Curiosity, foto incredibile di Monte Sharp

Questa è veramente mozzafiato. Osservando il grado di dettaglio dell’immagine, non si può fare a meno di pensare, ma siamo davvero su Marte? E’ uno scatto ad alta risoluzione dell’obiettivo finale di Curiosity, i fianchi stratificati del picco centrale del Gale Crater, ovvero il Monte Sharp. L’immagine è stata acquisita con lo strumento Mastcam ed è appena un test di calibrazione… certo se sono come queste le immagini che potremo aspettarci dalla missione, non si può che essere entusiasti (provate un po’ a cliccarci sopra per vederla in grande formato…) !

E se è solo… un’immagine di calibrazione, capace di tanto dettaglio, aspettiamo con ansia le altre! (Crediti: NASA)

“Quest è un’area di Monte Sharp dove si muoverà Curiosity”, ha detto Michael Malin, a capo del gruppo che si occupa della Mastcam. “Quegli strati sono il nostro vero obiettivo. La duna più scura si trova tra noi e la zona stratificata. Davanti  alla sabbia scura si può scorgere della sabbia rossiccia,  con una differente composizione chimica, come suggerito dal diverso colore.  Le rocce sullo sfondo evidenziano della diversità – alcune sono arrotondate, alcune presentano angoli netti, con storie differenti. Questo è un sito geologicamente molto ricco da investigare, e infine da passarci dentro”

Segnaliamo inoltre che proprio l’altro ieri il rover Curiosity ha trasmesso a Terra un significativo messaggio preparato dall’amministratore della NASA Charles Bolden:

“La conoscenza che speriamo di ottenere dalle osservazione e dall’analisi del Gale Crater ci dirà molto riguardo la possibilità di vita su Marte, come pure sul passato e sulle possibilità future del nostro stesso pianeta. Curiosity porterà benefici per la Terra e ispirerà una nuova generazione di scienziati ed esploratori, mentre prepara la strada per una missione umana in un futuro non troppo lontano”

Potete trovare qui altre immagini dalla Curiosity. Vale la pena anche visitare il sito della missione per gli ultimi aggiornamenti.

Si spara su Marte…!

Ultimissime : si spara su Marte! E’ un titolo un poco ad effetto, ma sostanzialmente esatto. Il rover Curiosity della NASA, nella giornata di ieri, ha investito una roccia del pianeta rosso con un potente raggio laser. Questo inaugura senza dubbio una nuova era nell’esplorazione planetaria. Lo “storico” esperimento è stato condotto tramite un nuovo tipo di strumento sul quale si nutrono grandi aspettative.

Si chiama ChemCam ed è montato in cima al mast di Curiosity. Ieri ha emesso un totale di 30 impulsi da un milione di watt ognuno, per un arco di tempo di circa dieci secondi, su una roccia marziana che ha vaporizzato una parte di essa in un plasma ionizzato. Per la precisione, ogni impulso è durato appena qualche miliardesimo di secondo, ma è stato sufficiente, in termini di energia emessa, per generare il plasma caldo, subito osservato dalla stessa ChemCam e da un trio di spettrometri, al fine di identificarne gli elementi.

Ecco il tweet con il quale la sonda annuncia l’apertura delle … ostilità (a puro scopo scientifico):

La roccia scelta per bersaglio è stata opportunamente denominata Coronation. 

“Abbiamo un grande spettro di Coronation – un sacco di segnale”, ha detto Roger Wiens dei Los Alamos Laboratory, che presiede le operazioni riguardanti la ChemCam. “Il nostro team  è emozionato e sta lavorando duro, per tirare fuori i risultati. Dopo otto anni passati a costruire lo strumento, è ora di venir ripagati!”

A sinistra, è cerchiata la roccia scelta per l’esperimento, inizialmente indicata con la sigla provvisoria N165, ora “Coronation”. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS/LANL

La ChemCam ha acquisito spettri durante tutti i trenta impulsi laser, a più di seimila lunghezze d’onda differenti, nell’intervallo che va dall’ultravioletto all’infrarosso (passando ovviamente per la banda visibile). Lo scopo di questo primo test è essere certi che il laser possa lavorare efficacemente, e per poterlo “caratterizzare”.  Il suo scopo più ambizioso è quello di poter penetrare  sotto la superficie polverosa di alcune rocce selezionate, per giungere a rivelarne la composizione.

L’esperimento è riuscito al di là delle aspettative più rosee. Gli scienziati spiegano che i dati raccolti sono anche migliori di quanto atteso rispetto ai test condotti a terra, in termini di segnale/rumore. Ci si aspetta un bel po’ di “grande scienza” dalle rocce bersaglio che saranno selezionate nei prossimi due anni. E potrebbero benissimo essere migliaia!

Come dire, se ci sono marziani, prego scansarsi….

Su la testa, Curiosity !

Ancora buone notizie da Curiosity, il nostro robottino marziano!

Il tweet ci dice che il rover ha tirato su la testa (“Mast” è la parte che potremmo rappresentare con collo e testa, per la precisione), e non solo: si sta guardando intorno, scattando foto tramite le “Navigation Camera”. Qeuste sono due camere in bianco e nero, ideate per ottenere immagini panoramiche e in 3D. Ognuna della camere gode di un angolo di vista di 45 gradi, e sono pensate per aiutare il rover a “camminare”.

Curiosity invia la prima foto a colori di Marte

Il rover Curiosity della NASA ha inviato a Terra la sua prima immagine a colori dal momento dell’atterraggio, svelando un tratto del panorama di Marte. L’occhio di Curiosity puntava verso nord, verso il bordo eroso del cratere Gale, dove si è posizionato l’altra mattina.

Un’occhiata a nord, appena arrivati (Crediti: NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems)

L’immagine è stata acquisita dal Mars Hand Lens Imager (MAHLI), il pomeriggio del primo giorno dopo l’atterraggio.

Non c’è da preoccuparsi se l’immagine risulta opaca. Infatti la copertura protettiva per la polvere non è ancora stata rimossa, ed è inoltre coperta con uno strato di polvere marziana spruzzata sulla camera stessa dai retrorazzi di discesa durante la fase terminale dell’atterraggio. Anzi, c’è da meravigliarsi che lo strato di polvere sia ancora abbastanza trasparente da permettere l’acquisizione dell’immagine, prima ancora che la pellicola protettiva venga rimossa, cosa che avverrà in qualche giorno.

MARDI e il suolo marziano che si avvicina…

Mentre la Curiosity si avvicinava al suolo marziano, attraverso l’innovativa (e mai usata in precedenza) tecnica della “gru volante” (lo sky crane), la Mars Descent Image Camera (familiarmente, MARDI), puntata verso il basso, acquisiva queste interessanti immagini.

Le prime sequenze a bassa risoluzione filmate da MARDI sono state “sparate” a Terra poche ore dopo  il posizionamento della sonda sul suolo di Marte. Sono state ricevute quasi trecento immagini in piccolo formato (192 x 144 pixel) che sono state utilizzate per  creare questo video. MARDI ha raccolto le immagini al ritmo di quattro ogni secondo. La sequenza prodotta va dalla rimozione degli scudi termini fino all’arrivo su Marte (Crediti: NASA/JPL/MSSS).

Fonte: UniverseToday