Da Larnaca (half way trip)

Veloci appunti di metà viaggio, approfittando della connessione wifi. Ecco, Mediterranea è ritornata adesso a Larnaca dopo qualche giorno di navigazione. Siamo approdati proprio oggi pomeriggio, mentre a bordo si terminava la terza lezione del nostro programma di studio del cosmo, una di quelli più impegnativi. Quella sull’evoluzione stellare, concentrata in una giornata appena (benchè già ne avessimo sfiorato vari aspetti lunedì e martedì, nelle lezioni sul Sistema Solare e sull’astronomia multimessenger, per usare una dizione abbastanza in voga oggi).

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Ragionando di astrofisica, si cresce tutti (ragazzi e Tutor…)

Chiaramente, qualcosa va lasciato fuori. Possiamo fare poco più di una introduzione, nel tempo che abbiamo a disposizione. Eppure è tanto, veramente tanto, te ne accorgi facilmente. Perché quello che si stabilisce nel tempo, per quanto limitato, è una cosa preziosa. Lo capisci ancor meglio ora: ora che ci ripensi, ancorato al porto di Larnaca, appollaiato con il portatile sulla barca. Mentre intanto il cielo si fa piano piano più scuro, ma di quel buio che non spaventa, di quell’oscurità che è preludio di un sereno, oppure comunque di una mitigazione dolce di ogni soffrire – perchè fa spuntare loro, le stelle.

Di stelle oggi si è parlato nella terza lezione di Astrofisica su Mediterranea, appunto. E se non è il momento per fare bilanci, dal punto di vista del Tutor (in parole povere, il sottoscritto), è però il momento di cominciare ad essere grato. Grato di condividere una esperienza di questo tipo con dei ragazzi attenti e curiosi, sereni e rispettosi.

Sempre così inizia, comincia che magari un po’ di impaccio e di perplessità ci può anche essere: in fondo i ragazzi non li conosci, non hai idea. Sai solo che sono stati selezionati in base alla bravura e alla motivazione. Ma in fondo, non sai. Eppure fai anche abbastanza in fretta a capire che ti puoi fidare, puoi anche condividere il tuo entusiasmo, puoi inbarcare anche loro, sia pure per pochi preziosi giorni, nell’esperienza affascinante di navigazione dei cieli. 

Puoi, perché loro ti seguono. E a volte – con le loro domande – ti precedono.

Perché alla fine – ormai lo hai ben capito – non puoi fare altro che questo, puoi continuamente passare il testimone, perché persone più giovani di te vengano catturate e rilancino, perché incuriosite da qualcosa che hai detto, si mettano a guardare il cielo, a pensare il cielo, in modo un po’ diverso dal solito, in modo un po’ più consapevole.

E già questo apre una bella partita, per la loro esistenza. E in fondo, ragazzo mio, anche per la tua.

 

Mediterranea 2016, l’avventura continua!

A volte ritornano, potremmo dire. E a volte sono proprio le cose belle che ritornano. Sono anche le occasioni sincere di fare esperienze nuove e profonde, che possono ripetersi. Perché non tutto sfiorisce in un giorno, perché una costruzione lenta può avvenire, qualcosa che umilmente sfida il nostro abituale cinismo, semplicemente accadendo. Avviene, infatti.

L’esperienza di Mediterranea dello scorso anno (alla quale ho avuto l’onore di prendere parte come docente) è stata già debitamente raccontata in questo ambito, come pure ha avuto una buona ricaduta in altri contesti, nonché una discreta copertura da parte dei media (qui citiamo per concisione appena Repubblica.it e  ANSA). Soprattutto è stata una esperienza che ha arricchito, tanto chi vi ha partecipato come studente, quanto chi è salito a bordo in veste di “professore” (per poi trovarsi a mettere in gioco tutta la propria umanità, come inevitabilmente avviene in navigazione). Ma credo di poter dire, è stata una esperienza intrigante anche per l’equipaggio, alle prese con un esperimento “accademico” innegabilmente sui generis.

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Mediterranea a Orounopoli (AThos) Dalla gallery del sito Progetto Mediterranea

Dunque, ecco la notizia. Grazie ad una serie di circostanze favorevoli (tra le quali una attenzione che di questi tempi oserei definire illuminata, da parte dell’ufficio divulgazione del mio ente, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, e la appassionata disponibilità di Progetto Mediterranea e del Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale) sono molto lieto di poter scrivere che quest’anno l’esperienza di Mediterranea si ripete.

Si sono infatti aperte da pochissimi giorni le iscrizioni per la selezione dei cinque ragazzi che potranno salire a bordo del bel Mikado 56 di Progetto Mediterranea, per una intera settimana (dal 24 settembre al primo ottobre), e così prendere parte in tal modo ad una esperienza formativa davvero unica, che permetterà loro di unire l’apprendimento dei misteri del cosmo e di quelli delle navigazione, in un contatto ideale che riprende e al contempo chiarisce l’unità inscindibile dell’umano desiderio di conoscenza e di avventura, sia esso tra i mari intorno a Cipro (come sarà per questa edizione) o tra i quasar più remoti.

Per partecipare alla selezione – che avverrà essenzialmente per merito, come per lo scorso anno – è necessario essere iscritti alla facoltà di Fisica o Astrofisica, in una università italiana, e non avere compiuto il ventiquattresimo anno di età. Per i particolari comunque rimandiamo alla necessità di una attenta lettura del bando ufficiale, che è appena stato diffuso ai rettori delle varie università (e che contiene anche una dettagliata panoramica delle lezioni che si terranno a bordo). Il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato al giorno 25 luglio. 

Un’ultima cosa, prima di lasciarvi alla compilazione del bando. Per avere un “assaggio” di quello che è stato Mediterranea nella sua prima edizione, quella dello scorso anno (che si è svolta al largo delle coste turche, presso lo stretto dei Dardanelli) oltre a dare una scorsa ai resoconti già citati, è magari utile prendersi un paio di minuti per vedere – o rivedere – il bel video realizzato da Media INAF, che riesce a catturare e diffondere efficacemente buona parte dell’aspetto anche stimolante e intelligentemente giocoso che ha accompagnato la settimana in barca.

Questo è lo spirito di Astrofisica su Mediterranea, in ultima analisi. Conoscere, crescere, capire, viaggiare la diversità (di ambienti, di popoli, di concetti), in maniera amichevole e relazionale. Scartando ogni approccio astratto ed accademico, dunque, e piuttosto giocandosi in prima persona come soggetti aperti, disponibile ad incontri: soggetti europei (e mai come adesso è forse necessario rilanciarlo) e abitanti del Mediterraneo, culla di civiltà antichissime e di tradizioni che dobbiamo riprendere, per dare maggior peso e significato al nostro essere uomini in questo millennio.

Una settimana, dunque, per imparare, conoscere e mettersi in relazione. Per prepararsi sempre meglio a vivere ed operare in un mondo che cambia in fretta. Oggi più che mai.