Quei movimenti del Sole

“Non c’è niente da fare. Il Sole al tramonto è sempre uno spettacolo. Dalla finestra della sua camera riesce a gustarsi tutta la lenta discesa del disco rosso, fin dietro il parco. Una cosa sublime. Piano piano il cielo passa da quell’azzurro bello ma un po’ etereo, ad un fantastico colore blu, che per giunta si fa sempre più denso e carico, fino a dissolversi piano in un nero limpidissimo… Così bello che sarebbe quasi da dipingere! Anzi, se fosse brava come nonno Aldo farebbe un bel quadro ad olio. I colori si contrastano sempre di più, le ombre si arricchiscono in profondità e tutto sembra acquistare un rilevo particolare. Tutto è più denso, quasi spumoso, compatto..”

La nostra Anita è alle prese, stavolta, con i movimenti degli astri. La Terra si muove, certo, ma anche il Sole poi non è che rimanga molto fermo. Anzi, tutt’altro. Ma questo lo scoprirà in un serrato dialogo con la sua mamma, che ha il pregio di volerle molto bene ma (come sa chi ha letto gli altri due racconti) il difetto di essere astronoma di professione. Ci sarà posto anche per un progetto di vacanza toscana e la mamma scienziata avrà qualche momento di commozione… ma non voglio rivelare altro della trama. Vi invito a leggere – e se volete, commentare – questo terzo racconto della serie. 

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Illustrazione di Ilaria Zof

I racconti sono ospitati nel blog Scientificando di Annaria Ruberto. E’ davvero un eccellente blog con orientamento didattico; va detto infatti che i racconti finora pubblicati hanno trovato ottima rispondenza nelle scuole, così mi permetto di inviare eventuali docenti che stiano leggendo a valutare la possibilità di diffonderli proprio con questa funzione. Io ne sarei certo contentissimo (ma Anita ancor più di me…) !

Ringrazio di cuore anche Ilaria Zof per il bel disegno, che tra l’altro – come potrete apprezzare – riprende in chiave graficamente accattivante e spigliata, molti elementi del racconto.

Ma ora, lascio senz’altro la parola ad Anita. Si sta facendo sera, il Sole è al tramonto… 

Il posto più freddo

Era stato veramente bello. Ma che freddo! Freddissimo tanto che ad un certo punto lei non vedeva l’ora di tornare a casa, al calduccio. Sì, finalmente al caldo. Le cime dei monti sono belle, bellissime, ma insomma ci vuole veramente una grande forza di volontà per andare in mezzo alla neve. Soprattutto poi, per ritornarci nel pomeriggio, dopo che hai mangiato. Certo la mattina era stato abbastanza facile, si era detto che si andava, c’era tutta l’eccitazione che viene nel fare qualcosa di diverso, di nuovo. Chi ci pensava ancora, al freddo!…

Sarà pure che questo ottobre romano è così caldo che non ci si raccapezza più (sì lo so, le ottobrate romane e tutto il resto, però qui sembra più agosto, in certi momenti). Sarà che alla fine il freddo uno lo attende quasi con trepidazione. Sarà che sto lavorando sul prossimo racconto della serie di Anita, e mi viene da ripensare alle parti già scritte, come questo incipit, tratto dal mio racconto Il posto più freddo nell’universo.

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Se questa è la vostra idea di un ambiente freddo, forse la dovrete rivedere…. 🙂

 Sarà comunque che uno quando pensa l’Universo lo immagina spesso come un posto freddo (a parte Anita, come potrete leggere). E ne ha ben ragione, dopotutto. La cosa è presto stabilita: lontano da fonti di calore, la temperatura è praticamente quella del fondo cosmico, ovvero 2,7 gradi kelvin.

Ovvero, meno di 270 gradi sotto lo zero Celsius.

Il che è parecchio freddo, non c’è che dire. 

Immaginiamoci un momento, dispersi in un punto imprecisato tra una galassia e l’altra. Godremmo non solo di una temperatura inferiore ai 3 kelvin, per l’appunto, ma saremmo anche persi nel vuoto totale. Vuoto, davvero: parliamo di pochi atomi di idrogeno per centimetro cubo. E’ impressionante, a pensarci bene: come l’atomo risulta per la maggior parte vuoto, così l’Universo –  che siamo abituati a pensare come affollatissimo – in realtà è formato (in volume) perlopiù da spazio galattico, assolutamente vuoto.

Ma certo, dipende da dove ti trovi. Puoi passare dai pochi kelvin della radiazione cosmica di fondo, a valori oltre il milione, tipici ad esempio delle corone solari: senz’altro uno dei posti più caldi.

Va bene, ma il posto più freddo qual è? Se lo chiede la nostra Anita, tornando da una gita in montagna. Fa così freddo sulla neve, che non sembra possibile trovare posti più freddi, proprio no. Ma guarda che vi sono posti dove fa molto più freddo, la avverte la mamma. E siccome la mamma studia l’universo, c’è da darle credito. E mentre il papà anela a conoscere i risultati delle partite, si sviluppa un dialogo, in cui si parla di temperatura dell’universo, ma anche del cuore.

Un dialogo che – se non lo avete fatto già – potere leggere e commentare su Scientificando, il blog di Annarita Ruberto.