Scoperta un’altra cometa dalla sonda SOHO

E’ la cometa n. 500 ad essere stata scoperta dalla sonda nata da una collaborazione ESA-NASA, ed ha raggiunto il suo punto piu’ vicino al Sole il 12 agosto scorso…

Il coronografo LASCO a bordo della sonda SOHO, ideato per monitorare gli outburst dalla superficie solare, e’ provvisto di uno schermo per bloccare la radiazione dalla superficie dell’astro, ma e’ capace di mappare una vasta zona circostante. Grazie a tali caratteristiche, si e’ rivelato come il piu’ prolifico scopritore di comete nell’intera storia dell’astronomia!

E’ interessante notare come il 75% delle comete cosi’ scoperte non sono realizzate dagli scienziati coinvolti nel progetto, ma piuttosto da “semplici” amatori che attingono alle immagini di SOHO liberamente accessibili dal web. Forse uno dei pi? eclatanti esempio di come rendere pubblici dei dati possa servire a sfruttarli piu’ a fondo (e sotto diversi “punti di vista”) di quanto, per problemi di tempo e risorse, potrebbe fare un qualsiasi team di scienziati…!

Un’immagine della cometa appena scoperta

(Fonte: sito web di SOHO)

La cometa in questione e’ stata denominata C/20002 P3 (SOHO), col perielio (massimo avvicinamento al Sole) il 12 agosto, alle ore 16:04:48 UT. Sul sito di SOHO si possono vedere dei brevi filmati con la cometa, posta in evidenza con un quadratino, che si muove intorno al Sole.

Chandra, i primi tre anni…

I primi tre anni di lavoro della sonda Chandra hanno prodotto una serie di immagini di notevole bellezza di resti di supernova…

Per l’occasione, il sito di Chandra mostra in questi giorni una delle foto forse pi? belle. ovvero quella di Cassiopea A, in cui l’immagine, ottenuta dalla sonda nel 1999, mostra una serie di dettagli veramente sbalorditiva.





Nell’immagine (cliccare per visualizzare la foto grande) si notano in dettaglio le strutture conseguenti alla gigantesca esplosione della supernova, come pure si puo’ notare l’enigmatica struttura centrale, resto della stella poi esplosa in supernova, la quale ora dovrebbe essere o una pulsar rapidamente ruotante, oppure anche un buco nero (cio’ dipende in primo luogo dall’esatto valore della massa che aveva la stella prima di esplodere, valore che non possiamo conoscere in dettaglio).

Va anche menzionata una simpatica iniziativa, attivata sul sito di Chandra, che consente ora di mandare cartoline elettroniche con le piu’ belle immagini della sonda…!

Galassie “leggere” ed elementi pesanti…

Gli astronomi hanno appena scoperto che le galassie nana potrebbero dare un contributo sostanziale all’arricchimento in elementi “pesanti” del mezzo intergalattico.

Le galassie nane sono assai piu’ piccole di galassie come la Via Lattea, ma molto molto piu’ numerose nell’universo. A motivo della loro piccola massa, esse presentano una gravita’ piu’ bassa, il che consente alla materia di poter fuggire facilmente dal loro campo gravitazionale per finire a distribuirsi nello spazio intergalattico.

Ora e’ appena stato trovato che una galassia nana “vicina”, NGC1569 (a circa sette milioni di anni luce dalla terra!) emette nello spazio circostante una quantita’ significativa di ossigeno ed altri elementi “pesanti” (ricordiamo che nel gergo astronomico, vengono detti pesanti tutti gli elementi a parte idrogeno ed elio). La scoperta e’ dovuta al satellite Chandra, che ha individuato che grandi quantita’ di ossigeno ed altri elementi pesanti stanno allontanandosi dalla galassia, in bolle grandi migliaia di anni luce e con temperature di diversi milioni di gradi.

L’articolo con tali risultati e’ in pubblicazione su The Astrophysical Journal, a firma di Crystal Martin (Univ. della California) e collaboratori.

NGC 1569 e’ un candidato molto interessante per questi studi, poiche’ non e’ troppo lontana dalla terra e, al contempo, mostra di aver subito una articolata storia di formazione stellare: negli ultimi 10 milioni di anni, o più ancora, ha avuto diversi “burst” di formazione stellare ed esplosioni di supernovae, forse dovuti ad una passata collisione con una grossa nube di gas.

 

Un’immagine fornita da Chandra di NGC 1569 (Credit: NASA)

Questi risultati sono importanti anche perche’ forniscono una decisa conferma al fatto che gli elementi pesanti fuoriusciti dalle galassie nane nell’universo primordiale potrebbero giocare un ruolo fondamentale nell’arricchire il mezzo intergalattico di elementi pesanti. A sua volta la composizione del gas intergalattico influenza diversi fattori di decisiva importanza. quali la velocita’ stessa alla quale il gas condensa per formare altre galassie, e dunque una comprensione dettagliata della composizione di tale gas si mostra assai imporante per capire l’evoluzione stessa dell’universo.

Ulteriori particolari si possono trovare su Spaceflightnow

Foto di Hubble di una nebulosa planetaria “allungata”

Hubble ci regala la foto di una nebulosa planetaria estremamente allungata…

Hubble, ma soprattutto gli astronomi dell’ESA e della NASA che hanno mischiato le immagini di Hubble, ISO (telscopio infrarosso dell’ESA) e IUE (telescopio internazionale per l’Ultravioletto), ci regala la foto di una nebulosa planetaria molto interessante, poiche’ appare estremamente allungata.



Foto della nebulosa planetaria (credits: ESA)

Le nebulose planetarie sono vaste zone dello spazio (grandi come un sistema solare, per intenderci) riempite dei gas espulsi da una stella nelle ultime fasi della sua vita. In esse si trovano quindi i materiali come il carbonio e l’ossigeno (basilari per la vita), nonche’ i metalli, cosa assai importante, perche’ solo nelle stelle essi vengono prodotti.

Ulteriori informazioni su questa curiosa immagine sono disponibili nella press release sul sito dell’ESA

Credits: Alfonso Mantero