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	<description>&#34;Solo lo stupore conosce&#34; (Gregorio di Nissa)</description>
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		<title>L&#8217;astronauta Shannon Lucid si ritira</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 06:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[NASA]]></category>

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		<description><![CDATA[I sei astronauti della NASA mandati a bordo dello Space Shuttle Atlantis il 22 marzo 1996 per la STS-76 missione. Andando da sinistra a destra e dalla prima fila verso la seconda, troviamo gli astronauti Ronald M. Sega, specialista di missione; Kevin P. Chilton, comandante della misisone Richard A. Searfoss, pilota. Alle loro spalle, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/sts-76_crew.jpg"><img title="STS-76_crew" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/sts-76_crew.jpg" alt="" width="497" height="404" /></a><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I sei astronauti della NASA mandati a bordo dello Space Shuttle Atlantis il 22 marzo 1996 per la STS-76 missione. Andando da sinistra a destra e dalla prima fila verso la seconda, troviamo gli astronauti Ronald M. Sega, specialista di missione; Kevin P. Chilton, comandante della misisone Richard A. Searfoss, pilota. Alle loro spalle, da sinistra vi sono gli specialisti di missione Michael R. (Rich) Clifford, Shannon W. Lucid, e Linda M. Godwin. Fonte: NASA: </em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:STS-76_crew.jpg"><em>http://nix.larc.nasa.gov/info;jsessionid=h1ngg3dpfeksk?id=MSFC-9515822&amp;orgid=11</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">Va in pensione una delle più famose astronaute americane, Shannon Lucid.</p>
<p style="text-align: justify;">Shannon Lucid si è ritirata dalla sua attività alla NASA dopo oltre tre decenni di servizio come membro del primo gruppo di astronauti selezionati dalla NASA che aveva incluso anche equipaggio femminile per le misisoni spaziali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/lucid.jpg"><img title="lucid" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/lucid.jpg" alt="" width="387" height="362" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Veterana con ben cinque voli spaziali a bordo dello Shuttle, Lucid ha registrato 223 giorni nello spazio dall&#8217;agosto 1991 al giugno 2007, detenendo il record femminile del maggior numero di giorni in orbita. E&#8217; anche l&#8217;unica donna americana ad aver avuto un periodo di servizio a bordo della stazione spaziale russa MIR, vivendo e lavorando per più di 188 giorni, la più lunga permanenza di un astronauta americano su navicelle russe. Il suo record a bordo della MIR è rimasto imbattibile fino al 2006, superato dalla collega Suni Williams.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Shannon è una donna e una ricercatrice straordinaria. Ha spianato la strada a molti di noi&#8221; ha affermato Peggy Whitson, Direttore dell&#8217;Ufficio Astronauti della NASA presso il Johnson Space Center di Houston. &#8220;Era un&#8217;astronauta modello per le missioni di lunga durata, e sia quando volava nello spazio sia quando serviva come CapCom, (Capsule Communicator, Communicatore di Capsula), durante le ore notturne per il nostro Shuttle e i membri della stazione spaziale, ha sempre portato un sorriso sulle nostre facce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver conseguito un Dottorato di Ricerca in Biochimica, Lucid fu selezionata dalla NASA nel 1978. Entrò a far parte insieme ad altre cinque donne del primo gruppo femminile di astronaute dell&#8217;Agenzia Spaziale Americana. Le sue prime prime tre missioni Shuttle furono missioni di messa in orbita di satelliti. In particolare, la missione STS-51G del 1985 recuperò il satellite SPARTAN; la missione STS-34 in 1989 permise di mettere in orbita Galileo per l&#8217;esplorazione diGiove; mentre la STS-43 in 1991 fu utile per il quinto satellite del tipo Tracking and Data Relay Satellite (TDRS-E), la sua quarta missione Shuttle STS-58 in 1993 si focalizzò su esperimenti medici e su test di natura ingegneristica.</p>
<p style="text-align: justify;">Lucid viaggiò a bordo dello Shuttle Atlantis per la missione STS-76 nel marzo 1996 (l&#8217;immagine di apertura mostra l&#8217;equipaggio della missione nella foto ufficiale), missione diretta verso la stazione spaziale russa, MIR. Compì numerosi esperimenti di scienze biologiche e fisiche durante il periodo in orbita. Tornò dalla stazione spaziale a bordo dello Shuttle Atlantis nella missione STS-79 nel settembre 2996.<br />
Nel 2002 Lucid lavorò come ricercatore capo della NASA presso il Quartier Generale a Washington. Ritornò al Johnson nell&#8217;autunno del 2003 e riprese incarichi di tipo tecnico nell&#8217;Ufficio Astronauti. Servì come CapCom nel Mission Control Center per numerosi equipaggi dello Space Shuttle e della Stazione Spaziale Internazionale, rappresentando l&#8217;ufficio dell&#8217;equipaggio di volo e fornendo una voce amica per decine di amici e colleghi nello spazio.</p>
<p><em>Per una biografia completa di Shannon Lucid si veda: <a href="http://www.jsc.nasa.gov/Bios/htmlbios/lucid.html">http://www.jsc.nasa.gov/Bios/htmlbios/lucid.html</a></em></p>
<p><em>Fonte NASA- Legendary Astronaut Shannon Lucid Retires from NASA: <a href="http://www.nasa.gov/home/hqnews/2012/jan/HQ_12-038_Lucid_Retires.html">http://www.nasa.gov/home/hqnews/2012/jan/HQ_12-038_Lucid_Retires.html</a></em></p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>Chandra scopre cosa mangia il nostro buco nero&#8230;</title>
		<link>http://www.gruppolocale.it/2012/02/chandra-scopre-cosa-mangia-il-nostro-buco-nero/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chandra]]></category>
		<category><![CDATA[buco nero]]></category>
		<category><![CDATA[Sagittarius A]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettendo insieme una serie di osservazioni condotte nell&#8217;arco di diversi anni, la sonda Chandra della NASA ha raccolto diverse evidenze riguardo alcuni &#8220;lampi X&#8221; dall&#8217;oggetto Sagittarius A, il buco nero supermassivo che abita il centro della nostra Via Lattea. I lampi sono stati anche rilevati dal Very Large Telescope dell&#8217;ESO, in Cile. Un recente studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Mettendo insieme una serie di osservazioni condotte nell&#8217;arco di diversi anni, la sonda Chandra della NASA ha raccolto diverse evidenze riguardo alcuni &#8220;lampi X&#8221; dall&#8217;oggetto Sagittarius A, il buco nero supermassivo che abita il centro della nostra Via Lattea. I lampi sono stati anche rilevati dal Very Large Telescope dell&#8217;ESO, in Cile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un recente studio fornisce una interessante spiegazione per questi misteriosi lampi. Il suggerimento è che esista una nuvola intorno a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sagittarius_A*">Sagittarius A</a>, contenente la bellezza di <em>centinaia di migliaia di miliardi </em>tra asteroidi e comete, che sarebbero stati strappati dalle loro stelle di origine. Nella figura qui sotto (cliccare per vederla in formato più grande), il pannello di sinistra rappresenta una immagine ottenuta tramite circa un milione di secondi di osservazione di Chandra nella regione intorno al buco nero: in rosso i raggi X di energia più bassa, verdi i raggi X di energia media e in blu i più &#8220;duri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_4717" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gruppolocale.it/wp/wp/wp-content/uploads/2012/02/sgra.jpg"><img class="size-medium wp-image-4717 " title="Illustration of the supermassive black hole at the center of the Milky Way galaxy." src="http://www.gruppolocale.it/wp/wp/wp-content/uploads/2012/02/sgra-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">La zona con il buco mero supermassivo al centro della Via Lattea. Crediti: X-ray: NASA/CXC/MIT/F. Baganoff et al.; Illustrations: NASA/CXC/M.Weiss</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un asteroide che subisce un incontro ravvicinato con un altro oggetto, tipo stella o pianeta, può finire in una orbita intorno a Sagittarius A, come mostrato in una serie di illustrazioni artistiche sulla destra dell&#8217;immagine. Se capita poi che (lo sventurato) l&#8217;asteroide passi a circa 160 milioni di chilometri dal buco nero, la sua sorte probabile è di essere ridotto a bricioline dalle forze mareali che agiscono per la presenza del buco nero.</p>
<p style="text-align: justify;">I frammenti poi sarebbero vaporizzati per frizione quando passano attraverso il gas caldo che viaggia verso il buco nero. Il loro destino è ormai segnato: rimane solo la possibilità di un ultimo &#8220;lampo&#8221; quando i frammenti sono ingeriti dal buco nero: ecco dunque la probabile spiegazione dei lampi X.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può condurre una interessante similitudine, a riprova che fenomeni simili avvengono anche su scale molto diverse. Consideriamo che una volta ogni tre giorni circa, scompare una cometa perché viene &#8220;digerita&#8221; dal nostro Sole&#8230; nonostante le differenze significative tra i due ambienti (il buco nero supermassivo è grande circa 3,7 milioni di volte il Sole!), il tasso di distruzione  di comete ed asteroidi da parte della nostra stella e di Sagittarius A, sembra sorprendentemente simile&#8230;!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://chandra.harvard.edu/photo/2012/sgra/">Chandra Press Release</a></p>
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		<title>Venus Express: una rotazione di Venere più lenta?</title>
		<link>http://www.gruppolocale.it/2012/02/venus-express-una-rotazione-di-venere-piu-lenta/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESA]]></category>

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		<description><![CDATA[Venus Express è in orbita dal 2006 intorno al pianeta più vicino alla Terra. Crediti ESA. &#160; http://www.youtube.com/watch?v=PUk_QV7mhIU&#38;feature=share Questa animazione mostra Venere, un pianeta molto simile alla Terra per massa e dimensioni, ma con un&#8217;atmosfera ricca di acido solforico e con temperature che superano i 400 °C. La sonda Venus Express dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (ESA) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/venus-express.jpg"><img title="venus-express" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/venus-express.jpg" alt="" width="497" height="372" /></a><em></em></p>
<p><em>Venus Express è in orbita dal 2006 intorno al pianeta più vicino alla Terra. Crediti ESA.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PUk_QV7mhIU&amp;feature=share">http://www.youtube.com/watch?v=PUk_QV7mhIU&amp;feature=share</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa animazione mostra Venere, un pianeta molto simile alla Terra per massa e dimensioni, ma con un&#8217;atmosfera ricca di acido solforico e con temperature che superano i 400 °C. La sonda Venus Express dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (ESA) sta aiutando i ricercatori a comprendere meglio come un pianeta con caratteristiche fisiche simile al nostro pianeta si sia evoluto in modo completamente diverso. Crediti: ESA &#8211; C. Carreau.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nuove misure ottenute dalla sonda spaziale Venus Express dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (ESA) mostrano che la velocità di Venere è circa 6,5 minuti più lenta rispetto alle misurazioni precendenti ottenute 16 anni fa dalla sonda Magellan. L&#8217;utilizzo di strumenti nell&#8217;infrarosso per scrutare attraverso la densa atmosfera del pianeta ha permesso a Venus Express di mettere in evidenza delle caratteristiche superficiali dove non ci si aspettava di osservarne.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quando le due mappe non erano allineate, ho pensato che ci fosse un errore nei miei calcoli poiché Magellan aveva ricavato valori più precisi, ma abbiamo controllato ogni possibile errore&#8221; ha affermato Nils Müller, ricercatore che si occupa di studi planetari presso il DLR German Aerospace Centre, il Centro aerospaziale Tedesco, autore capo dell&#8217;articolo che ha analizzato la rotazione di Venere.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzando lo strumento VIRTIS a bordo di Venus Express che permette di osservare nei raggi infrarossi, i ricercatori hanno scoperto che alcune caratteristiche superficiali sono diverse da quelle ricavate con il Magellan.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dei suoi quattro anni di missione, Magellan ha determinato la durata del giorno medio su Venere pari a 243,0185 giorni terrestri. Ma i dati di Venus Express indicano una lunghezza del giorno venusiano con 6,5 minuti in più.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa potrebbe causare un rallentamento nella rotazione del pianeta? Una possibile ipotesi potrebbe essere il tempo meteorologico su Venere. I recenti modelli atmosferici hanno mostrato che il pianeta potrebbe avere dei ciclii climatici che si estendono per decenni e che potrebbero portare ugualmente a cambiamenti a lungo termine nel periodo di rotazione. Le forze più importanti sono dovute alla densa atmosfera, pari a più di 90 volte la pressione terrestre, e ai sistemi ad alta velocità che si ritiene possano modificare la velocità di rotazine dei pianeti mediante l&#8217;attrito con la superficie.</p>
<p style="text-align: justify;">La Terra sperimenta un effetto simile, provocato per la maggior parte dal vento e dalle maree. La lunghezza di un giorno terrestre può variare di circa un millisecondo e dipende stagionalmente dal vento e dalle temperature nel corso di un anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un cambiamento di 6,5 minuti su circa un decennio è una variazione considerevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri effetti potrebbero anche essere legati al momento angolare tra Venere e la Terra quando i due pianeti sono relativamente vicini l&#8217;uno all&#8217;altro. Ma i ricercatori stanno ancora lavorando per capire il motivo del rallentamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste misurazioni dettagliate dallo studio dell&#8217;orbita stanno aiutando i ricercatori a determinare se Venere ha un nucleo solido o liquido, e questo aumenterà la nostra comprensione su come il pianeta si sia formato ed evoluto nel corso del tempo. Se il nucleo di Venere fosse solido, la sua massa dovrebbe essere più concentrata verso il centro. In tal caso, la rotazione del pianeta reagirebbe meno ad eventuali forze esterne.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un valore accurato per la velocità di rotazione di Venere ci aiuterà nel pianificare future missioni spaziali in quanto informazioni più precise saranno necessarie per selezionare i potenziali siti di atterraggio&#8221; ha affermato Håkan Svedhem, ricercatore del Progetto Venus Express all&#8217;ESA.</p>
<p>Venus Express continuerà a monitorare il pianeta per stabilire se il tasso di rotazione tenderà a cambiare nel tempo.</p>
<p><em>Fonte ESA- Space Science &#8211; Could Venus be shifting gear?: <a href="http://www.esa.int/esaSC/SEM0TLSXXXG_index_0.html">http://www.esa.int/esaSC/SEM0TLSXXXG_index_0.html</a></em> ; <em><a href="http://www.esa.int/esaSC/SEM0TLSXXXG_index_1.html#subhead2">http://www.esa.int/esaSC/SEM0TLSXXXG_index_1.html#subhead2</a>;</em><br />
<em>Universe Today: <a href="http://www.universetoday.com/93494/is-venus-rotation-slowing-down/#more-93494">http://www.universetoday.com/93494/is-venus-rotation-slowing-down/#more-93494</a></em></p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>Un alto numero di richieste alla NASA per diventare astronauta</title>
		<link>http://www.gruppolocale.it/2012/02/un-alto-numero-di-richieste-alla-nasa-per-diventare-astronauta/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[NASA]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa immagine John Grunsfeld, PhD in astronomia e astronauta della NASA. Ha partecipato a cinque missioni di servizio per la riparazione dell&#8217;Hubble Space Telescope. La sua prima visita in Italia è avvenuta nell&#8217;ottobre 2010, a Venezia, in occasione dei venti anni di attività del Telescopio Spaziale. Più di 6 300 persone hanno fatto richiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/np_landing_astro.png"><img title="np_landing_astro" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/np_landing_astro.png" alt="" width="497" height="222" /></a><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questa immagine John Grunsfeld, PhD in astronomia e astronauta della NASA. Ha partecipato a cinque missioni di servizio per la riparazione dell&#8217;Hubble Space Telescope. La sua prima visita in Italia è avvenuta nell&#8217;ottobre 2010, a Venezia, in occasione dei venti anni di attività del Telescopio Spaziale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Più di 6 300 persone hanno fatto richiesta alla NASA per diventare astronauta inviando una richiesta tra il 15 novembre 2011 e il 2 gennaio 2012, la seconda volta che si registra un picco vertiginoso nelle domande. Dopo un processo di accurata selezione iniziale, che comprende dei colloqui e delle visite mediche, 9-15 persone saranno selezionate per entrare a far parte del 21° gruppo di astronauti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo è un grande momento per far parte della famiglia della NASA&#8221; ha affermato l&#8217;Amministratore Charles Bolden. I nuovi futuri astronauti aiuteranno l&#8217;Agenzia a raggiungere traguardi più elevati creando un&#8217;economia nazionale americana migliore e duratura nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ufficio di Selezione Astronauti esaminerà le domande per individuare coloro che sono in possesso dei requisiti minimi richiesti dalla NASA. Successivamente un gruppo più allargato, composto per lo più da astronauti ancora attivi, esaminerà le domande per determinare quali individui sono altamente qualificati. Le persone saranno invitate al Johnson Space Center per una intervista e i vari controlli medici.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Siamo alla ricerca di persone che realmente si distinguono&#8221; ha affermato Peggy Whitson, Direttore dell&#8217;Ufficio Astronauti presso il Johnson Space Center della NASA e Presidente della Commissione che giudicherà gli astronauti. &#8220;Il nostro team non solo prenderà in esame il background accademico e il curriculum professionale, ma anche altri elementi della loro personalità e i vari tratti caratteriali &#8211; quali gli hobby e le esperienze di vita. Vogliamo un insieme di persone con competenze eterogenee per questa nuova esplorazione umana&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La NASA prevede di annunciare la selezione finale dei candidati astronauti nella primavera del 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">I candidati astronauti selezionati avranno due anni di formazione iniziale. I soggetti includono i sistemi della stazione spaziale, la lingua russa e la formazione delle competenze per le passeggiate spaziali. A coloro che completeranno la formazione saranno assegnati compiti tecnici all&#8217;Ufficio Astronauti al Johnson Space Center e, infine, le missioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, le richieste alla NASA oscillano tra le 2 500 e le 3 500. La più alta risposta si è verificata nel 1978 con ben 8 000 richieste. Questo è il secondo record di richieste ricevute.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per ulteriori informazioni sugli astronauti della NASA si visiti il sito:<a href="http://www.nasa.gov/astronauts/flynasa.html"> http://www.nasa.gov/astronauts/flynasa.html</a></em><br />
<em> Astronaut Selection Program: <a href="http://astronauts.nasa.gov/">http://astronauts.nasa.gov/</a>; Astronaut Selection: <a href="http://astronauts.nasa.gov/default.htm">http://astronauts.nasa.gov/default.htm</a>; Candidate Program: <a href="http://astronauts.nasa.gov/content/broch00.htm">http://astronauts.nasa.gov/content/broch00.htm</a></em></p>
<p><em>Fonte NASA: NASA Receives Second Highest Number Of Astronaut Applications &#8211; <a href="http://www.nasa.gov/home/hqnews/2012/feb/HQ_12-041_ASCAN.html">http://www.nasa.gov/home/hqnews/2012/feb/HQ_12-041_ASCAN.html</a></em></p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>Incroci, scienza e non solo&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[GruppoLocale]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[incroci]]></category>

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		<description><![CDATA[Concluso il Carnevale della Fisica che ha avuto la letteratura italiana come tema, vorrei proporre un nuovo progetto: è un forum, nato per parlare di scienza (da un lato) e di connessioni con altre branche del sapere (dall&#8217;altro, non meno importante). Mi piace il termine che mi è stato suggerito da un&#8217;amica, &#8220;incroci&#8220;. Incroci può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Concluso il Carnevale della Fisica che ha avuto la letteratura italiana come tema, vorrei proporre un nuovo progetto: è un forum, nato per parlare di scienza (da un lato) e di connessioni con altre branche del sapere (dall&#8217;altro, non meno importante). </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi piace il termine che mi è stato suggerito da un&#8217;amica, &#8220;<a href="http://incroci.altervista.org/">incroci</a>&#8220;. Incroci può stare per connessioni con altre discipline, e altrettanto bene può stare per connessioni tra vari blog. Il fatto è questo: anche nel corso del Carnevale di gennaio, mi sono imbattuto in diversi blog che parlano di scienza, di divulgazione, di didattica, in un modo che mi pare molto valido, che ammiro. Allora mi sono chiesto, perché non trovare un modo di connettersi più stabile, di &#8220;incrociarsi&#8221;, rimanere in contatto? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Proprio per questo, ho voluto allestire questo forum in uno &#8220;spazio neutro&#8221;, e non su un&#8217;area  web direttamente associata a GruppoLocale.it. L&#8217;idea è che ogni persona interessata potrebbe richiedere non solo di farne  parte, ma di amministrarne un pezzetto. Eventualmente, renderlo organico al suo blog.  E&#8217; un tentativo, vediamo se funziona. Qui di seguito riporto <a href="http://incroci.altervista.org/viewtopic.php?f=2&amp;t=2">il post introduttivo nel forum</a>: ovviamente invito ogni persona interessata a registrarsi!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>mc</strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a title="incroci by ____JC_, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/jleniacilia/6852435163/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7008/6852435163_e907b4aacf.jpg" alt="incroci" width="350" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">Incroci tra discipline, tra blog.. un &quot;campo neutro&quot; per chiunque si rispecchi nel nostro modo di vedere la scienza.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un incrocio è un incrocio. Su questo non ci piove. E&#8217; una possibilità di contatto tra due strade, due percorsi. Due percorsi che in quel momento, in quel punto dello spazio, mostrano di essere uno. Così è bello parlare di scienza e di letteratura insieme. Di scienza e di poesia. Non guardando le vie di fuga come lontane e divergenti, ma affinando l&#8217;occhio e la sensibilità del cuore per trovare tutti i punti di convergenza.</p>
<p>Quello che ci muove è ben espresso da quanto ha scritto il poeta <strong>Davide Rondoni</strong> per il Carnevale della Fisica ospitato in gennaio da <a href="http://www.gruppolocale.it/">http://www.gruppolocale.it</a></p>
<blockquote>
<div style="text-align: justify;">La poesia e la scienza non sono opposte, non lo erano nelle origini della meraviglia che percepisce il mondo come primo passo, e non lo sono dopo il lungo cammino di entrambe, quando si concepiscono e attuano come tensione alla conoscenza del mistero del reale. Quel che Ungaretti chiamava il “segreto” del mondo.</div>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://goo.gl/4w7dw">http://goo.gl/4w7dw</a></p>
<p>Poesia, scienza, meraviglia, mistero&#8230;. e gli infiniti percorsi che scorrono fitti tra questi poli. Ci sembra interessante il tentativo di proporre uno spazio di discussione per i temi scientifici, certo, ma con un&#8217;enfasi particolare alle possibili, infinite, connessioni con gli altri ambiti dell&#8217;umana avventura.</p>
<p>Il tempo dirà se questa proposta sarà apprezzata. Per ora diciamo soltanto che siamo aperti a suggerimenti, contatti e collaborazioni. La cultura vive e si esalta con incroci e ibridazioni: può essere una bella avventura <a href="http://incroci.altervista.org/">parlarne qui</a> <img title="Smile" src="http://incroci.altervista.org/images/smilies/icon_e_smile.gif" alt=":)" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>News dal Sole</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOHO]]></category>

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		<description><![CDATA[Cortesia immagini: NASA/SDO; AIA; HMI science teams. L&#8217;ultima regione di macchie solari che attraversa il disco solare è quasi raddoppiata da quando è diventata visibile anche da osservazioni terrestri, come si vede nell&#8217;animazione qui sopra ottenuta dal Solar Dynamics Observatory della NASA (SDO). Per osservare l&#8217;animazione cliccare sull&#8217;immagine. Questo è il secondo giorno di fila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/doubling_sunspot.gif"><img title="doubling_SunSpot_february 2012" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/doubling_sunspot.gif" alt="" width="497" height="278" /></a><em></em></p>
<p><em>Cortesia immagini: NASA/SDO; AIA; HMI science teams.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima regione di macchie solari che attraversa il disco solare è quasi raddoppiata da quando è diventata visibile anche da osservazioni terrestri, come si vede nell&#8217;animazione qui sopra ottenuta dal Solar Dynamics Observatory della NASA (SDO). Per osservare l&#8217;animazione cliccare sull&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il secondo giorno di fila che si osserva un&#8217;espansione della regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo SpaceWeather.com, la regione attiva 1416 potenzialmente potrebbe diventare un flare di classe M col passare dei giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">I flare di classe M sono brillamenti solari di medie dimensioni. Possono causare brevi black-out radio che vengono ad interessare soprattutto le regioni polari terrestri. Tempeste di radiazioni minori possono qualche volta seguire un flare di classe M.<br />
Se AR1416 produrrà un flare entro le prossime 24 ore si potrà probabilmente osservare un aumento di aurore in latitudini superiori già all&#8217;inizio della prossima settimana.</p>
<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/sun_eruption_10febbraio-2012.gif"><img title="sun_eruption_10febbraio 2012" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/sun_eruption_10febbraio-2012.gif" alt="" width="497" height="497" /></a><br />
<em>Crediti: SOHO/NASA.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra notizia dal Sole del 9-10 febbraio scorsi. Sulla superficie della nostra stella si è presentata una violenta eruzione che si può osservare in questa animazione del Telescopio spaziale SOHO della NASA che, però, non è diretta verso la Terra, e che in queste ore sta arrivando sul pianeta Venere.</p>
<p><em>Fonte: SpaceWeather.com: <a href="http://spaceweather.com/">http://spaceweather.com/</a> e UniverseToday: <a href="http://www.universetoday.com/93516/earth-facing-sunspot-doubles-in-size/">http://www.universetoday.com/93516/earth-facing-sunspot-doubles-in-size/</a></em></p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>Al centro della nostra Galassia: Sagittarius A*</title>
		<link>http://www.gruppolocale.it/2012/02/al-centro-della-nostra-galassia-sagittarius-a/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 06:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[NASA]]></category>

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		<description><![CDATA[Crediti: X-ray: NASA / CXC / MIT / F. Baganoff et al;  Illustrazioni:. NASA / CXC / M.Weiss. &#160; Questa immagine, ottenuta dal Chandra X Ray Observatory della NASA, mostra il centro della nostra Galassia dove vi sono evidenze osservative della presenza di un buco nero supermassiccio denominato Sagittarius A* (SgrA*). Utilizzando le osservazioni intermittenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/smbh-galaxy.jpg"><img title="SMBH Galaxy" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/smbh-galaxy.jpg" alt="" width="497" height="328" /></a><em></em></p>
<p><em>Crediti: X-ray: NASA / CXC / MIT / F. Baganoff et al;  Illustrazioni:. NASA / CXC / M.Weiss</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa immagine, ottenuta dal Chandra X Ray Observatory della NASA, mostra il centro della nostra Galassia dove vi sono evidenze osservative della presenza di un buco nero supermassiccio denominato Sagittarius A* (SgrA*).</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzando le osservazioni intermittenti nell&#8217;arco di vari anni, Chandra ha rilevato dei flare nelle lunghezze d&#8217;onda X con periodicità di circa un giorno emessi da Sagittarius A*. I flare sono stati pure osservati nei dati infrarossi ottenuti dal Very Large Telescope dell&#8217;European Southern Observatory (ESO) in Cile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio fornisce una possibile spiegazione dei misteriosi flare osservati. I risultati portano ad affermare che vi sia una sorta di nube intorno a SgrA* che contiene centinaia di miliardi di asteroidi e comete strappati dalle loro stelle madri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riquadro di sinistra mostra un&#8217;immagine che contiene quasi un milione di secondi di osservazioni compiute da Chandra nella regione attorno al buco nero:  il colore rosso rappresenta emissioni X a bassa energia, il verde i raggi X a media energia e il blu, infine, quelli di energia maggiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Un asteroide che subisse un incontro ravvicinato con un altro oggetto, come una stella o un pianeta, potrebbe essere catturato e immesso in orbita attorno a SgrA*. Questa cattura ipotetica viene mostrata in questa serie di rappresentazioni artistiche (a partire dalla parte superiore destra del pannello).  Se l&#8217;asteroide passasse ad una distanza di circa 150 milioni di chilometri dal buco nero, che è approssimativamente la distanza Terra-Sole,  esso verrebbe ridotto in più frammenti dall&#8217;azione delle forze mareali del buco nero (pannello centrale). Questi frammenti verrebbero poi vaporizzati per attrito mentre passano attraverso il gas caldo e sottile che avvolge SgrA*, come fossero meteore incandescenti che bruciano nell&#8217;atmosfera terrestre quando vi penetrano all&#8217;interno. Si produrrebbe un flare (in basso a destra) e probabilmente i resti dell&#8217;asteroide verrebbero inghiottiti dal buco nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, nonostante le differenze significative nei due ambienti, il tasso di distruzione delle comete e degli asteroidi potrebbero essere simili.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stata recentemente osservata un&#8217;altra analogia col sistema solare per questo tipo di fenomeno. All&#8217;incirca una volta ogni tre giorni una cometa viene distrutta quando viene a penetrare nella calda atmosfera del Sole. Di conseguenza, le differenze significative nei due ambienti, il tasso di distruzione di comete e asteroidi da parte del Sole e quelle da parte di SgrA* potrebbero essere simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Lunghe osservazioni del Buco Nero Supermassiccio (SMBH) verranno effettuate con il Chandra X Ray Observatory Osservazioni nel 2012 e forniranno preziose informazioni sulla frequenza e sulla luminosità dei flare e potrebbero aiutare a testare il modello proposto qui per spiegarli. Questo lavoro ha il potenziale di comprendere l&#8217;abilità degli asteroidi e dei pianeti di formarsi nell&#8217;ostico ambiente attorno a Sagittarius A*.</p>
<p><em>Fonte Chandra X Ray Observatory: <a href="http://www.chandra.harvard.edu/photo/2012/sgra/index.html">http://www.chandra.harvard.edu/photo/2012/sgra/index.html</a></em><br />
<em> e NASA: <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/chandra/multimedia/saga.html">http://www.nasa.gov/mission_pages/chandra/multimedia/saga.html</a></em></p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>Temporali africani ripresi dalla ISS</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 06:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[NASA]]></category>

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		<description><![CDATA[Temporali africani dalla ISS Questo video è stato preso dall&#8217;equipaggio della Spedizione 30 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La sequenza di scatti è stata scattata lo scorso 29 dicembre 2011, dalle ore 20:55 alle 21:14 GMT, mentre la ISS stava sorvolando l&#8217;Africa centrale, vicino al sud-est del Niger, a sud dell&#8217;Oceano Indiano, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gruppolocale.it/wp/wp/wp-content/uploads/2012/02/temporali-africani-ISS.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4688" title="temporali africani ISS" src="http://www.gruppolocale.it/wp/wp/wp-content/uploads/2012/02/temporali-africani-ISS.jpg" alt="" width="428" height="278" /></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GxH3Pnknhps&amp;list=UUxVD53UjxISfL5dJJ88rsIg&amp;feature=plcp">Temporali africani dalla ISS</a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo video è stato preso dall&#8217;equipaggio della Spedizione 30 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La sequenza di scatti è stata scattata lo scorso 29 dicembre 2011, dalle ore 20:55 alle 21:14 GMT, mentre la ISS stava sorvolando l&#8217;Africa centrale, vicino al sud-est del Niger, a sud dell&#8217;Oceano Indiano, a sud-est del Madagascar. E&#8217; una vasta estensione di territorio che va dal sud dell&#8217;Africa fino all&#8217;Oceano, focalizzandosi sui flash di luce di temporali locali e con la Via Lattea che sta sorgendo all&#8217;orizzonte.</p>
<p style="text-align: justify;">La Via Lattea può essere individuata come una banda nebulosa di luce bianca all&#8217;inizio del video. La sequenza poi continua verso sud-est del Canale del Mozambico e il Madagascar. La Cometa Lovejoy si può osservare molto debole vicino alla Via Lattea. Il video termina quando il Sole sta sorgendo sopra un&#8217;oceano molto scuro.</p>
<p style="text-align: justify;">La ISS viaggia a una velocità di circa 28 160 km/h. Questo fimato è stato accelerato per esigenze di tempo. Le strisce luminose che si osservano a destra nel video non sono altro che le riflessioni sulla finestra della ISS dal suo interno illuminato e la luce dell&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo video è un time-lapse di singole foto che è stato assemblato dal team al Johnson Space Center. Questo significa che la fotocamera che ha ripreso la sequenza di immagini è stata impostata sull&#8217; &#8220;esposizione notturna&#8221; il che la rende molto più sensibile alle luci delle stelle, che si possono perciò osservare in questo video. La sensibilità della pellicola (ISO) è molto alta e l&#8217;apertura dell&#8217;otturatore è massima, proprio nelle medesime condizioni in cui si deve tenere la macchina fotografica per riprendere immagini notturne a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bagliore che osserviamo attorno alla Terra non è dovuto all&#8217;inquinamento terrestre, bensì al riverbero notturno, cioè gli ioni nell&#8217;atmosfera superiore rilasciano l&#8217;energia immagazzinata sottoforma di luce, che è facilmente visibile durante la notte dagli astronauti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il video è stato realizzato per gentile concessione dell&#8217;Image Science &amp; Analysis Laboratory, NASA Johnson Space Center.</p>
<p>Potete trovare il video sul sito Astronaut Phography of Earth: <a href="http://eol.jsc.nasa.gov/Videos/CrewEarthObservationsVideos/">http://eol.jsc.nasa.gov/Videos/CrewEarthObservationsVideos/</a> sito realizzato dagli astronauti della ISS per conservare e condividere le riprese dalla ISS.</p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>Cometa Tempel 1: l&#8217;impatto del 2005</title>
		<link>http://www.gruppolocale.it/2012/02/cometa-tempel-1-limpatto-del-2005-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistema solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa coppia di immagini (cliccare per ingrandire) mostra un confronto tra &#8220;un prima&#8221; e &#8220;un dopo&#8221; di una particolare area sulla superficie della cometa Tempel 1, che è stata oggetto di studio e sulla quale è stata fatta schiantare come un proiettile la sonda Deep Impact della NASA nel luglio 2005. L&#8217;immagine di sinistra è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2011/11/tempel-1.jpg"><img title="Tempel 1" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2011/11/tempel-1.jpg" alt="" width="497" height="274" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa coppia di immagini (cliccare per ingrandire) mostra un confronto tra &#8220;un prima&#8221; e &#8220;un dopo&#8221; di una particolare area sulla superficie della cometa Tempel 1, che è stata oggetto di studio e sulla quale è stata fatta schiantare come un proiettile la sonda Deep Impact della NASA nel luglio 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immagine di sinistra è una delle ultime immagini ad alta risoluzione ottenute dalla sonda Deep Impact prima di impattare sulla superficie nucleare. La freccia mostra la direzione del proiettile mentre il puntino giallo è il punto dove, pochi istanti più tardi, la sonda andrà a collidere. L&#8217;immagine di destra, invece, raffigura il pennacchio di materiale sollevato dall&#8217;impatto, così potente da oscurare la superficie. Questo secondo frame è stato ottenuto circa 700 secondi dopo l&#8217;impatto.</p>
<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2011/11/tempel-1-vista-due-sonde.jpg"><img title="Tempel 1 vista due sonde" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2011/11/tempel-1-vista-due-sonde.jpg" alt="" width="497" height="282" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Queste due immagini mostrano due differenti angolazioni della cometa Tempel 1 viste dalla sonda Deep Impact della NASA (a sinistra) e dalla sonda Stardust della NASA (sulla destra). I due crateri, di circa 300 metri di diametro, aiutano i ricercatori a localizzare il punto d&#8217;impatto lasciato dalla sonda Deep Impact nel luglio 2005. Le linee tratteggiate correlano queste caratteristiche.<br />
La sonda Stardust si è avvicinata alla cometa da un differente angolo lo scorso 14 febbraio 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Stardust-NExT è una missione a basso costo che sicuramente farà aumentare le conoscenze della cometa Tempel 1 ricavate dalla Deep Impact.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Università del Maryland è stata responsabile della parte scientifica della Missione Deep Impact e il Project Management era gestito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, California. La sonda era stata costruita per la NASA dalla Ball Aerospace &amp; Technologies Corporation, a Boulder, Colorado. Il JPL è una Divisione del California Institute of Technology di Pasadena.</p>
<p><em>Image credit: NASA/JPL-Caltech/University of Maryland Disponibile su: <a href="http://www.jpl.nasa.gov/spaceimages/details.php?id=PIA13858">http://www.jpl.nasa.gov/spaceimages/details.php?id=PIA13858</a></em><br />
<em>Per informazioni su Deep Impact: <a href="http://www.nasa.gov/deepimpact">http://www.nasa.gov/deepimpact </a>.</em></p>
<p><em>Su questo Blog: </em></p>
<p><em>Le prime immagini della Cometa Tempel 1: <a href="http://tuttidentro.wordpress.com/2011/02/20/prime-immagini-della-cometa-tempel-i/">http://tuttidentro.wordpress.com/2011/02/20/prime-immagini-della-cometa-tempel-i/</a> </em></p>
<p><em>Il Nucleo Cometario: <a href="http://tuttidentro.wordpress.com/2010/07/24/il-nucleo-cometario/">http://tuttidentro.wordpress.com/2010/07/24/il-nucleo-cometario/</a></em></p>
<p>Sabrina</p>
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		<title>STEREO: cinque anni di grande ricerca</title>
		<link>http://www.gruppolocale.it/2012/02/stereo-cinque-anni-di-grande-ricerca/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 20:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOHO]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa immagine mostra un&#8217;iniezione di massa coronale (CME) del 20 maggio 2011 come è stata ripresa dalla sonda STEREO della NASA ottenuta da una rielaborazione artistica con il veicolo spaziale che si sovrappone al Sole, a sinistra in primo piano. Il 25 ottobre 2011 è stato festeggiato il quinto compleanno del lancio delle sonde gemelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/stereo_immagine-artistica-sole.jpg"><img title="STEREO_immagine artistica sole" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/stereo_immagine-artistica-sole.jpg" alt="" width="497" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa immagine mostra un&#8217;iniezione di massa coronale (CME) del 20 maggio 2011 come è stata ripresa dalla sonda STEREO della NASA ottenuta da una rielaborazione artistica con il veicolo spaziale che si sovrappone al Sole, a sinistra in primo piano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 25 ottobre 2011 è stato festeggiato il quinto compleanno del lancio delle sonde gemelle Solar TErrestrial Relations Observatory (STEREO). In questi anni le sonde, una che precede la Terra e l&#8217;altra che la segue nel suo moto, si sono spostate in una posizione lungo la loro orbita ai lati opposti del Sole fornendo  una visione completa a 360° della nostra stella.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività è iniziata il 6 febbraio 2011, proprio un anno fa. Nel prossimi mesi/anni i due satelliti continueranno a muoversi più lontano dalla Terra, nel lato opposto del Sole fino al 2015 continuando il loro viaggio fino a quando non si troveranno di nuovo vicino alla Terra nel 2019.</p>
<p>Crediti NASA/SDO/Holly Zell.</p>
<p><a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/stereo-spacecraft.jpg"><img title="stereo-spacecraft" src="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2012/02/stereo-spacecraft.jpg" alt="" width="497" height="883" /></a><em></em></p>
<p>Una rappresentazione artistica della sonda STEREO. Crediti NASA.</p>
<p>Fonte NASA: <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/sunearth/news/gallery/stereo-5years.html">http://www.nasa.gov/mission_pages/sunearth/news/gallery/stereo-5years.html</a></p>
<p>Ulteriori informazioni: <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/stereo/news/five-years.html">http://www.nasa.gov/mission_pages/stereo/news/five-years.html</a></p>
<p>Sabrina</p>
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