Straordinarie immagini di eruzioni solari…!

La nostra stella, investigata dalla sonda SOHO, ha deciso di regalarci un magnifico spettacolo, con una serie di eruzioni che sono state fotografate dalla sonda nelle ultime settimane…

Pare che lo spettacolo sia cominciato il 24 ottobre con una forte eruzione di plasma, e poi sia continuato nei giorni successivi.

A parte i meravigliosi effetti scenografici (che potete ammirare in questa fotografia e nelle altre sul sito di Spaceflightnow e su quello della sonda SOHO, ove trovate anche dei brevi filmati) per gli scienziati e’ importante raccogliere dati su tali fenomeni eruttivi, per comprendere meglio il funzionamento della nostra stella, nonche’ la possibile influenza di questi fenomeni sui sistemi di telecomunicazioni. Questa volta si sono succedute due straordinarie “eruzioni coronali di massa” (CME) dalla superficie del Sole – a detta degli scienziati, da tempo non si osservavano fenomeni cosi’ “spettacolari” !

Approfondimenti:: Spaceflightnow

Prime immagini di Saturno dalla sonda Cassini!

Ben 20 mesi prima di arrivare nei dintorni di Saturno, la sonda Cassini ci restituisce gia’ una bella immagine del pianeta con gli anelli…

La foto e’ il risultato di un test condotto sulla camera a bordo della sonda Cassini. E’ interessante notare come il pianeta era lontano ancora circa 285 milioni di chilometri dalla sonda (circa il doppio della distanza Terra-Sole) , quando l’immagine e’ stata acquisita, la settimana scorsa…!





Credits: NASA-JPL website

La foto, insieme con maggiori particolari, sono disponibili sul sito NASA-JPL

Nota: per chi mastica un po’ d’inglese, puo’ essere interessante leggere i commenti alla notizia sul sito Slashdot.org



Galileo esplora una piccola luna di Giove

La sonda Galileo si prepara ad esplorare una delle piccole lune di Giove, Amalthea…

Prima di iniziare la sua trentacinquesima ed ultima orbita intorno a Giove, la prossima settimana, la sonda Galileo avra’ l’occasione di passare molto vicino ad una delle lune del pianeta gigante, chiamata Amalthea.

Amalthea e’ una delle quattro piccole lune che orbitano piu’ vicine a Giove, rispetto alle quattro lune piu’ grandi, e piu’ note, ovverosia Io, Europa, Ganimede e Callisto, che la sonda Galileo ha analizzato durante piu’ di 30 “incontri ravvicinati” susseguitisi dall’anno 1995 in avanti.

Galileo passera’ a circa 160 chilometri dalla superficie di Amalthea, distanza che rappresenta circa la meta’ dell’estensione di questa piccola luna. Il passaggio ravvicinato avverra’ il 5 novembre.

L’analisi della dinamica di tale passaggio consentira’ agli scienziati di raccogliere importanti informazioni sulla massa complessiva della piccola luna, il che a sua volta consentira’ di determinarne la densita’ e dunque portera’ a comprenderne megliola composizione, tuttora in gran parte sconosciuta. (Nella immagine, una elaborazione artistica del passaggio della sonda vicino ad Amalthea, Credits: Spaceflight Now)

Tra l’altro, c’e’ da dire che Galileo passera’ anche molto vicino a Giove, piu’ di quanto abbia mai fatto nel passato, e si puo’ ben comprendere come questo permettera’ agli scienziati di raccogliere una buona quantita’ di informazioni sul pianeta gigante…

Ulteriori informazioni su Spaceflight Now

Il contributo della nana Sagittario al nostro alone galattico

Un articolo di prossima uscita sulla rivista “The Astronomical Journal”, a firma di Michele Bellazzini, Francesco Ferraro (Oss. Astronomico di Bologna) e Rodrigo Ibata (Oss. Astronomico di Strasburgo, Francia) , mostra come le galassie nane del Gruppo Locale (ed in particolare Sagittario) abbiano avuto un ruolo importante nella “costruzione” dell’alone galattico.

E’ dalla fine degli anni ’70 che sta progressivamente acquisendo consensi, lo scenario secondo il quale l’accrescimento di satelliti (piccole galassie o parte di esse) avrebbe giocato un ruolo importante nella costituzione dell’alone della Via Lattea.

Prove del ruolo di “sistemi esterni” nella costituzione della nostra galassia sono state cercate sovente, negli ultimi anni. tramite l’analisi delle posizione e dei moti di gruppi di stelle nella Galassia e nelle zone circostanti, ma possiamo dire che nessuno dei numerosi studi e’ stato in grado di provare senza ambiguita’ la presenza di “strutture ordinate”, come striscie di stelle in movimento coerente, possibili residui di fenomeni di interazione tra la nostra Galassie e le diverse galassie nane immediatamente vicine ad essa.

Per portare chiarezza sulla questione, gli autori del presente lavoro si sono concentrati su un particolare campione, ovverosia la popolazione di ammassi globulari localizzati nell’alone esterno della Galassia, in una fascia di distanza che va da diecimila a quarantamila parsec dal centro galattico (ricordo che un parsec equivale a 3,3 anni luce).

Attraverso una approfondita indagine statistica, l’articolo in questione mostra come vi sia una chiara correlazione tra le velocita’ e le direzioni di questo gruppo di ammassi, e la traiettoria orbitale della galassia nana Sagittario, la piu’ vicina a noi tra tutte le galassie conosciute.

Tale indagine dimostra che, con alta confidenza statistica, almeno quattro ammassi, del campione in esame di 35 ammassi nella fascia di distanza presa in esame, non si possono essere formati nella Via Lattea, ma provengono invece dalla galassia Sagittario.

Campo stellare in direzione di Sagittario

(Credits: “Astronomy Picture of the day”)

I risultati di questo lavoro ci mostrano dunque come la nana Sagittario non sia stata un “contributore” importante solo per la costituzione della popolazione stellare di alone, ma abbia altresi’ svolto un ruolo fondamentale anche per la costituzione stessa del sistema di ammassi globulari della nostra Via Lattea.

La sonda Integral acquisice i primi dati

Tutto bene per la sonda Integral, recentemente messa in orbita. I primi test fanno ben sperare per il futuro della missione…

La sonda, lanciata il 17 ottobre scorso, sembra in effetti in ottima salute. Tutti i test e le verifiche (stato delle batterie, precisione del puntamento, bonta’ delle comunicazione tra sonda e base a terra…), fase preliminare all’inizio dell’acquisizione dati scientifici veri e propri, hanno fornito risultati rassicuranti.

Gli scienziati stanno preparando Integral a ricevere i comandi che la posizioneranno sulla sua orbita definitiva, che va da 9000 a 15500 chilometri sopra la terra (vedi la figura, elaborazione artistica dell’ESA dell’orbita della sonda). Il tempo di vita della missione dovrebbe essere di circa due anni.

Credits: Adattato e tradotto dall’inglese da Spaceflightnow