Come ha cambiato il mondo il Capitano Kirk…

“In orbita standard, signor Sulu”. Il capitano Kirk impartisce l’ordine con grande confidenza. Sa bene infatti come la USS Enterprise possa entrare ed uscire fuori dalle orbite planetarie con estrema facilità. Ma tutto questo è possibile, come sappiamo, solo nel regno della finzione fantascientifica. Nel mondo reale, tali manovre risultavano impossibili….

… almeno fino ad ora!

Benvenuti a Dawn, la missione di punta della NASA verso la fascia degli asteroidi.

Alimentata con una tecnologia dal sapore del tutto futuristico, denominata “propulsione a ioni”, la navetta sarà capace di effettuare traiettorie nello spazio comparabili (forse) a quelle della mitica Enterprise di Star Treck.

In questo preciso momento, Dawn è occupata a guadagnare pian piano distanza dal Sole, affrancandosi dalla sua influenza gravitazionale: si trova oltre l’orbita di Marte, sulla strada della sua prima destinazione, l’asteroide Vesta. Dawn entrerà nella sua “orbita standard” intorno a questo piccolo mondo roccioso restandoci per un intero anno, esplorando in dettaglio i suoi molti misteri.

Dopo aver raccolto abbondanti informazioni su Vesta, la sonda Dawn farà qualcosa di assolutamente nuovo nel campo dell’esplorazione spaziale: uscirà dall’orbita di un corpo celeste lontano, per volare fino ad un altro, immettendosi poi nella relativa orbita. Il secondo obiettivo che attende questo “autobus dello spazio” è l’asteroide Ceres.

Dawn sarà la prima sonda mai costruita ad orbitare intorno a due corpi celesti, dopo aver lasciato la Terra” dice Marc Rayman, capo ingegnere dei laboratori JPL della NASA. “Non c’è nemmeno una strategia per poter effettuare una missione di questo tipo con sistemi di propulsione convenzionali. La sonda dovrebbe portarsi appresso così tanto carburante, che sarebbe troppo pesante anche per essere lanciata”.

Per ovviare  a questo problema, la sonda Dawn si affida alla propulsione a ioni, che non richiede un carico troppo pesante. Rayman ha sentito il termine per la prima volta – l’avrete già capito – mentre vedeva Star Treck!

In breve, l’idea è la seguente: attraverso degli ampi pannelli solari, Dawn raccoglierà abbastanza potenza dal Sole per ionizzare degli atomi di Xenon. Gli ioni saranno espulsi da un forte campo elettrico fuori dal corpo della sonda, producendo in questo modo una spinta gentile ma significativa, in assenza di attriti e gravità.

Come avrebbe detto un certo personaggio a bordo dell’Enterprise (con delle curiose orecchie a punta).. “Affascinante”.

NASA JPL Press Release


WISE trova il suo primo asteroide…

La sonda Wide-field Infrared Survey Explorer (in breve WISE) ha scoperto il suo primo asteroide, il primo tra i centinaia che ci si aspetta possa trovare durante la sue missione consistente nel mappare l’intero cielo nelle bande infrarosse.

L’oggetto fa parte degli asteroidi che vengono chiamati “near-Earth object”, ovvero gli oggetti più vicini al nostro pianeta. E’ stato designato con il nome  2010 AB78 ed è stato scoperto da WISE il 12 gennaio. Dopo che il sofisticato software di bordo della sonda aveva rilevato un oggetto in movimento in un contesto di oggetti stazionari (stelle), i ricercatori hanno seguito l’oggetto appena individuato con attenzione e hanno potuto confermare la scoperta, con il telescopio da 2.2 metri dell’Università delle Hawai, sulla cima del monte Mauna Kea.

Il puntino rosso nell’immagine ha la sua importanza: è il primo asteroide “near Earth” scoperto da WISE
Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA

L’asteroide si trova attualmente a 158 milioni di chilometri da Terra. Dalle stime dovrebbe essere circa largo un chilometro, e gira intorno al Sole in un’orbita ellittica, ma su un piano inclinato rispetto al nostro Sistema Solare. L’oggetto passa tanto vicino al Sole quanto la Terra, ma a motivo della sua orbita molto inclinata, non passerà vicino al nostro pianeta. In ogni caso, anche se non c’è pericolo di impatto, gli scienziati continuano a monitorarlo.

WISE ha cominciato la sua scansione del cielo il 14 gennaio, e ci si attende possa trovare qualcosa come centomila asteroidi precedentemente mai visti, nella fascia tra Marte e Giove, oltre che centinaia di oggetti “near Earth”. Oltre a questo, ci si aspetta che possa trovare milioni di “nuove” stelle e galassie.

Decisamente, non male per una missione spaziale…! Voi che ne dite?

NASA/JPL Press Release