i vari sistemi di messaggistica, come WhatsApp o Telegram.

Quel non so che di universo, ogni mattina...
Quel non so che di universo, ogni mattina…

Proprio a Telegram ci appoggiamo per lanciare una nostra piccola iniziativa, che si è resa praticabile dall’ultimo aggiornamento della ormai sempre più diffusa piattaforma alternativa a WhatsApp. Specificamente, pare assai interessante il lancio della piattaforma di pubblicazione telegra.ph e la possibiltà di realizzare articoli che, una volta rilanciati sui canali Telegram, si possono aprire facilmente da cellulare, con la nuova funzione “instant view”.

Pilloline di universo, da assumere ovunque... ;-)
Pilloline di universo, da assumere ovunque, senza controindicazioni… 😉

Dunque l’idea è di proporre – tentativamente – ogni mattina, un piccolo articolo su un tema di attualità della ricerca astronomica, o magari un commento che riteniamo interessante da introdurre o rilanciare, sempre su tematiche concernenti l’indagine dello spazio. L’articolo in questione è pensato per una lettura veloce, e dunque sarà breve e non andrà ad approfondire le tematiche coperte, eventualmente demandando ad uno o più link i possibili approfondimenti.

Mi piace pensare ad una lettura veloce ma al tempo stesso istruttiva, da fare magari sull’autobus, o in metropolitana. Così, tanto per rendersi conto che, oltre al referendum o al governo Renzi o all’ultimo spettacolo televisivo di tendenza, c’è come un binario sottotraccia a tutte queste cose, c’è uno sforzo paziente e costante, di indagine e di scoperta, che produce ogni giorno risultati interessanti e da condividere. Per aiutarci ad avere la mente aperta allo spazio infinito, che è probabilmente una gran buona idea. Anche  e soprattutto per valutare ed inquadrare correttamente le sfide quotidiane di quaggiù.

Leggere magari dall’autobus, accanto al flusso di notizie delle più varie, che c’è una sonda su Marte che sta lavorando in tranquilla operosità, o che adesso sappiamo immensamente di più su Plutone di quel che abbiamo sempre saputo, è magari una piccola cosa, ma è anche, probabilmente, un inizio di una piccola ma significativa rivoluzione del pensiero e del modo di essere: davvero consapevoli della vastità incredibile in cui siamo immersi.

Per questo appunto ci appoggiamo al nostro canale Telegram, e vi invitiamo caldamente a partecipare a questa avventura, iscrivendovi al canale  se già non lo avete fatto.  E se non aveste ancora Telegram (sì, è possibile)…

… beh, quale occasione migliore per scaricarlo ed istallarlo?

 

Lo spazio in noi, e fuori. In tutte le salse

In barba a tutte le mie (più o meno scientifiche) previsioni, devo registrare che ci sono più follower di questo sito su Twitter che su Facebook, nonostante che la pagina Facebook riceva aggiornamenti più costanti e con frequenza maggiore. Al momento di scrivere infatti la pagina Facebook ha 1721 persone “a cui piace” mentre su Twitter viaggiamo quasi verso i duemila (1928 per la precisione).

La cosa, come dicevo, può sorprendere abbastanza, visto che Facebook è comunemente inteso come il social network. Anche per questo è stato inserito su Twitter un piccolo sondaggio (il primo che facciamo) per comprendere meglio la dinamica di utilizzo dei social in questo specifico ambito. Il che è poi un piccolo ma interessante spaccato della dinamica di utilizzo dei social tout court, almeno per quanto riguarda la loro capacità di rendersi canali divulgativi di eventi e notizie che gravitano attorno ad un certo tema, come qui è il caso di quello dello spazio. Naturalmente, declinato nella nostra particolare modalità, che è quella di ricercare un approccio globale, che unisca al mondo osservato il mondo dell’osservatore, (ri)allacciando quei ponti tra esterno ed interno che la scienza più avvertita e consapevole, ormai riconosce ed onora.

Nel più puro spirito scientifico, che è essenzialmente – senza banalizzare troppo – curiosità di come funzionano le cose, usiamo dunque i nostri account come laboratorio permanente, per comprendere meglio quale è il modo più efficace di veicolare le informazioni, ed essenzialmente di esporre il nostro punto di osservazione del mondo a chi potrebbe esserne potenzialmente interessato.

Tutto intorno a te. Ma sul serio.
Tutto intorno a te. Ma sul serio!

Questa è anche l’idea per la quale abbiamo aperto un nostro spazio su Medium. Diciamo che ora stiamo in fase di raccolta dati. Mettere a punto i nostri strumenti espressivi è una attività artigianale che continuiamo a fare da tempo: interessante anche perché ogni medium è un po’ il messaggio stesso, come è noto. Ovvero non partecipa inerte alle trasmissione del dato, ma interviene plasmando e insaporendo di sé il dato medesimo, che viene così intriso della forma dello specifico canale scelto.

Non è superfluo ricordare come ad esempio Twitter si presti benissimo a seguire eventi in tempo reale, e come è sufficiente monitorare il sito di una impresa spaziale nell’intorno temporale di un evento “importante” (una sonda che posa le zampette su una remota luna, un flyby attorno ad un pianeta…) per vederne lievitare il numero di follower, con una derivata temporale probabilmente sconosciuta ad altri eventi mediatici.

Interessante, in ultima analisi, su quello che ci può insegnare sull’uso di GruppoLocale, e molto di più sul rapporto tra Internet e divulgazione scientifica più in generale.

Tutto qui, in fondo. E’ sempre una bella avventura imparare, e anche qui non ci possiamo tirare indietro. C’è da divertirsi, guardando le stelle, i pianeti, le galassie, e immaginando e ragionando su quali siano le leggi che sottendono questo immenso spettacolo. Spettacolo che si apre continuamente ai nostri occhi, e del quale partecipiamo attivamente, in modalità ancora forse da comprendere appieno. Non ultimo, con il nostro uso della rete globale di Internet, l’esperimento di comunicazione (inter)planetaria di maggior successo che conosciamo al momento.

Duemiladuecento articoli, una sola storia

Con questo, siamo appunto a duemiladuecento articoli pubblicati su questo sito. 

Non è poi male, a pensarci bene. Senza indulgere in tentazioni autocelebrative, devo dire che non è affatto male. Più che altro, questo database abbastanza ingente è una cosa preziosa anche per me che in gran parte l’ho formato. Sì, devo ammettere che ripercorrere questi articoli mi fa ripassare alla mente tante cose che magari ho ormai obliato: del resto, sono capace di leggere un mio articolo di qualche anno fa avendo “dimenticato” a tal punto la cosa, che potrebbe averlo scritto un altro. Il che non è poi così male, perché mi regala un certo effetto sorpresa.

Me ne sto accorgendo adesso, che ho inserito un box che permette di far apparire degli articoli a caso, dagli archivi (in fondo a destra, ma non è il bagno, attenzione…). Quel che mi sorprende che… mi sorprendo pure io, a leggere cose di tanto tempi fa!

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Il sito nella forma di un blog, è attivo da maggio del 2002, e questo ci regala una forchetta temporale abbastanza ampia. Ricordo che al tempo, non vi erano molti canali divulgativi in lingua italiana (mentre gli americani erano percettibilmente più avanti, bisogna dire). Dunque gli interventi più “antichi” erano spesso semplici resoconti di notizie magari apparsi in lingua inglese, su siti di divulgazione. Era uno spazio che si poteva riempire, al tempo: non c’era MEDIA INAF, per dire. In generale, non c’era tanto di quello che ora – grazie al cielo – c’è.

Ad un certo punto qui a GruppoLocale si comprese che era inutile inseguire le notizie, altri avevano iniziato a farlo in modo professionale, e questo ci consentiva di spostarci in un’altra zona di universo. Quella zona più personale che cerchiamo di occupare ora. Dove la riflessione su certi temi trova lo spazio che magari altri non possono concederle, insieme con il registro più personale che un blog non istituzionale può permettersi.

Quel che è più bello è che nessun cambio di registro può nascondere che la scoperta dell’universo e la scoperta di sé stessi, sia una sola storia, in realtà. Una storia che è bello seguire perché contiene tracce di meraviglia, quella meraviglia che quando affiora si rende efficace antidoto al cinismo in cui a volte rischiamo di cadere un po’ tutti.

Una storia che vale la pena percorrere, che vale la pena camminare, perché è ben lungi dall’essere esaurita. Sia che si guardi verso l’esterno che verso l’interno, c’è ancora molto da scoprire. Basta voler guardare, voler camminare. E dopo che  ci si ritrova fermi, voler ripartire.

Seguire le stelle, seguire questo desiderio: in realtà, è tutto quel che serve. E’ tutto qua.

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