Serata sotto le stelle

L’Osservatorio Astronomico di Roma propone una serata sotto le stelle, per il prossimo 19 luglio. Per i particolari si rimanda alla pagina degli eventi della sezione di divulgazione del sito dell’OAR

Trovate stelle giovani in una galassia ellittica!

Dati del telescopio spaziale Hubble e VLT combinati hanno portato ad una rilevante scoperta: ammassi stellari giovani in una galassia ellittica, ovvero in un ambiente stellare che si riteneva fino ad oggi popolato solo da stelle molto vecchie…

Per la precisione, sono state individuate un rilevante numero di ammassi stellari “giovani” (qualche milione di anni di eta’) nella ellittica NGC 4365. Questo e’ molto importante, poiche’ per la prima volta e’ stato possibile identificare diversi e distinti periodi di formazione stellare in una galassia vecchia quanto questa. A differenza di altri tipi di galassie, quali le spirali, come la nostra, e le nane (dalla formazione stellare articolata e complessa, come si e’ dettagliato piu’ volte in queste pagine), le ellittiche finora si sono ritenute galassie con popolazioni stellari molto antiche, di eta’ paragonabile all’eta’ stessa dell’universo, ovvero, intorno ai 10 miliardi di anni… Questa scoperta e’ dunque importante per comprendere meglio le fasi evolutive delle galassie ellittiche come pure la teoria generale della formazione stellare nell’universo…

Per maggiori dettagli, si puo’ consultare la press release dell’ESO

Finalmente la camera ACS in funzione!

Straordinarie davvero le immagini che provengono da Hubble equipaggiato con la nuova Advanced Camera for Survey !

La nuova camera ACS, istallata nel corso dell’ultima missione di riparazione di Hubble, va a sostituire la “gloriosa” WFPC2, alla quale davvero molto siamo debitori, in particolare per il moderno quadro del Gruppo Locale che grazie alle osservazione condotte da tale camera siamo via via riusciti a disegnare.. un quadro che vede ogni galassia del gruppo come diversa dalle altre, in termini di popolazioni stellari, dinamica, moti mareali, fenomeni di interazione con le galassie vicine… Dunque un Gruppo Locale tutt’altro che semplice da comprendere (come abbiamo cercato di spiegare negli aggiornamenti di questo sito…), ma che rappresenta ancora una formidabile sfida per la scienza astronomica.

Come si e’ detto, molto dobbiamo ad Hubble per questo, e ancor piu’ promette di fare con i nuovi strumenti, come ACS. La nuova camera raddoppia infatti l’ampiezza del campo di ripresa (tra i pochi “nei” di WFPC2 era senz’altro la ristrettezza del campo…), la risoluzione angolare, e incrementato di almeno cinque volte la sensibilita’.



Una immagine della galassia “Girino” acquisita con ACS (dal sito di Hubble)

Per ulteriori informazioni (e per altre immagini), si puo’ consultare Hubblesite.org. Inoltre alcune belle immagini acquisite con la camera ACS si trovano pubblicate sul fascicolo di giugno della rivista l’Astronomia.

Di nuovo operativa la camera infrarossa NICMOS di Hubble!

Dopo un periodo di inattivita’ durato oltre tre anni, torna operativa la camera infrarossa del telescopio spaziale Hubble,… e fornisce subito immagini di notevole bellezza!

La camera NICMOS venne istallata su Hubble nel 1997. Il fatto di operare nell’infrarosso ha reso possibile accurate investigazioni di zone con alto tasso di polveri e gas, ove la radiazione in banda infrarossa, come sappiamo, si dimostra ideale perche’ meno schermata di quella ottica.

Essendo un rivelatore infrarosso, per funzionare correttamente (proprio come quelli istallati su telescopi a terra) NICMOS ha bisogno di lavorare a temperature piuttosto basse, intorno a 60 gradi Kelvin. Tale temperatura veniva originariamente mantenuta da un rivestimento intorno alla camera, riempito con ghiaccio di azoto. Nel 1999, esaurito (prima del previsto) la riserva di ghiaccio, NICMOS si era per forza di cose “addormentato”.

Nel marzo di quest’anno pero’ una missione di astronauti su Hubble ha permesso la rientrata in funzione del rivelatore, che questa volta per il raffreddamento usa un piu’ moderno sistema di circolazione forzata di gas neon freddo. Alla fine dunque, gli sforzi degli scienziati e dei tecnici della NASA, determinati a non lasciar spegnere lo strumento, hanno dato i loro frutti. E come si vede dalle immagini, non si puo’ certo dire non ne sia valsa la pena…



Una regione intorno alla Nebulosa del Cono (NGC2264) come vista dalla Advanced Camera for Surveys (ACS) nel visibile, e dalla “nuova” NICMOS, in banda infrarossa


(dal sito SpaceflightNow)

Le prospettive future del CERN

E’ da oggi disponibile un interessante articolo (in inglese) di John Ellis che fa il punto sugli esperimenti attuali e del prossimo futuro condotti al CERN, l’Organizzazione Europea per la ricerca nucleare.

Ricordiamo, come nota a margine, che fu proprio al CERN che nacque il Word-Wide Web, pensato essenzialmente come uno strumento utilizzato dagli scienziati per scambiarsi informazioni con efficacia e tempestivita’… Come giustamente puntualizzato nella relazione, nessuno al CERN avrebbe potuto prevedere la portata “sociale” e la diffusione che tale strumento avrebbe assunto in pochi anni!

In ogni caso, l’enfasi della relazione di Ellis e’ sugli argomenti rilevanti per l’astrofisica e la cosmologia. In tale ambito sono in corso (o in preparazione) diversi esperimenti, su settori che comprendono l’astrofisica nucleare, l’asimmetria materia-antimateria, la materia oscura, le onde gravitazionali, i raggi cosmici, le oscillazioni delle famiglie di neutrini, l’inflazione, le stelle di gluoni, lo studio del plasma quark-gluoni…

Va detto in ogni caso che l’obiettivo fondamentale del CERN ruota intorno al progetto LHC, Large Hadron Collider, attualmente in costruzione. L’obiettivo principale di LHC e’ di esplorare la fisica nell’intervallo di energie che va da 100 GeV al TeV ed oltre: valori cosi’ alti di energia dovrebbero permettere di studiare fenomeni fisici che non sono senz’altro alla portata dei “normali” acceleratori, ma assai importanti perche’ avvenuti nelle primi istanti di vita dell’universo. In particolare gli scienziati sperano di poter trovare il bosone di Higgs, elusiva perticella postulata dalla teoria, che dovrebbe possedere la assai peculiare proprieta’ di fornire “massa” alle particelle con cui interagisce. La scoperta di questa particella sarebbe di grande interesse anche per i cosmologi, poiche’ tale bosone svolge un ruolo fondamentale nella teoria dell’universo inflazionario.

Dal punto di vista piu’ tecnologico, l’articolo poi da’ spazio al progetto DataGrid, a cui il CERN partecipa insieme con altri enti ed istituzioni, con l’obiettivo di costituire una “griglia” di risorse informatiche per la gestione e l’analisi della gran mole di dati provenienti dai moderni esperimenti scientifici. Progetto decisamente ambizioso, quando si consideri che LHC, da solo, dovrebbe fornire dati ad un rispettabile tasso di circa un petabyte (un milione di miliardi di byte!!) al secondo…!