Passaggi (molto) ravvicinati…

Piccolini, se vogliamo. Piccolissimi, rispetto agli standard degli oggetti astronomici. Ma non proprio trascurabili, in caso di impatto. Anzi. Due sono gli asteroidi che nei giorni scorsi sono passati vicino al nostro pianeta, ad una distanza inferiore a quella che c’è tra noi e la Luna. Entrambi gli oggetti sono stati scoperti dagli astronomi che lavorano alla Catalina Sky Survey (CSS), in Arizona.

Il primo, scoperto dai ragazzi della CSS il 4 febbraio, è denominato con la sigla 2018 CC. Il suo passaggio ravvicinato con la Terra si è avuto il 6 febbraio, quando è giunto ad una distanza di circa 184.000 chilometri dal nostro pianeta. L’asteroide è un grosso sasso il cui diametro dovrebbe viaggiare tra i 15 e i 30 metri.

Il passaggio ravvicinato di 2018 CB (cliccare sull’immagine per l’animazione). Visibile anche l’orbita della Luna, per meglio valutare le distanze. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Di interesse ancora maggiore è l’asteroide 2018 CB: anche lui infatti ha deciso di sfiorare il nostro pianeta, e l’ha fatto il giorno 9 febbraio, quando è transitato ad una distanza poco superiore ai 64.000 chilometri (una volta e mezzo la circonferenza terrestre, ragionando a braccio). Quest’ultimo, come dimensioni, si aggira tra i 15 e i 40 metri di diametro. Sebbene molto piccolo, potrebbe essere comunque più grande di quello che entrò nell’atmosfera nella località di Chelyabinsk, in Russia, esattamente cinque anni fa.

E’ comunque raro – per nostra grande fortuna – che un asteroide passi così vicino al nostro pianeta, e ci sono da tempo programmi di monitoraggio, come il CNEOS della NASA, che sorvegliano il moto degli asteroidi con particolare attenzione alle orbite più pericolose.

Questo è decisamente interessante perché ci fa quasi toccare con mano come l’Universo – ad ogni scala di prossimità – sia un ambiente vivo e dinamico, del tutto diverso da quelle figurazioni indubbiamente attraenti ma poco realistiche, di un cielo di stelle fisse, luogo di geometrica ed “inossidabile” perfezione. Nel nostro Universo – l’unico di cui abbiamo esperienza – tutto è in movimento, tutto è in divenire, in continua trasformazione.

E a volte – davvero – ci passa proprio accanto.

NGC 6745, tracce evidenti di collisioni galattiche

No, decisamente le galassie normalmente non si presentano in questo modo. NGC 6745 in realtà mostra chiari segni dell’effetto di  una gigantesca ‘collisione’ galattica. Le collisioni di questo tipo sono peculiari anche nella durata, bisogna dire, perché le galassie in realtà sono state in collisione per centinaia di milioni di anni.  Appena al di fuori dell’immagine presentata, elaborata in maniera digitale al fine di aumentare i contrasti, ci sarebbe (nell’angolo in basso a destra) una galassia più piccola, in allontanamento.

Crediti: NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration

La galassia più grande, che vediamo nella foto, doveva essere una normale galassia a spirale, ma ora che è ‘danneggiata’ dall’urto, la forma appare decisamente peculiare. Di fatto, gli effetti della gravità sulla forma della galassia sono evidenti. Per quanto sia assai probabile, visti gli spazi in gioco e le distanze tra gli oggetti, che nessuna stella nelle due galassie si sia direttamente scontrata con un’altra, in tale tipo di ‘collisioni’ sono il gas, la polvere e il campo magnetico ambientale che interagiscono direttamente. Arrivando appunto a modificare profondamente l’aspetto delle galassie che hanno subito tale processo.

Il fatto è tutt’altro che raro, nell’economia dello sviluppo delle galassie. Tra l’altro, ha notevole importanza anche per chi studia specificamente la formazione e l’evoluzione di nuove stelle, poiché sovente nelle zone di collisione si vengono a creare le condizioni ideali per la comparsa di zone di fresca formazione stellare. Anche in questo caso lo scontro ha fatto in modo di dare un deciso impulso alla formazione stellare: di fatto, un grumo di gas espulso dalla galassia più grande, a destra in basso, ha già iniziato a formare stelle.

La peculiare galassia NGC 6745 si estende per circa ottantamila anni luce di diametro, e si trova a circa 200 milioni di anni luce dalla Terra. La sua età presunta dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di anni.