Trova pianeta abitabile e mettilo su Wikipedia…

Un team di astronomi “cacciatori di pianeti”, utilizzando lo spettrometro HIRES all’Osservatorio del Keck, ha annunciato la scoperta di un pianeta delle dimensioni della Terra, in orbita attorno ad una stella vicina. Il nuovo pianeta, noto come Gliese 581g, è ad una distanza tale da far sì che si trovi proprio nel bel mezzo della cosiddetta “zona abitabile”, dove cioè le condizioni ambientali sono tali da permettere l’esistenza sulla superficie di acqua allo stato liquido. Se fosse confermata, Gliese 581g costituirebbe l’esopianeta più simile alla Terra (e potenzialmente abitabile) mai trovato fino ad ora.

La scoperta del team è basata su ben undici anni di osservazioni effettuate al Keck (nelle isole Hawai). Gli astronomi responsabili dell’importante detezione, sono inoltre confidenti del fatto che molti altri pianeti simili possano essere trovati, in futuro. Il “trucco” per proseguire alla grande la “rivoluzione degli esopianeti” che sta andando avanti da qualche tempo, è quello ormai consolidato di utilizzare una miscela di tecniche astronomiche innovative insieme all’apporto ancora insostituibile dei “buoni vecchi” telescopi con base a terra. Secondo gli scienziati, la possibilità di trovare altri esopianeti è limitata ormai soltanto dal tempo telescopio a disposizione….

I telescopi dell'Osservatorio W.M. Keck alla cima del Mauna Kea (isole Hawai)

Il lavoro che sarà pubblicato su The Astrophysical Journal (ed è già disponibile in forma di preprint) riporta la scoperta di ben due “nuovi” pianeti, intorno alla nana rossa nota come Gliese 581. Questo porta a sei il numero di pianeti attualmente conosciuti in orbita intorno a questa stella: il sistema planetario più “affollato” mai scoperto al di fuori del Sistema Solare! Proprio come i pianeti di “casa nostra”, anche quelli che orbitano intorno a Gliese 581 mostrano di avere orbite praticamente circolari. Gliese 581g ha una massa pari a tre o quattro volte quella della Terra, e un periodo orbitale di circa 37 giorni. I dati indicano che si tratta probabilmente di un pianeta roccioso con una ben definita superficie, ed anche che potrebbe avere una gravità sufficiente a trattenere una vera e propria atmosfera…

Da un punto di vista.. più informatico, mi pare degno di nota il fatto che la notizia, diffusa in data 29 settembre (ieri), ha già “prodotto” una pagina della Wikipedia in inglese (in italiano, al momento di scrivere il pezzo, ancora manca), dedicata al “nuovo” pianeta; una rapida indagine permette di accorgersi che la pagina stessa, vecchia di appena poche ore, ha già subito numerosi interventi ed ampliamenti, e si presenta ricca di informazioni e con un ottimo corredo di informazioni bibliografiche e percorsi per ulteriori letture. Davvero sorprendente (e fuori portata per qualsiasi enciclopedia o pubblicazione specialistica “tradizionale”!). Un’altra dimostrazione di come – pur con i limiti che sappiamo – Wikipedia costituisca al momento una delle più interessanti forme di gestione collaborativa delle conoscenze…

Per maggiori dettagli sulla scoperta, si può consultare la Keck Observatory Press Release. La pagina di Wikipedia relativa al pianeta Gliese 581g si può consultare qui.

Il più piccolo esopianeta mai scoperto

E’ stata appena annunciata la scoperta dell’esopianeta più piccolo mai individuato. Il pianeta è stato denominato con la sigla “e”, ed appartiene al famoso sistema Gliese 581. Risulta avere una massa appena pari al doppio di quella della Terra (ricordiamo come è molto più facile scoprire gli esopianeti di massa maggiore, in generale, dunque la scoperta è davvero ragguardevole).


Una immagine di fantasia del pianeta appena scoperto in Gliese 581
Crediti: ESO/L. Calçada

Il team ha anche potuto raffinare la conoscenza dei dettagli dell’orbita di  Gliese 581d, pianeta scoperto nel 2007, e la cosa interessante è che ora tale pianeta “cade” all’interno della fascia abitabile, ovvero nella zona di distanza dalla stella madre, dove si ritiene che possa esistere acqua allo stato liquido (e dunque forse anche oceani). Queste eccitanti scoperte sono il risultato di più di quattro anni di osservazioni compiute giovandosi del “cacciatore di pianeti” di più gran successo al mondo, lo spettrografo HARPS annesso al telescopio di 3.6 metri dell’ESO a La Silla, nel Cile.

ESO Press Release