Pianeti 2.0, un viaggio virtuale…

Preparando una recente conferenza divulgativa, ho avuto occasione di rendermi conto di quanto sia affascinante l’esplorazione del Sistema Solare. Un “misto” davvero intrigante di sfide tecnologiche, desiderio di comprendere, meraviglia dell’esplorazione… Facile fare l’analogia con l’esplorazione del nostro pianeta nei secoli passati. Facile, e sostanzialmente corretto.

Funziona così, come in tante altre cose. Ormai le informazioni sono tutte a portata di mano. Aprendo il computer abbiamo a disposizione una quantità virtualmente infinita di cose che possiamo imparare. A volte però ci può aiutare seguire un percorso, un filo. Ecco da dove nasce l’idea di Pianeti 2.0. E’ molto semplice: vogliamo dedicarci ad un pianeta a settimana (copriremo anche Plutone, che anche se non è più un vero e proprio “pianeta”, almeno dal punto di vista storico lo è stato per parecchio). Siamo partiti oggi con Mercurio, e ogni sabato “migreremo” su un altro pianeta. Virtualmente parlando, si intende!

Il Mariner 10 ci ha aiutato non poco a “scoprire” le caratteristiche di Mercurio, quando ancora non se ne sapeva quasi nulla (Crediti: NASA)

Useremo la nostra pagina Facebook (e per molta parte anche la pagina su Google+) per inviare una serie di notizie, immagini, informazioni tematiche del pianeta che, volta per volta, cade sotto i nostri riflettori. Per la natura stessa del medium, gli aggiornamenti non intendono mai essere esposizioni esaustive, ma più che altro brevi spunti, utili – speriamo – per destare curiosità (a volte stupore, vogliamo credere) e voglia di seguire uno dei tanti percorsi che offriamo per approfondimenti.

Perché l’esplorazione del Sistema Solare è stata – ed è ancora – una meravigliosa avventura. E i “nuovi media” possono davvero  aiutarci (in questo e in altri casi) ad alimentare la voglia di sapere, a ridestare il piacere di apprendere.

Così se volete seguirci, commentare, dire la vostra, venite sulle nostre pagine sociali (quella di Facebook ha da poco passato i 1000 “fruitori”) e sentitevi liberi di intervenire. Il viaggio sarà più bello se fatto in molti!

Dal Sistema Solare alla Galassia, con il browser

Visualizzare la posizione esatta di ogni stella nella Galassia è appunto un problema… di dimensioni galattiche! Considerando che la Via Lattea contiene circa 200 miliardi di stelle, anche avessimo tutti i dati a nostra disposizione, risulterebbe comunque impossibile – allo stato attuale – poter rendere al computer ogni dettaglio in un simile “affollamento”. Tuttavia adesso ci si può andare vicino, tanto vicino da avere l’impressione di muoversi effettivamente all’interno della Via Lattea.

E’ quello che ha fatto il team di Google, con un nuovo esperimento dedicato al suo browser Chrome. Utilizzando dati raccolti da diverse sorgenti, tra le quali spiccano sia la NASA che l’ESA (gli enti spaziali statunitensi ed europeo), possiamo dire che è stata compiuto un primo passo nella rappresentazione più realistica della Galassia, mappando la posizione delle stelle più vicine al nostro Sole.

Il nuovo Chrome Experiment prende il nome di 100.000 stelleUtilizzando il mouse o il trackpad, si è liberi di zoomare avanti e indietro per condurre una emozionante esplorazione della  Via Lattea. Zoomando in avanti si scopre il nome delle stelle più vicine a noi. Cliccando sui nomi inoltre si possono ottenere maggiori informazioni su ognuno di questi nostri “vicini stellari”.

Proseguendo il viaggio “verso casa”, incontriamo poi la Nube di Oort, le orbite planetarie, e finalmente il Sole. Al contrario, muovendosi verso l’esterno, si può avere un’idea di come potrebbe essere un vero e proprio “viaggio nella Galassia”. Va comunque tenuto ben presente che quest’ultima è per larga parte una elaborazione artistica (di tutto rispetto, devo dire). C’è anche un pulsante nell’angolo superiore sinistro, che vi conduce in un simpatico “tour guidato”, assai utile per capire rapidamente quali sono i punti di forza dell’esperimento stesso.

E qui, già ci stiamo avvicinando ad una stella che ben conosciamo…
(Crediti: Google)

 

L’esperimento fa uso del supporto di Chrome per alcuni tra i più moderni standard, come WebGL, CSS3D e Web Audio. A proposito di audio, la musica è gentilmente fornita da Sam Hulick, celebre agli appassionati di videogiochi per aver musicato gli episodi della serie di avventure spaziali Mass Effect.

Mentre esplorate l’esperimento (unica avvertenza: su browser diversi da Chrome potrebbe non funzionare correttamente), vi potreste rendere conto di quante siano centomila stelle. E potreste meravigliarci tanto di più, al pensiero che il numero totale di stelle nell’Universo, è stimato essere una cifra con ben… ventitré zeri!

 (Elaborazione di un post sul Chrome Blog)

 

Arriva arriva… GruppoLocale Plus !

Da poco più di un giorno, anche il social network  di Google ha abilitato le “pagine”, una sorta di profili non legati ad un utente ma ad una specifica tematica. 

Il paragone più che ovvio è alle ormai celebri pagine di Facebook, che in effetti si sono dimostrate uno strumento utilissimo anche per noi di GruppoLocale (tanto che la nostra pagina ha raccolto al momento la cifra non indifferente di 770 “iscritti”). Benchè le “pagine G+” siano operative solo da una manciata di ore, una rapida analisi mostra come già vi siano una miriade di pagine registrate sul network, dedicate agli argomenti più disparati (inclusa naturalmente l’astronomia!). Segno ulteriore dell’interesse che ha ormai maturato il pur giovane social network G+.

La nostra pagina G+ bella fresca..

Siccome noi da questa parti siamo tanto appassionati di astronomia quanto… desiderosi di esplorare le nuove tecnologie, non abbiamo esitato ad aprire una pagina relativa a GruppLocale anche su Google Plus! La nostra pagina, che per ora è del tutto sperimentale (quella “vera” ora rimane su Facebook, visto il buon successo che ha), la potete trovare a questo indirizzo (non lo riporto per esteso che non è troppo mnemonico, ahimé!).

Se siete su Google+ provate ad aggiungere alle vostre cerchie la nostra pagina, se vi va. Nel prossimo futuro studieremo le possibilità di diffusione delle news e di interazioni che ci garantisce la nuova pagina, e valutaremo se affiancarla stabilmente alla pagina Facebook.

Nel frattempo, come sempre, ogni commento sarà sicuramente molto gradito!


Anche Google celebra i 20 anni di Hubble

Un veloce aggiornamento all’articolo precedente che si occupava del ventennale di attività del Telescopio Spaziale Hubble. Ebbene, era mai possibile che la ricorrenza potesse sfuggire al gigante dei motori di ricerca, il celeberrimo Google? Ecco infatti come salutava i visitatori della sua pagina nella giornata di oggi (la schermata l’ho acquisita oggi pomeriggio, ora sembra già tornata alla struttura “classica”)

Anche Google festeggia Hubble (Crediti: Google)

Al di là della simpatia dell’operazione, forse questo fa anche riflettere sul fatto che vi sono alcuni “grandi strumenti” – e Hubble è senz’altro uno di questi – che non solo hanno fatto (e stanno facendo) la storia della moderna astronomia, ma hanno anche un impatto assai deciso e chiaro in una cerchia ben più allargata dei normali “addetti ai lavori”.

Hubble fa ormai parte del patrimonio comune di chiunque sia curioso di cose c’è sopra la sua testa.. e questo è un grandissimo risultato, non meno importante della enorme quantità di dati scientifici che ha portato a terra in questi venti anni. Gli dobbiamo veramente tanto, della nostra moderna conoscenza del cielo.

Ancora complimenti, Hubble!! 😉