Chandra, i primi tre anni…

I primi tre anni di lavoro della sonda Chandra hanno prodotto una serie di immagini di notevole bellezza di resti di supernova…

Per l’occasione, il sito di Chandra mostra in questi giorni una delle foto forse pi? belle. ovvero quella di Cassiopea A, in cui l’immagine, ottenuta dalla sonda nel 1999, mostra una serie di dettagli veramente sbalorditiva.





Nell’immagine (cliccare per visualizzare la foto grande) si notano in dettaglio le strutture conseguenti alla gigantesca esplosione della supernova, come pure si puo’ notare l’enigmatica struttura centrale, resto della stella poi esplosa in supernova, la quale ora dovrebbe essere o una pulsar rapidamente ruotante, oppure anche un buco nero (cio’ dipende in primo luogo dall’esatto valore della massa che aveva la stella prima di esplodere, valore che non possiamo conoscere in dettaglio).

Va anche menzionata una simpatica iniziativa, attivata sul sito di Chandra, che consente ora di mandare cartoline elettroniche con le piu’ belle immagini della sonda…!

Galassie “leggere” ed elementi pesanti…

Gli astronomi hanno appena scoperto che le galassie nana potrebbero dare un contributo sostanziale all’arricchimento in elementi “pesanti” del mezzo intergalattico.

Le galassie nane sono assai piu’ piccole di galassie come la Via Lattea, ma molto molto piu’ numerose nell’universo. A motivo della loro piccola massa, esse presentano una gravita’ piu’ bassa, il che consente alla materia di poter fuggire facilmente dal loro campo gravitazionale per finire a distribuirsi nello spazio intergalattico.

Ora e’ appena stato trovato che una galassia nana “vicina”, NGC1569 (a circa sette milioni di anni luce dalla terra!) emette nello spazio circostante una quantita’ significativa di ossigeno ed altri elementi “pesanti” (ricordiamo che nel gergo astronomico, vengono detti pesanti tutti gli elementi a parte idrogeno ed elio). La scoperta e’ dovuta al satellite Chandra, che ha individuato che grandi quantita’ di ossigeno ed altri elementi pesanti stanno allontanandosi dalla galassia, in bolle grandi migliaia di anni luce e con temperature di diversi milioni di gradi.

L’articolo con tali risultati e’ in pubblicazione su The Astrophysical Journal, a firma di Crystal Martin (Univ. della California) e collaboratori.

NGC 1569 e’ un candidato molto interessante per questi studi, poiche’ non e’ troppo lontana dalla terra e, al contempo, mostra di aver subito una articolata storia di formazione stellare: negli ultimi 10 milioni di anni, o più ancora, ha avuto diversi “burst” di formazione stellare ed esplosioni di supernovae, forse dovuti ad una passata collisione con una grossa nube di gas.

 

Un’immagine fornita da Chandra di NGC 1569 (Credit: NASA)

Questi risultati sono importanti anche perche’ forniscono una decisa conferma al fatto che gli elementi pesanti fuoriusciti dalle galassie nane nell’universo primordiale potrebbero giocare un ruolo fondamentale nell’arricchire il mezzo intergalattico di elementi pesanti. A sua volta la composizione del gas intergalattico influenza diversi fattori di decisiva importanza. quali la velocita’ stessa alla quale il gas condensa per formare altre galassie, e dunque una comprensione dettagliata della composizione di tale gas si mostra assai imporante per capire l’evoluzione stessa dell’universo.

Ulteriori particolari si possono trovare su Spaceflightnow

Foto di Hubble di una nebulosa planetaria “allungata”

Hubble ci regala la foto di una nebulosa planetaria estremamente allungata…

Hubble, ma soprattutto gli astronomi dell’ESA e della NASA che hanno mischiato le immagini di Hubble, ISO (telscopio infrarosso dell’ESA) e IUE (telescopio internazionale per l’Ultravioletto), ci regala la foto di una nebulosa planetaria molto interessante, poiche’ appare estremamente allungata.



Foto della nebulosa planetaria (credits: ESA)

Le nebulose planetarie sono vaste zone dello spazio (grandi come un sistema solare, per intenderci) riempite dei gas espulsi da una stella nelle ultime fasi della sua vita. In esse si trovano quindi i materiali come il carbonio e l’ossigeno (basilari per la vita), nonche’ i metalli, cosa assai importante, perche’ solo nelle stelle essi vengono prodotti.

Ulteriori informazioni su questa curiosa immagine sono disponibili nella press release sul sito dell’ESA

Credits: Alfonso Mantero

Si attende la decisione dell’Italia per Venux Express!

L’ESA attende di sapere se anche l’Italia intende supportare la missione Venus Express, consistente nell’invio di un robot sul pianeta Venere. Da tale decisione dipende la fattibilita’ della missione stessa…

I piani per inviare un robot su Venere, sviluppati a partire dal 2001 dall’ESA, erano stati da qualche tempo accantonati, a motivo dei ben noti tagli di bilancio con i quali ormai si devono misurare la gran parte degli istituti scientifici (e non solo loro!).

Ora pero’ l’ESA avrebbe stabilito che tale programma e’ ancora possibile, a condizione pero’ che tutti i paesi afferenti all’ESA diano un consenso esplicito a tale missione. Il nostro paese non ha ancora dato una risposta, e si e’ dato tempo fino al 15 Ottobre per decidere in merito. Decisione che si dimostra dunque critica perche’ la missione possa andare avanti.



Elaborazione artistica della missione Venus Express (da SpaceflightNow)

Il lancio della sonda dovrebbe avvenire nel novembre del 2005, a motivo del posizionamento relativo della Terra e di Venere, molto favorevole in tale periodo.

Ulteriori notizie sul sito SpaceflightNow

Marco C.