Trovato sul Sirente, vicino a Ovindoli, un cratere provocato da un corpo celeste

Per la prima volta, il cratere provocato dall’impatto di un meteorite ? stato individuato sul suolo italiano! E’ alle falde del Monte Sirente, in Abruzzo, nei pressi di Ovindoli.

L’interessante notizia e’ riportata sul quotidiano “Il Messaggero” di sabato 23 novembre. Si legge tra l’altro che
“La scoperta ? stata fatta da un gruppo di ricercatori italo-svedesi e in particolare dell’Universit? di Pescara. A darne notizia ? il sito degli astronomi specializzati in meteoriti (Tumbling Stone, all’indirizzo internet http://spaceguard.ias.rm.cnr.it/tumblingstone/main-it.htm) e lo studio verr? pubblicata sulla rivista “Meteoric and Planetary Science”. L’impatto del meteorite non ? lontanissimo nel tempo: niente dinosauri o simili. Siamo al tramonto dell’era romana, probabilmente fra il IV e il V secolo dopo Cristo. “

Approfondimenti:

La notizia completa sul sito del quotidiano romano.
Come detto nell’articolo, e’ originariamente riportata sul sito di Tumbling Stone

Trovato un pianeta extra-solare da un gruppo italiano!

Un gruppo di astronomi di Padova e Catania, guidati da Raffaele Gratton, utilizzando il Telescopio Nazionale Galileo hanno scoperto tracce di un pianeta extrasolare.

La ricerca di pianeti che possano ospitare la vita e’ uno dei maggiori obiettivi dell’astronomia di questo secolo. A tale scopo, l’agenzia spaziale europea (ESA) e la NASA hanno sviluppato un programma di ricerca a lungo termine.

In ogni caso, la detezione di pianeti extrasolari richiede tecniche assai sofisticate. Fino ad ora, astronomi italiani erano rimasti un poco al di fuori di tale campo di ricerche. Comunque, tale situazione sta cambiando. Grazie al Telescopio Nazionale Galileo, dell’ Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) , che lavora da qualche anno nell’isola di La Palma, nelle Canarie, ed al suo spettrografo ad alta risoluzione SARG, un gruppo di astronomi di Padova e di Catania, guidati dal Prof. Raffaele Gratton, ha appena trovato un buon “candidato a pianeta” che orbita intorno alla stella denominata HD219542B.

Il pianeta dovrebbe avere circa la massa di Saturno, e dovrebbe essere posto ad una distanza dalla sua stella corrispondente ad una posizione intermedia tra Mercurio e Venere rispetto al Sole. Il team che ha effettuato la scoperta comunque rimane cauto e rimarca la necessita’ di condurre ulteriori osservazioni: dopotutto, sarebbe uno dei piu’ piccoli pianeti scoperti finora, e la attenta verifica dei dati osservativi e’ d’obbligo (oltre che indice di serieta’ e professionalita’ da parte del team di scienziati che conduce l’indagine…)

Approfondimenti:

si puo’ vedere la press release relativa, sul sito del Telescopio Nazionale Galileo

Le Leonidi.. e il lago!

Bella e… molto poetica, l’immagine di Astronomical Picture of the Day di oggi: la luna piena, il lago e le Leonidi…

Certo valeva la pena di scattare piu’ di cento foto (come si legge nel sito di APOD) per ottenere una immagine cosi’ bella…!




Credit & Copyright: Image: Blake Suddeth; Haiku “Leonids Indeed”: Susan Ode

Scoperti due buchi neri di grande massa nella stessa galassia

Osservazioni condotte da Chandra nella galassia NGC 6420 rivelano la presenza nella zona centrale della galassia di ben due buchi neri supermassivi…

Da tempo sappiamo ormai che la “vita” delle galassie e’ sovente interessate da eventi di interazione – e talvolta di fusione – con galassie limitrofe, eventi che comportano, tra le altre cose, diverse conseguenze sulla storia di formazione stellare interna alle galassie coinvolte. La galassia NGC 6420 e’ probabilmente il risultato di una fusione di due galassie piu’ piccole

Gia’ osservazioni precedenti, in banda X, avevano mostrato che la regione centrale emetteva in tale banda, tuttavia gli astronomi non avevano avuto modo di comprendere quale fosse la sorgente di tale radiazione.

Immagine della galassia NGC 6420 con i due “nuclei”evidenziati
(Credits: Chandra website)

Recentemente, la sonda Chandra e’ stata in grado di mostrare che la radiazione X proviene da due differenti nuclei. Inoltre, attraverso lo studio dello spettro X rilevato per tali sorgenti dalla sonda, gli astronomi hanno compreso come con buona probabilita’ all’origine di tale radiazione vi siano due buchi neri di grande massa.

L’analisi del sistema fa ritenere che nel corso delle prossime centinaia di milioni di anni, i due oggetti saranno destinati a fondersi in uno solo di massa piu’ grande. Importante constatazione, poiche’ mostra come in effetti sia probabile che tali buchi neri cosi’ massici siano il risultato spesso di diversi eventi di aggregazione tra oggetti di massa piu’ piccola.

Approfondimenti sul sito di Chandra

Da HST uno sfondo “astronomico” per il desktop!

Dal sito Hubblesite, una iniziativa simpatica meritevole di segnalazione, e’ la disponibilita’ di sfondi “pronti” in diverse grandezze, ottimizzati per essere utilizzati per sfondi sul PC…

In questo modo renderete più allegri e meno monotoni i computer portatili o fissi che utilizzate. Può accedere infatti, di stancarsi dei solito sfondi sul PC, soprattutto se ci si passa diverse ore davanti… Allora, perché non cambiare un po’ e magari ospitare sotto le varie finestre delle applicazioni di ufficio (…o giochi…) la Nebulosa di Orione (per esempio)?

Dal sito di HST, gli Hubble Wallpaper sono pronti all’uso…

La Nebulosa di Orione e’ uno sfondo spettacolare…