Il mare salato di Encelado

C’è acqua liquida salata sotto la crosta ghiacciata di Encelado, piccola luna di Saturno. La  nuova, decisa conferma giunge dalle ultime analisi dei getti di gas emessi dalla sua superficie. I risultati confermano che all’origine dei getti deve esserci una vasta sorgente di acqua salata allo stato liquido e non semplimente del ghiaccio d’acqua in evaporazione.

I getti sono in pratica enormi spruzzi, costituiti per lo più da vapor acqueo e particelle di ghiaccio: vengono fuori da fratture sulla superficie ghiacciata di Encelado prodotte dalle potenti azioni mareali esercitate dalla forza di attrazione gravitazionale di Saturno. La loro analisi è stata possibile grazie alla sonda Cassini e al suo strumento di bordo Cosmic Dust Analyser (CDA). In precedenza la Cassini aveva stabilito che le particelle espulse nello spazio dai getti di Encelado andavano ad alimentare uno degli anelli di Saturno. Successivamente la Cassini è passata più volte attraverso il materiale espulso da questi getti,  sino ad avvicinarsi ad appena 21 chilometri da Encelado.

Il "mare nascosto" di Encelado tradito dai getti di gas...

I nuovi risultati hanno stabilito che nei getti è presente un’alta abbondanza di sodio e potassio, situazione che coincide con quanto previsto nel caso che alla loro origine vi sia un oceano di acqua salata nascosto al di sotto della superficie ghiacciata. Scartata invece la possibilità che i getti siano solo il risultato dell’evaporazione del ghiaccio d’acqua.

La presenza di un oceano liquido sotto la crosta ghiacciata è analoga a quella su Europa, una delle principali lune di Giove, e potrebbe rendere Encelado un ulteriore satellite del Sistema solare dove andare a cercare la presenza di forme di vita elementari.

La missione Cassini è una collaborazione tra la NASA, l’ ESA e l’ ASI con la partecipazione di numerosi ricercatori italiani anche dell’ INAF che ha contribuito con lo spettrometro a immagine nel visibile e vicino infrarosso VIMS-V (INAF-IFSI Roma), l’esperimento RADAR e lo strumentoHASI su Huygens, dedicato allo studio dell’atmosfera di Titano.

Articolo originale di Media INAF

Una connessione elettrica tra Saturno ed Encelado

La NASA sta rilasciando le prime immagini… e i suoni… che mostrano l’esistenza di una intrigante “connessione elettrica” tra il pianeta Saturno e una delle sue lune, Encelado. I dati raccolti dal team della sonda Cassini permettono agli scienziati di comprendere meglio la intricata rete di interazioni tra il pianeta e le sue numerose lune. I risultati di tale analisi sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

Per dirla tutta, gli scienziati avevano già ipotizzato che un gigantesco circuito elettrico dovesse esistere su Saturno. Analizzando i dati che la sonda Cassini aveva raccolto già nel 2008, i ricercatori avevano individuato un fascio brillante di radiazione ultravioletta nell’intorno del polo nord di Saturno, il quale portava a pensare all’esistenza di un “circuito” che lo collegasse ad Encelado, anche se la luna è distante ben 240.000 chilometri dal pianeta.

La zona brillante infatti si trova al termine delle linee di campo magnetico che collegano Saturno ad Encelado. Precisamente, è il luogo dove gli elettroni ad alta energia si tuffano nell’atmosfera del pianeta, seguendo le linee di forza del campo magnetico (inevitabile destino delle particelle cariche) che percorrono un arco tra il polo nord ed il polo sud del pianeta.

Un'immagine artistica della connessione "elettrica" tra Saturno ed Encelado (Crediti: NASA/JPL/University of Colorado/Central Arizona College)

Nel 2008, Cassini ha rilevato un fascio di protoni energetici nei pressi di Encelado. Delle successive ricerche hanno approfondito tale constatazione, mostrando come vi siano segnali più complessi, consistenti con la presenza di una corrente che viaggia da tale luna fino alla parte alta dell’atmosfera di Saturno (incluso un segnale sonoro elaborato a partire dalla connessione magnetica).

Il quadro che sta emergendo è il seguente: le nubi d’acqua sopra le emissioni a jet di Encelado producono una nube di plasma ionizzato (formato da particelle cariche), attraverso l’interazione con il campo magnetico di Saturno. La nube disturba le stesse linee di forza del campo magnetico. La cosa interessante, e la scoperta più recente, è che il segnale di “disturbo” proveniente da Encelado non è costante, ma varia nel tempo, dalla qual cosa si capisce che anche il flusso di particelle proveniente da Encelado è in realtà soggetto a variazione.

Questo, oltre a risolvere un dilemma esistente da tempo tra gli scienziati, mostra come le interazioni tra Saturno e le sue lune siano ben più complesse ed articolate di quanto si poteva pensare fino a qualche tempo fa.  Insomma anche il sistema solare, ci riserva sempre le sue belle sorprese…

NASA/JPL Press Release

Cassini, tredicesimo flyby ad Encelado

Sulla scia del passaggio ravvicinato con Encelado,  la sonda Cassini sta inviando a terra immagini della luna di Saturno, e dell’altra luna a lei vicina, Dione.

Una cosa che ha particolarmente colpito gli scienziati, sono le immagini di Encelado dove si può apprezzare il “profilo scuro” della luna, con l’evidenza aggiuntiva di diversi getti di materia, che provengono dalla regione del polo sud.

Gli strumenti della sonda non sono rimasti certo inoperosi, in tale particolare frangente, ma si sono prodigati nel cercare segnali della eventuale presenza di una debole atmosfera. Riguardo alla sua composizione, poi, i ricercatori sono curiosi di capire se può essere simile a quella riscontrata su Rhea, un’altra luna di Saturno (della quale proprio ieri ricorreva l’anniversario della scoperta, ad opera di Gian Domenico Cassini).

Il "profilo scuro" di Encelado, acquisito da Cassini il 20 dicembre di quest'anno, ad una distanza di circa 158.00 km dalla superficie della piccola luna (Crediti: NASA/JPL/SSI)

E’ comunque la parte lontana dai “jet” a rivestire un grande interesse. In particolare, gli scienziati sperano anche di acquisire informazioni sul tasso di “microbombardamento” ad opera di piccole meteoriti, nel sistema di Saturno, ed ottenere una stima di età degli anelli principali del pianeta.

Questo è ormai il tredicesimo flyby di Cassini con Encelado, e si è svolto su un percorso simile a quello del precedente, avvenuto il 30 novembre. Sei ore prima Cassini aveva “fatto un giro” vicino a Dione, un’altra luna di Saturno, passando ad una distanza di circa 100.000 chilometri, e rilevando diversi interessanti particolari, che fanno pensare ad una attività geologica marcata, in epoche passate.

NASA JPL Press Release

Fontane di ghiaccio zampillano su Encelado

Enormi getti di acqua ghiacciata si sprigionano dalla superficie del polo sud di Encelado, una delle lune di Saturno. Questa spettacolare immagine composita arriva dalla sonda Cassini, dedicata allo studio del pianeta e dei suoi satelliti.

Crediti: NASA/JPL/SSI

Nella foto, presa da una distanza di circa 14.000 chilometri da Encelado, si possono scorgere più di 30 getti, molti dei quali sono stati osservati per la prima volta. Queste vere e proprie “eruzioni di ghiaccio” provengono da fratture sulla superficie di Encelado prodotte dalle potentissime azioni mareali esercitate dalla forza di attrazione gravitazionale di Saturno. Gli scienziati stanno studiando con grande interesse queste immagini per riuscire a determinare con precisione la quantità di acqua presente sotto la superficie di Encelado.

Cassini-Huygens è una missione robotica realizzata in collaborazione tra la NASA, l’ESA e l’ASI con la partecipazione di numerosi ricercatori italiani. Il 14 gennaio del 2005 la navicella denominata Huygens, staccatasi dalla sonda madre, ha raggiunto la superficie di Titano, uno dei satelliti di Saturno, inviando a terra spettacolari immagini della sua superficie. L’INAF contribuisce alla missione con lo spettrometro a immagine nel visibile e vicino infrarosso VIMS-V (IFSI Roma), l’esperimento RADAR e lo strumento HASI su Huygens, dedicato allo studio dell’atmosfera di Titano.

Fonte: Press Release INAF

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