Quasar… ferrosi?

Troppo ferro nei quasar…! Questo e’ quanto emerge da uno studio dell’oggetto APM 8279+5255, molto lontano (13.5 miliardi di anni luce) e quindi appartenente ad un universo molto giovane. G. Hasinger e S. Komossa hanno trovato molto piu’ ferro di quanto si aspettassero, e questo dato non solo e’ inaspettato ma in aperto contrasto con le attuali teorie.

Infatti, Il ferro e gli altri elementi pesanti vengono creati come sottoprodotti della vita delle stelle, che poi li liberano nello spazio, dando cosi’ la possibilita’ ai pianeti come il nostro di formarsi. Detto questo, e’ chiaro che la quantita’ di ferro nell’universo va aumentando nel tempo, e quindi se guardo un oggetto distante (la cui luce viaggia per molto tempo prima di arrivare a noi, portandoci quindi l’immagine di un universo “giovane”) mi aspetto di vedere meno ferro di quanto ne vedo nel Sistema Solare. Da qui lo stupore degli studiosi.

Le soluzioni al dilemma sono sostanzialmente due: siamo sicuri che questo oggetti siano davvero “lontani”? Oppure, esistono fenomeni che producono ferro (o comunque elementi pesanti) in grande quantita’ , ma che noi non conosciamo?

Come al solito piu’ si studia un problema a fondo, e piu’ le vecchie teorie danno problemi che ovviamente si cerca di risolvere. Questo si chiama metodo di indagine scientifica.

Ulteriori informazioni sul sito dell’ESA ed anche su Spaceflightnow

E’ disponibile in rete anche l’articolo completo (in inglese, tecnico!) al sito dei preprint SISSA

Credits: Alfonso Mantero

Hubble festeggia il 4 luglio

Per la festa dell’indipendenza americana, il team dell’Hubble Space Telescope rilascia una magnifica immagine dell’oggetto “Cas A”, che sta per Cassiopea A. Questo oggetto altro non e’ che cio’ che rimane di una stella piuttosto grande (25 masse solari), esplosa circa 360 anni fa.

L’esplosione ha fatto si’ che tutto il materiale della stella (anche gli elementi piu’ pesanti, come quelli di cui noi stessi siamo costituiti) venisse sparpagliato nello spazio, e quello che noi vediamo sono proprio i globuli di gas ancora “caldi” che si stanno raffreddando. Il loro destino sara’ quello di raffreddarsi sempre piu’ e divenire del tutto invisibili, fino a quando saranno inglobati nel materiale che costituira’ una nuova stella e un nuovo sistema solare.

Alcuni link per approndire:

StSCI press release (I)

StSCI press release (II)

Space.com

Credits: Alfonso Mantero

Trovate stelle giovani in una galassia ellittica!

Dati del telescopio spaziale Hubble e VLT combinati hanno portato ad una rilevante scoperta: ammassi stellari giovani in una galassia ellittica, ovvero in un ambiente stellare che si riteneva fino ad oggi popolato solo da stelle molto vecchie…

Per la precisione, sono state individuate un rilevante numero di ammassi stellari “giovani” (qualche milione di anni di eta’) nella ellittica NGC 4365. Questo e’ molto importante, poiche’ per la prima volta e’ stato possibile identificare diversi e distinti periodi di formazione stellare in una galassia vecchia quanto questa. A differenza di altri tipi di galassie, quali le spirali, come la nostra, e le nane (dalla formazione stellare articolata e complessa, come si e’ dettagliato piu’ volte in queste pagine), le ellittiche finora si sono ritenute galassie con popolazioni stellari molto antiche, di eta’ paragonabile all’eta’ stessa dell’universo, ovvero, intorno ai 10 miliardi di anni… Questa scoperta e’ dunque importante per comprendere meglio le fasi evolutive delle galassie ellittiche come pure la teoria generale della formazione stellare nell’universo…

Per maggiori dettagli, si puo’ consultare la press release dell’ESO

Finalmente la camera ACS in funzione!

Straordinarie davvero le immagini che provengono da Hubble equipaggiato con la nuova Advanced Camera for Survey !

La nuova camera ACS, istallata nel corso dell’ultima missione di riparazione di Hubble, va a sostituire la “gloriosa” WFPC2, alla quale davvero molto siamo debitori, in particolare per il moderno quadro del Gruppo Locale che grazie alle osservazione condotte da tale camera siamo via via riusciti a disegnare.. un quadro che vede ogni galassia del gruppo come diversa dalle altre, in termini di popolazioni stellari, dinamica, moti mareali, fenomeni di interazione con le galassie vicine… Dunque un Gruppo Locale tutt’altro che semplice da comprendere (come abbiamo cercato di spiegare negli aggiornamenti di questo sito…), ma che rappresenta ancora una formidabile sfida per la scienza astronomica.

Come si e’ detto, molto dobbiamo ad Hubble per questo, e ancor piu’ promette di fare con i nuovi strumenti, come ACS. La nuova camera raddoppia infatti l’ampiezza del campo di ripresa (tra i pochi “nei” di WFPC2 era senz’altro la ristrettezza del campo…), la risoluzione angolare, e incrementato di almeno cinque volte la sensibilita’.



Una immagine della galassia “Girino” acquisita con ACS (dal sito di Hubble)

Per ulteriori informazioni (e per altre immagini), si puo’ consultare Hubblesite.org. Inoltre alcune belle immagini acquisite con la camera ACS si trovano pubblicate sul fascicolo di giugno della rivista l’Astronomia.