Hubble fotografa una “stranezza spaziale”

In questa immagine ottenuta con il Telescopio Spaziale Hubble si può scorgere un addensamento davvero inusuale di materia gassosa, che si trova nei pressi di una galassia a spirale – si direbbe – del tutto normale.

Il bizzarro oggetto, chiamato “di Hanny”, è in realtà soltanto la parte visibile di un lungo filamento gassoso, che si estende per ben trecentomila anni luce intorno alla galassia, che prende il nome di IC 2497.  La parte che nella figura è mostrata in colore verde, risulta visibile soltanto perché un fascio di luce proveniente dal nucleo della galassia arriva ad illuminarlo. Il fascio gassoso in sè arriva da un quasar, un oggetto molto brillante ed energetico che è “alimentato” da un buco nero centrale. A quanto sembra, in questo caso, il quasar si sarebbe comunque spento negli ultimi duecentomila anni.

Il "filamento verde" è una parte di una estesa struttura gassosa (Crediti: NASA, ESA, William Keel (University of Alabama, Tuscaloosa), and the Galaxy Zoo team)

L’oggetto prende il nome da Hanny van  Arkel, la maestra di scuola olandese che ha scoperto la struttura, partecipando al progetto online Galaxy Zoo. Il progetto (di cui ci siamo occupati già nel passato), permette al pubblico più vasto di partecipare alla classificazione di più di un milione di galassie, catalogate nella Sloan Digital Survey. Il progetto si è allargato ad includere Galazy Zoo:Hubble, dove gli utenti hanno la possibilità di catalogare un campione di decine di migliaia fra le galassie individuate dal celebre telescopio spaziale.

E in questo modo, anche una maestra di scuola (oltre a svolgere un importantissimo lavoro di formazione) può diventare celebre in ambito scientifico. Un altro virtuoso esempio di “scienza distribuita” di cui parliamo nel forum !

SpaceTelescope Press Release

Una galassia fatta tutta di nomi…

Come dare a tutti gli opportuni crediti, quando hai molti collaboratori? Problemone.. nelle riviste scientifiche non è raro trovarsi davanti ad articoli per i quali la prima pagina… è occupata soltanto, in pratica, dal titolo e dai nomi! Questo può capitare, ad esempio, per le grosse collaborazioni, usualmente costruite attorno ad uno specifico progetto o apparecchiatura.

Un problema del genere.. ma moooolto più grande, se lo sono trovati addosso quelli di Galaxy Zoo, il sito dove si può collaborare al riconoscimento di galassie semplicemente con un browser (ne abbiamo parlato più volte anche in GruppoLocale). Non paghi di aver rilasciato uno Zoouniverse Advent Calendar (un calendario dell’Avvento, con tutte le classiche finestrine… dove non trovate però cioccolatini o altre dolcezze, ma … chissà!), questi simpatici ragazzi hanno ideato un poster di “autori”. Il poster mostra la galassia Sombrero (M104) fatta di… no, non di stelle, ma dei nomi dei 35.000 volontari che – tra tutti i partecipanti al “comune lavoro” – hanno permesso la divulgazione dei loro nomi.

Sembra la normale immagine della Galassia Sombrero.. sembra... (Crediti: GalaxyZoo website)

L’idea è carina, e dopotutto, fa anche riflettere. Internet è spesso sotto i riflettori per tristi fatti di cronaca, e  comunque considerato spesso più per i suoi aspetti “deteriori” (legati ad un “cattivo” o non consapevole uso del nuovo medium)  che per le sue specifiche ed inudite potenzialità… no dico, ma voi ve lo immaginereste possibile, fare lavorare su un progetto scientifico 35.000 persone, senza il web? 🙂