La Nebulosa del Granchio protagonista.. di un film!

Osservazioni compiute negli ultimi mesi da parte di Hubble e Chandra hanno reso possibile la “produzione” di tale peculiare pellicola…

La Nebulosa del Granchio e’ una stella di neutroni in rapida rotazione. Grazie ad osservazioni multiple condotte da HST e Chandra negli ultimi mesi, e’ stato costruito un filmato in cui si puo’ vedere lo spettacolo dei getti di materia ed antimateria, spinti quasi alla velocita’ della luce dalla stella di neutroni.





Immagine della Nebulosa del Granchio
(Credits: Chandra website)

Comprendendo meglio il meccanismo di funzionamento della Nebulosa del Granchio – del resto, uno degli oggetti piu’ studiati nel cielo – gli astronomi confidano di poter comprendere meglio il complesso meccanismo che governa l’emissione dei getti dalle stelle di neutroni, residuo di esplosioni di supernovae avvenute anche migliaia di anni fa.

Il film, in vari formati, e’ disponibile sul sito di Chandra

Credits: Alfonso Mantero, Marco Castellani

Trovati buchi neri “di piccola taglia” …!

Hubble ha trovato, finalmente i buchi neri di mezza taglia, ma ha dovuto cercare al centro di due ammassi globulari (ammassi di stelle piuttosto vecchie) per trovare due buchi neri, migliaia di volte piu’ massicci del Sole.

Gli ammassi globulari in questione, M15 e G1, sono formati da centinaia di migliaia di stelle. Da recenti indagini, pare che oltre alle stelle, essi ospitino, all’interno del loro nucleo denso di oggetti stellari, anche una classe di buchi neri di “taglia intermedia”. Tramite spettroscopia, gli astronomi hanno scoperto infatti che le stelle che orbitano intorno ai nuclei di questi ammassi globulari presentano velocita’ orbitali peculiarmente elevate, il che suggerisce la presenza al centro degli ammassi, di buchi neri massicci.



Immagine artistica di un buco nero in un ammasso globulare (Credits: NASA)

Dall’analisi delle velocita’ stellari, la massa del buco nero in M15 dovrebbe essere circa 4000 volte quella del Sole, mentre per il buco nero in G1, ammasso globulare assai piu’ grande, si avrebbero valori di massa di circa 20000 volte superiori a quella solare.

Riguardo gli ammassi in questione, va detto che mentre M15 e’ uno dei circa 150 ammassi globulari che si trovano nell’alone della nostra galassia, ed e’ localizzato a circa 32000 anni luce dalla Terra, G1 appartiene invece alla nostra vicina Andromeda, e dista da noi poco piu’ di due milioni di anni luce.

Tale scoperta e’ importante perche’ dovrebbe portare ad una migliore comprensione delle modalita’ di formazione delle galassie e degli ammassi globulari stessi, ambienti contenenti le stelle piu’ vecchie nell’universo: se questi ammassi presentano infatti buchi neri al presente, tanto piu’i buchi neri saranno stati presenti all’epoca della loro formazione, circa 10 miliardi di anni fa. Cio’ contribuisce senza dubbio a chiarire il quadro per molti versi complesso, della formazione ed evoluzione delle galassie e degli ammassi globulari in esse contenuti.

Per approfondimenti:



Press release HST

Credits: Alfonso Mantero, Marco Castellani

Immagini di un flare solare acquisite con il PSPT di Roma!

Osservato un suggestivo flare solare con il telescopio PSPT di Roma!

Qui di seguito potete ammirare una immagini del flare solare appena osservato con il telescopio PSPT di Roma nella riga K del Ca II (corrispondente alla cromosfera solare).

Il flare e’ un fenomeno legato all’attivita’ magnetica del Sole: questo che vedete qui sotto e’ un filmato realizzato lungo un intervallo di tempo di circa cinque minuti.




Da notare che il colore blu che appare nell’immagine e’ in realta’ un falso colore: ? legato semplicemente al fatto che la riga suddetta ? nel vicino ultravioletto (lunghezza d’onda di 393.3 nanometri).

Per ulteriori informazioni potete visitare la pagina relativa al flare a cura del Gruppo di Fisica Solare dell’Osservatorio Astronomico di Roma.

Credits: Gruppo di Fisica Solare, OAR

Sorprendente foto HST di una galassia del tipo “Oggetto di Hoag”

Da HST una spettacolare immagine di una galassia vista “di fronte” con il suo anello di stelle blu, giovani, con un dettaglio senza precedenti…

Lo Space Telescope Science Institute ha rilasciato una immagine inedita di Hubble, che riprende una particolare galassia del tipo “Oggetto di Hoag” , composta da una anello di giovani stelle attorno ad un nucleo omogeneo di stelle pi? vecchie. L’immagine risale a prima dell’ultimo intervento di manutenzione del Telescopio Spaziale.



Cliccare sull’immagine per vederne una versione ingrandita
Credits:: NASA, HST

L’intera galassie risulta estendersi per circa 120.000 anni luce, dunque leggermente piu’ larga della Via Lattea. L’anello di colore blu, dominato da ammassi di stelle giovani, di alta massa, contrasta nettamente con il nucleo di colore giallo, formato prevalentemente da stelle piu’ vecchie.

La galassie e’ distante circa 600 milioni di anni, nella costellazione del Serpente. La Wide Field and Planetary Camera ha acquisito questa immagine il 9 luglio dell’anno scorso.

Per approfondimenti:

STSCI

Space.com

Spaceflightnow.com


Credits: Alfonso Mantero, Marco Castellani