Curiosity, tutto in due minuti e mezzo…

Questo video diffuso dai Jet Propulsion Laboratory della NASA riassume molto efficacemente, in meno di tre minuti, le fasi salienti dell’arrivo di Curiosity sul suolo marziano, intersecando le immagini simulate con quelle reali del team di controllo della sonda. Da vedere davvero: ecco come la scienza può essere entusiasmante !

Curiosity ha già vinto (dopotutto)

Mancano poche ore all’arrivo della sonda Curiosity sul suolo marziano. L’atterraggio (come abbiamo documentato nei post già pubblicati) è una operazione complessa e articolata, che ci auguriamo possa avvenire nel migliore dei modi. 

Qui ci preme appena registrare un dato, più informatico che tecnologico. L’account Twitter della sonda Curiosity, ovviamente gestito dalla NASA, al momento in cui scrivo, ha il rispettabile numero di 198.095 followers. C’è da scommettere che al momento in cui leggerete questo post, fosse anche pochi minuti dopo che l’ho scritto, il numero dei  followers sia ancora maggiore.

Come che vada (e speriamo vada proprio tutto bene!), un primo importante risultato la missione l’ha già ottenuto, a pensarci bene: dimostrare una volta di più che la scienza interessa il grande pubblico. Che non solo la divulgazione intelligente paga sempre, ma anche che la gente ama rimanere in contatto diretto con queste grandi missioni: esse rappresentano per l’era moderna quello che un tempo poteva essere l’esplorazione delle Indie, ad esempio. Le foto che ci arrivano dai pianeti del Sistema Solare sono il corrispettivo dei racconti e dei disegni degli antichi esploratori. Le sonde sono chiamate a compilare – loro sì, novelle Marco Polo – un moderno e tecnologico Milione. 

L’uomo ha sete di scoperta, di andare oltre, di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Siamo impegnati in mille faccende, impelagati in diecimila problemi quotidiani, ma (grazie al cielo) un ammasso di metallo e circuiti che sta per arrivare su un pianeta lontanissimo ci interessa ancora, ci riguarda, ci affascina. E in fin dei conti, ci unisce.

Marco Castellani

INAF – Osservatorio Astronomico di Roma

PS nel tempo di scrivere questo breve editoriale, il numero dei followers è salito a 198.556….

 

Curiosity in rotta verso Marte

Con il lancio dell’altro ieri, la NASA ha dato il via ad un viaggio verso Marte che ben si può definire “storico”. A lasciare la Terra alla volta del pianeta rosso  è stato il Mars Science Laboratory, partito a bordo di un Atlas V da Cape Canaveral. Si porta con sè un rover grande come un’automobile, chiamato Curiosity. 

Gli scienziati si aspettano di imparare un bel pò di cose da questa missione (con un occhio a mettere da parte altre conoscenze in vista della realizzazione dell’antico “sogno”… ovvero lo sbarco di uomini su Marte). La missione sperimenterà un bel pò di nuove tecnologie, a cominciare da una tecnica di atterraggio di precisione, per far arrivare Curiosity vicino ai piedi di uan montagna all’interno del “Gale Crater”, il giorno 6 agosto del prossimo anno.

Il 26 novembre Curiosity ha iniziato il suo lungo viaggio verso Marte (Crediti: NASA/Bill White)

A quel punto prenderà il via un primo troncone della missione, della durata di circa due anni, nei quali il rover cercherà di capire se la regione abbia mai offerto condizioni favorevoli alla vita di microrganismi.

Il lancio è andato come doveva, ci dice la NASA. Il rover è in cammino verso Marte e tutti gli strumenti rispondono a dovere. Il viaggio prevede inizialmente l’ingresso nell’orbita terrestre, e poi – tramite una spinta dallo stadio superiore del veicolo – l’uscita dall’orbita per un tragitto di circa 567 milioni di chilometri, fino a Marte.

Gli obiettivi scientifici di Curiosity sono davvero ambiziosi:  sono quelli che dovranno fare la differenza rispetto alle precedenti missioni marziane.  Curiosity sarà in grado di scavare nel terreno per prelevare campioni di suolo e di rocce. Sarà anche in grado di frantumare i campioni ed analizzarli nel laboratorio al suo interno. Al proposito, va detto che Curiosity si porta appresso ben dieci strumenti scientifici, per una massa totale ben 15 volte più grande rispetto al payload scientifico delle sonde Spirit e Opportunity.

Le innovazioni tecnologiche che si sono rese necessarie per fare atterrare un rover così pesante, mantenendo una precisione molto grande rispetto al sito prescelto, sono passi importanti in vista di una futura missione umana sul pianeta. Oltre a questo, Curiosity porta con sè uno strumento per monitorare il livello di radiazione naturale su Marte, informazione cruciale per comprendere come proteggere efficacemente la salute dei futuri astronauti.

I grandi obiettivi vanno raggiunti a piccoli passi. La presenza umana su Marte, se e quando avverrà, sarà anche un pò per merito di Curiosity. Per il momento, viaggi umani a parte, ci aspettiamo di imparare un altro bel pò di cose interessanti sul pianeta rosso…

NASA Press Release