Segni di acqua allo stato liquido su Encelado!

Gli scienziati che stanno lavorando intorno alla missione Cassini hanno trovato di recente ioni di acqua carichi negativamente nelle particelle di ghiaccio di Encelado, uno dei satelliti di Saturno. La loro scoperta è davvero interessante: basata sull’analisi dei dati acquisiti dal passaggio ravvicinato della sonda avvenuto nel 2008, e riportato ora nella rivista scientifica Icarus, fornisce infatti una prova della presenza di acqua allo stato liquido, uno dei principali ingradienti per la vita, all’interno della piccola luna ghiacciata.

Lo spettrometro di Cassini, per dire la verità, non si è limitato a questo, ma ha anche trovato altre specie di ioni carichi negativamente, tra i quali sicuramente alcuni idrocarburi.




La luna ghiacciata Enceladus
(Crediti: NASA)

“Per quanto non via sia sorpresa nel fatto che vi sia acqua, questi ioni a vita breve sono una ulteriore evidenza per il fatto che sia presente acqua al di sotto della superficie, e dove c’è acqua, carbonio ed energia, sono presenti alcuni dei più importanti ingradienti per la vita”, ha detto Andrew Coates, a capo del team di ricerca che ha condotto l’indagine.

La presente scoperta permette di aggiungere Enceladus alla Terra, a Titano e alle comete, i luoghi nel Sistema Solare dove si conosce la presenza di ioni carichi negativamente. Alla superficie terrestre, ioni con carica negativa sono presenti laddove vi è acqua liquida in movimento, come vicino alle cascate oppure nei pressi delle grandi onde oceaniche… dunque un ottimo “sensore” per determinare la presenza di acqua liquida!

La storia dello spettrometro di Cassini, poi, meriterebbe un articolo a parte: originariamente progettato per acquisire dati nel campo magnetico di Saturno, misurando la densità, la velocità e la temperatura degli ioni e degli elettroni che entrano nello strumento, subito dopo la scoperta di ghiaccio d’acqua su Encelado, è stato “riconvertito” con pieno successo nell’indagine in questo interessantissimo e forse imprevisto filone di ricerca. Un altro esempio di come, se vogliamo, l’indagine scientifica debba sempre confrontarsi umilmente con il “dato” raccolto – in pratica, il nostro modo di interrogare l’Universo fisico – e modularsi secondo la risposta ottenuta…

STFC Press Release

Cassini trova ammoniaca su Enceladus

I dati raccolti durante i due passaggi ravvicinati alla luna di Saturno Enceladus hanno aggiunto diversi promettenti tasselli alla teoria che vuole che tale mondo ghiacciato possa contenere dell’acqua allo stato liquido, proprio sotto la superficie. I risultati prodotti dalla sonda  Cassini sono stati pubblicati proprio questo mese sulla prestigiosa rivista internazionale Nature.

La luna di Saturno Enceladus, vista dalla sonda Cassini
(Crediti: NASA/JPL/Space Science Institute)

In particolare, i dati più interessanti provengono  senza dubbio dallo spettrometro: il giorno otto del mese di ottobre, nello scorso anno, tale strumento è stato in grado di rilevare molti composti chimici, inclusi alcuni organici, presenti nei vapori e nelle particelle di ghiaccio. Uno di quelli identificati con notevole confidenza è stato l’ammoniaca. Nello spazio, la presenza di ammoniaca è considerata un forte indicatore della possibile esistenza di acqua allo stato liquido. Ma cosa può dirci dell’acqua liquida la presenza di ammoniaca sul suolo ghiacciato di una fredda luna di Saturno?

Quello che molti non considerano, è che l’ammoniaca agisce in realtà come una sorta di “antigelo”, riuscendo a mantenere l’acqua liquida a temperature più basse  di quanto sarebbe possibile in sua assenza. Con la presenza di ammoniaca, l’acqua può esistere allo stato liquido perfino a temperature così basse come -176 gradi Kelvin!

E visto che le cose stanno così, e visto anche che temperature superiori a -180 gradi Kelvin sono effettivamente state misurate sulla superficie di Enceladus, ecco che si viene in possesso di un eccellente argomento per l’ipotesi della presenza di acqua liquida all’interno della piccola luna, dicono gli scienziati.

Va detto, in ogni caso, che stabilire quanta acqua liquida sia contenuta nell’interno di Enceladus (nel caso appunto ve ne sia…) è tutto un altro paio di maniche, ed è una domanda che al momento non può ottenere  alcuna certa risposta. Finora Cassini ha effettuato cinque passaggi ravvicinati alla luna di Saturno, che rappresenta comunque uno degli obiettivi principali della missione “estesa” della sonda. In questo quadro, due passaggi ravvicinati sono previsti per novembre di quest’anno, ed altri due – ancora più prossimi alla superficie – sono schedulati per aprile e maggio del 2010.

Si confida che i dati raccolti durante questi futuri flybys potranno aiutare a fare luce sulla questione. La risposta è attesa con una certa trepidazione, poichè se fosse confermata la presenza di acqua liquida, crescerebbe di molto la possibilità che Enceladus costituisca un habitat potenzialmente adatto alla presenza di forme di vita…

NASA JPL Press Release


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