Scoperti altri 32 “nuovi” esopianeti!

Grandi notizie per i cacciatori di pianeti! Proprio l’altro ieri, ad una conferenza internazionale sui pianeti esterni al Sistema Solare (esopianeti), il team che ha costruito lo strumento High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher, meglio noto come HARPS – ovvero lo spettrografo per il telescopio da 3.6 m di ESO – ha riportato la impressionante scoperta di ben 32 nuovi esopianeti, riconfermando in modo eclatante la fama di HARPS, di essere il “cacciatore” di esopianeti più efficiente al mondo!

Uno dei pianeti appena scoperti gira intorno alal stella nota con il nome di Gliese 667 C, appartenente ad un sistema triplo, e qui visibile in una rappresentazione artistica.
Crediti: ESO/
L. Calçada

Il risultato è tale che porta il numero di pianeti di piccola massa finora conosciuti in su di ben il 30%. Nel complesso, negli ultimi cinque anni, HARPS ha individuato più di 75 tra i circa 400 esopianeti noti allo stato attuale. La cosa ancor più interessante di HARPS è che si dimostra veramente bravo nel trovare i pianeti di massa più piccola, ovvero quelli la cui massa non supera le venti masse terrestri. In un modo o nell’altro, HARPS ha facilitato la scoperta di ben 24 dei 28 pianeti di questo tipo. Tali pianeti, come si è visto, spesso si trovano in sistemi multiplanetari, con la possibile presenza di fino a cinque pianeti per sistema.

ESO Press Release

Prima consistente evidenza di un pianeta roccioso!

La più lunga serie di misure mai effettuate da HARPS ha finalmente accertato la natura rocciosa dell’esopianeta (pianeta esterno al Sistema Solare) più piccolo e più veloce (nell’orbita intorno alla sua stella) che si conosca, CoRoT-7b, accertando anche la sua massa, pari a circa cinque volte quella del nostro pianeta.

Combinando questa informazione con il raggio del pianeta, già noto, pari a poco meno del doppio di quello della Terra, possiamo derivare una importantissima informazione: la densità dell’esopianeta è piuttosto simile a quella della Terra, il che suggerisce che si tratti di un mondo roccioso, solido, simile appunto alla natura del nostro stesso pianeta.. E non è tutto: l’enorme set di dati raccolto, suggerisce anche la presenza di un altra cosiddetta “super-Terra”, nello stesso “sistema solare alieno”.

Un’immagine di fantasia di Corot-7b.
Crediti: ESO

HARPS lo strumento al quale si deve la notevole scoperta, è una sigla che sta per High Accuracy Radial velocity Planet Searcher, ed è uno spettrografo connesso al telescopio da 3.6 metri dell’ESO (localizzato a La Silla, in Cile). La stella attorno alla quale gira il pianeta, è invece stata una eccitante scoperta della sonda CoRoT, e prende il nome di CoRoT 7; si trova ad una distanza di circa 500 anni luce, e sembra essere leggermente più piccola e fredda del nostro Sole, ma alquanto più giovane, con un’età di appena 1,5 miliardi di anni.

Per quanto possa essere simile alla nostra amata Terra, bisogna dire che le condizioni sul pianeta non appaiono – alla luce dei dati raccolti – tra le più piacevoli: ad esempio, la probabile temperatura alla superficie si dovrebbe aggirare intorno ai 2000 gradi, che scendono però a circa -200 nella sua “faccia notturna”. Inoltre i modelli teorici suggeriscono come il pianeta abbia probabilmente la superficie coperta di lava o oceani “in ebollizione”…

A parte la sua scarsa “vivibilità”, comunque la scoperta è davvero eccitante, e ben fa comprendere come il “gioco sincronizzato” tra i moderni strumenti a terra e le più recenti sonde possono davvero farci scoprire dei “tesori” finora insospettati nello spazio vicino, come pure nelle più remote profondità del cosmo… Se consideriamo anche che il rinnovato Telescopio Spaziale Hubble ha mostrato delle mirabili potenzialità, possiamo essere fiduciosi per le scoperte astronomiche che si prospettano nel futuro prossimo…!

ESO Press Release

Forse scoperto il primo esopianeta.. di un’altra galassia !

Gli esopianeti scoperti finora (cioè i pianeti che orbitano attorno a stelle che non sono il Sole) sono in numero di 353; questi in effetti presentano una caratteristica comune: orbitano tutti all’interno della nostra Galassia – il che naturalmente sembra più che logico, perché sono di gran lunga i più facili ad essere individuati!

Ora però un gruppo di astronomi in Italia sembra aver trovato il primo esopianeta in un’altra galassia, e precisamente nella galassia di Andromeda. Con una massa di circa sei volte quella del pianeta Giove, dovrebbe essere assai probabilmente un pianeta del tipo appunto “gioviano”, cioè gigante gassoso, anche se rimane una piccola probabilità che si possa trattare di una piccola stella nana bruna.

Una rappresentazione artistica di una luna dell’esopianeta di HD 188753 Ab (da Wikipedia)

La cosa interessante è che alcune stime recenti indicano che la maggior parte delle stelle nella nostra Galassia può avere intorno a se dei pianeti (di qualsiasi tipo), e questo sembra includere anche le stelle più piccole (che sono di gran lunga le più numerose): questo vorrebbe dire milioni di mondi, a pensarci bene. E che dire se anche per le altre galassie fosse lo stesso…? Questo vorrebbe dire che ci sono davvero  miliardi di mondi là fuori…

…certo sul fatto se ospitino vita o meno nulla di certo possiamo sapere, al momento: però non è comunque uno scenario suggestivo?

Qui l’articolo scientifico originale del team che ha effettuato la scoperta.