Quarantacinque anni dopo…

Bisogna tornare decisamente  indietro, riavvolgere veloce fino a ben quarantacinque anni da adesso, per ritrovare una presenza umana sul nostro caro, unico satellite naturale. Le cronache ci riportano, per la precisione, a quel lontano dicembre del 1972, quando gli astronauti Eugene Cernan ed Harrison Schmitt si trovarono a trascorrere ben 75 ore sulla superficie della Luna, mentre il loro collega Ronald Evans orbitava sopra la loro testa, nella paziente attesa del rientro.

Crediti: NASA

L’immagine qui sopra mostra Schmitt sulla sinistra del rover lunare, proprio ai bordi del cratere chiamato Shorty. Assai interessante il fatto che l’equipaggio della Apollo 17 riportò a terra ben centodieci chilogrammi di roccia e campioni di suolo lunaredunque assai più di quanto è stato mai riportato da ogni altro sito di atterraggio lunare.

Centodieci chili che, tra l’altro, sono sul nostro pianeta e testimoniano senza troppo clamore ma con indubbia efficacia che – ancora ci fosse chi ne dubita – sulla luna ci siamo stati, ci siamo stati davvero. 

E’ questa, una evidenza solidamente corroborata dai fatti, a dispetto anche di recenti clamori che, proprio per il caso dell’Apollo 17, vogliono vedere bizzarri e fantasiosi complotti laddove, assai più realisticamente, c’è “solo” il caso di una esplorazione scientifica e di una impresa tecnologica, che è stata (grazie al cielo) pienamente di successo.

Dall’orbita, verso terra

TerraOrbita

Ecco una bella immagine dell’astronauta Chris Cassidy – un ingegnere di volo della missione #36 – intento ad acquisire una foto della Terra attraverso un obiettivo da 400 mm connesso ad una macchina fotografica digitale. In questo momento la Terra si trova più di 400 km sotto di lui. Cassidy si trova a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dalla fine di marzo, e rimarrà a bordo fino a settembre.

Crediti immagine: NASA

Saranno così gli insediamenti su Marte?

Guardate la foto riprodotta qui sotto. Potrebbe a tutti gli effetti assomigliare ad uno dei futuri insediamenti umani su Marte, non pensate? Almeno, è quello che ha ritenuto il nostro astronauta Luca Parmitano esprimendosi così in un suo tweet di ieri: “E’ probabile che un giorno i nostri insediamenti su Marte saranno così.”

Ma alla fine cos’è questa struttura misteriosa – che deve essere enorme e sembra anche trovarsi nel mezzo di … assolutamente nulla? Un nuovo ramo segretissimo della famigerata Area 51?

Non esattamente. In realtà è una delle più grandi strutture per la produzione di sali di litio, e si trova nel cosiddetto “triangolo del litio”, tra Argentina, Cile e Bolivia. Nella fattispecie, la foto mappa una zona del deserto cileno di Atacama.

La colonizzazione di Marte in realtà – lungi dall’essere appena una simpatica boutade astronautica – è ritenuta da molte persone uno dei passaggi chiave nello sviluppo futuro dell’uomo. Molte agenzie spaziali hanno concentrato la loro attenzione sul pianeta rosso, per definire delle possibili strategie di insediamento sul pianeta. Va detto che con le tecnologie attuali, un viaggio umano verso Marte richiederebbe almeno sei mesi. In ogni caso, è il pianeta raggiungibile da Terra con il minor impiego di energia; e vi sono anche diverse analogie tra la Terra e Marte (ad iniziare dalla durata del giorno solare marziano, straordinariamente simile a quello terrestre) che rendono lo scenario meno ‘fantascientifico’ rispetto alle ipotesi di colonizzazione di altri pianeti del sistema solare.

Certo vi sono anche importanti differenze: Marte è decisamente più freddo della Terra, con una temperatura media di -63 gradi Celsius, e con punte minime anche di -143 gradi. Inoltre, possiede sì una atmosfera, ma non dimentichiamoci che è una atmosfera costituita principalmente di diossido di carbonio. Inoltre a causa dell’assenza di una magnetosfera, i venti solari vengono a colpire direttamente la sua ionosfera.

Vi sono addirittura progetti di singoli privati, come Mars One (proposto e guidato dal ricercatore olandese Bas Lansdrop), che articolano nei dettagli le tappe di una conquista umana di Marte. Quanto poi vi sia ancora fantascienza, in tutto questo, è ovviamente una ottima domanda…