Scoperto un mondo di ghiaccio oltre Plutone

A quanto pare, il sistema solare sta “crescendo”: il telescopio spaziale Hubble ha appena individuato un pianeta ghiacciato oltre l’orbita di Plutone…!

“Quaoar”, come e’ stato battezzato, e’ il piu’ grande oggetto nel sistema solare mai osservato fin dal tempo della scoperta di Plutone, avvenuta piu’ di settanta anni fa. Quaoar e’ localizzato nella fascia di Kuiper, una zona che si trova oltre l’orbita di Nettuno, densamente popolata da oggetti simili a nuclei di comete, ricoperti di ghiaccio.



Una immagine “artistica” di Quaoar

(credits: NASA e G. Bacon, STScI)



Con i suoi circa 1300 chilometri di diametro, il pianeta risulta grande circa la meta’ di Plutone. Si puo’ considerare l’oggetto piu’ lontano nel sistema solare mai risolto da un telescopio!

Per quanto sia piu’ piccolo di Plutone, Quaoar e’ comunque piu’ grande in volume di tutti quanto gli asteroidi messi insieme, anche se probabilmente la sua massa raggiunge solo un terzo della massa totale della fascia degli asteroidi, poiche’ il ghiaccio, di cui e’ composto in gran parte, e’ piu’ leggero della roccia. Nel dettaglio, si ritiene che sia composto appunto di ghiaccio misto a roccia: non diverso in cio’ da una delle tante comete, sebbene sia circa 100 milioni di volte piu’ grande in volume…!

Per maggiori informazioni, si rimanda alla press release sul sito del telescopio spaziale Hubble.

2002 Sci/Tech Web Awards – Astronomia

La rivista Scientific American ha pubblicato sul suo sito i “Web Awards”, i siti piu’ rilevanti, selezionati tra la miriade di pagine esistenti sul web, nell’ambito Scienza/Tecnologia…

Per il secondo anno la prestigiosa rivista lancia questa interessante iniziativa, frutto di una accurata ricerca e selezione tra tutte le informazioni presenti sul web. Per altre informazioni sui “web awards”, consiglio di leggere l’articolo completo. In questa sede diamo uno sguardo a cio’ che piu’ ci interessa, ovvero i cinque siti scelti nella sezione “Astronomia e Astrofisica”.

  • The Nine Planets: A Comprehensive Tour of the Solar System

    Veramente ben costruito e ricco di informazioni questo sito, direi quasi d’obbligo per chi sia interessato al nostro sistema solare. Non solo pianeti, ma asteroidi, comete, insieme con notizie sulla storia e sulla mitologia…

  • Ned Wright’s Cosmology Tutorial

    Ben costruito anche questo sito in cui si trova una esposizione “non tecnica” della cosmologia, insieme con notizie aggiornate sugli ultimi sviluppi di questa disciplina. Unica potenziale difficolta’, la necessaria comprensione della lingua inglese. Problema in questo caso superabile, grazie alla traduzione del sito in lingua italiana!

  • SkyView,

    Skyview, sito della NASA, e’ un Osservatorio Virtuale capace di generare immagini di ogni parte del cielo a diverse lunghezze d’onda, dal radio ai raggi gamma. Un completo form di ricerca permette di individuare facilmente l’oggetto o l’area di cielo di interesse…

  • Nasawatch

    Sobrio ma decisamente informativo, di interesse per chiunque ricerchi informazioni aggiornate sul programma spaziale statunitense (ma vi si trovano anche informazioni sui programmi ESA e notizie astronomiche… ovviamente in inglese!)

  • Astrobiology.com

    Tutto quanto compete all’astrobiologia, da come nacque e si sviluppo’ la vita sulla Terra, alle ipotesi riguardo la possibilita’ della vita su altri pianeti…

Questo per quanto riguarda i Web awards di Astronomia di Scientific American. Una domanda puo’ apparire… spontanea: sono veramente i cinque siti migliori che si sarebbero potuti selezionare? Qualcosa di veramente importante (naturalmente, in lingua inglese) e’ per caso rimasto fuori? Vi invito a lasciare le vostre opinioni come commento a questo articolo, oppure nel forum!

In edicola “Le Scienze” di ottobre

Nel fascicolo in edicola, un articolo sulla teoria MOND, di Mordehai Milgrom e un’altro sulla missione “Integral”, di Elisabetta Tommasi…

“Gran parte degli astronomi ritiene che attualmente l?universo sia costituito, nella misura del 4 per cento circa, da materia ordinaria, un decimo della quale ? osservabile in forma di gas e stelle; per un terzo circa da materia oscura di tipo sconosciuto; e per due terzi da energia oscura, la cui natura ? ancora pi? enigmatica.

Ma se la famigerata materia oscura non esistesse proprio, e dovessimo invece rivedere le leggi della dinamica su grande scala, cos? come sono state corrette a scala microscopica? Se le leggi di Newton perdono validit?, allora modificandole si potrebbe fare a meno della materia oscura.”

Mordehai Milgrom e’ l’ideatore della teoria MOND, la pi? affermata e solida delle teorie alternative ai modelli della materia oscura, formulata diversi anni fa e ancora considerata ipotesi piu’ che valida.





Da segnalare anche l’articolo sulla missione INTEGRAL (INTErnational Gamma Ray Astrophysics Laboratory), satellite che sostituira’ il “glorioso” Beppo-SAX nello studio dei fenomeni piu’ energetici dell’universo, ormai sulla rampa di lancio. ” La missione ha comportato un grande impegno per la comunit? scientifica e industriale e per l?Agenzia spaziale italiana (ASI), che ha investito nel programma, in 10 anni, pi? di 25 milioni di euro per realizzare gli strumenti di competenza italiana, oltre a svolgere le attivit? di gestione e controllo dei relativi contratti industriali. Ed ? un importante riconoscimento internazionale, che scienziati e industrie si sono guadagnati partecipando per 30 anni a quasi tutte le missioni di astronomia delle alte energie, a partire da Cos-B, lanciata dall?ESA nel 1975, fino a Beppo-SAX, in orbita fino all?aprile scorso. ”

Maggiori particolari sul sito de Le Scienze

Nota: GruppoLocale, senza alcuna finalita’ pubblicitaria (…non ci pagano!!) , da ora in avanti, quando possibile, rendera’ conto degli articoli di argomento astronomico, a carattere divulgativo, che appariranno su riviste e quotidiani…. sperando sia cosa utile e gradita!

Straordinaria immagine infrarossa del centro della Via Lattea

La NASA ha appena rilasciato una straordinaria immagine acquisita nel vicino infrarosso della zona centrale della Galassia.

L’immagine e’ stata presa dal telescopio Keck II alle Hawai, equipaggiato con una camera, detta MERLIN, che lavora a tre diverse lunghezza d’onda, sempre nell’ infrarosso (9, 13 e 21 micron). L’immagine in realta’ e’ una composizione delle tre diverse foto originarie.

Nella zona centrale, non visibile a queste lunghezze d’onda, vi e’ un buco nero tre milioni di volte piu’ massivo del Sole. La sua attrazione gravitazionale influenza il moto di polvere, gas, e perfino delle stelle, in tutta la regione.



L’immagine del centro galattico acquisita con MERLIN.

Credits: NASA


L’immagine mostra questo materiale “polveroso” che spiraleggia (con tutta probabilita’) verso il buco nero. La caduta del materiale sul buco nero, e’ un processo capace di rilasciare una quantita’ considerevole di energia, si’ da influenzare ogni oggetto nelle sue vicinanze. Si ritiene che tale fenomeno abbia decise influenze sui processi di formazione stellare, a seconda delle situazioni, o favorendo la compressione ed il collasso di nubi gassose, e dunque incentivando la formazione di nuove stelle, oppure al contrario, inibendo la fresca formazione stellare, qualora la quantita’ di energia rilasciata sia sufficiente a distruggere le nubi gassose.

In ogni caso, il buco nero e’ destinato ad accrescersi, man mano che nuovo materiale continua a cadere sulla sua superficie…

Studiando i processi che avvengono al centro della nostra Galassia, gli astronomi sperano di imparare qualcosa in piu’ anche di quanto avviene all’interno dei nuclei galattici attivi, nei quasar e nelle “galassie di Seyfert”, oggetti interessati da alcuni tra i fenomeni piu’ energetici di tutto l’universo.

Per ulteriori informazioni, si puo’ consultare la press release della NASA

Vita su Venere?

La presenza dei batteri sarebbe in grado di spiegare alcune peculiarità della composizione chimica dell’atmosfera venusiana.

Nuvole nell’atmosfera di Venere, rivelate dall’osservazione ai raggi ultravioletti (missione Pioneer Venus, 1979)

Secondo alcuni esobiologi, l’atmosfera di Venere potrebbe ospitare (nientemeno che) diversi batteri. Tale notizia e’ pero’ stata accolta con scetticismo da diversi studiosi, come si può leggere da questo flash dal sito de Le Scienze.