Chi si ferma è perduto!

Potremmo ben dire così, vista la situazione: chi si ferma è perduto. Del resto, fermo non c’è proprio nessuno. Tanto meno la Terra. Allora vediamo di fare chiarezza, in questo senso. Approfittiamo dell’immagine presentata ieri da APOD, per aiutarci in questa rapida carrellata… Cominciamo appunto dalla Terra. Ebbene, la Terra non sta ferma di certo: come sappiamo, si muove intorno al Sole, compiendo il suo moto di rivoluzione annuale. Il Sole a sua volta  non sta certo in panciolle, ma orbita intorno al centro della Via Lattea. 

Al che uno potrebbe pensare: bene, è finita qui. 

Invece no. Affatto.

La Via Lattea compie la sua orbita intorno all’interno del Gruppo Locale di Galassie (il nome vi dice qualcosa, per caso?). Il quale Gruppo Locale, lungi dal vegetare tranquillamente a galla nello spazio, si trova altresì coinvolto in una vertiginosa caduta verso il gruppo di galassie dell’Ammasso della Vergine. E’ uno degli ammassi di galassie più grossi vicino al Gruppo Locale, con più di un migliaio di galassie che vi fanno parte. Dunque si capisce che eserciti una rilevante attrazione gravitazionale.

Ma non è finita qui.

E’ che tutte queste velocità messe insieme non raggiungono quella del moto combinato di questi oggetti rispetto alla radiazione cosmica di fondo. Tale radiazione è forse il criterio più valido per poter distinguere, nell’Universo, ciò che sta fermo da ciò che si muove. Se ci pensate, ogni cosa è in movimento rispetto ad un’altra, e l’unico sistema di riferimento affidabile sembra essere quello solidale con la radiazione di fondo. 

Dip cobe 960

Image Credit: DMR, COBE, NASA, Four-Year Sky Map

Nella mappa che presentiamo qui sopra, ottenuta per mezzo del satellite COBE, che tanto ha dato alla cosmologia moderna, la radiazione nella direzione del moto terrestre appare più blu e dunque più calda, mentre quella dal lato opposto è spostata verso il rosso e dunque più fredda. La differenza di colori rappresenta pertanto l’evidenza più diretta del fatto che la Terra è in (rapido) movimento rispetto ad un sistema di riferimento solidale con la radiazione di fondo.

Sì, va bene. Ma quanto rapido? Avete mai pensato a formulare questa domanda? A che velocità, in ultima analisi, ci stiamo muovendo nel cosmo? Ebbene, dalla mappa si ricava che il Gruppo Locale si muove alla velocità di circa 600 chilometri per secondo in rapporto alla radiazione primordiale. Questa velocità appare piuttosto alta (parliamo di più di due milioni di chilometri all’ora, non proprio bruscolini…) e per molti versi la sua entità rende perplessi gli scienziati, che si sarebbero aspettati un valore più basso. Perché mai ci muoviamo così velocemente? Perché sfrecciamo nello spazio cosmico a questa velocità decisamente sconveniente (in barba ad ogni regolamentazione del traffico che vi può essere a larga scala)? Verso dove siamo diretti? Chi è che ci attira così tenacemente?

La risposta c’è. Si chiama Grande Attrattore (e mai nome fu più indovinato, probabilmente); con la sua massa decisamente elevata (stiamo parlando di decine di migliaia di galassie, ognuna delle quali potrebbe essere paragonabile alla nostra Via Lattea) esercita una irresistibile attrazione (gravitazionale) per le galassie della Via Lattea e per milioni di altre galassie, che da tempo dunque si trovano coinvolte nel moto verso di lui.

Il viaggio comunque si preannuncia piuttosto lungo; siamo ancora a 250 milioni di anni luce di distanza, non c’è davvero da aver troppa fretta di arrivare… 

M61 si mette in posa…

Veramente magnifica questa immagine della galassia a spirale Messier 61, nota anche con il nome di NGC 4303: Hubble ne ha fatto un ritratto davvero impressionante, per il grado di dettaglio. L’oggetto è distante da noi “appena” 55 milioni di anni luce, e la cosa interessante è che si ritiene sia più o meno della stessa grandezza della Via Lattea, con un diametro di circa centomila anni luce.

La bellissima M61 (ESA/Hubble & NASA Acknowledgements: G. Chapdelaine, L. Limatola, and R. Gendler.)
La bellissima M61 (ESA/Hubble & NASA
Acknowledgements: G. Chapdelaine, L. Limatola, and R. Gendler.)

La galassia è ben conosciuta anche per la sua particolare esuberanza (sembra che ce la metta tutta per farsi notare da noi…), perché ben sei supernove sono state osservate nella sua estesa popolazione stellare. Un risultato di tutto rispetto, che la mette di diritto nei “top ten”, a pari merito con Messier 83, che appunto ne ha sei, ma dietro al primato di NGC 6946, indubbio vincitore con addirittura nove supernovae!

Nell’immagine Hubble – l’immagine della settimana, per Hubblesite.org – la galassia sembra essersi messa veramente in posa, dispiegando le sua braccia di spirale proprio frontali alla camera, in modo che si possano studiare accuratamente…

Messier 61 fa perte dell’ammasso di galassie della Vergine.  Un grande gruppo di galassie, davvero, perché contiene circa 1300 esemplari diversi;  forma la parte centrale del Superammasso della Vergine, una delle strutture cosmiche in assoluto più grandi che conosciamo: basti pensare al fatto che contiene tutto il Gruppo Locale (non il sito intendo… o meglio, anche quello…) e ovviamente la nostra Via Lattea. Il superammasso ha la forma più o meno di un disco piatto, esteso per la ben 200 milioni di anni luce.

Benché indicazioni di un addensamento di galassie in direzione del superammasso fossero note già da metà del 1800, è solo nel 1953 che si è arrivati a comprendere che questo rappresentava una struttura galattica su ampia scala.

Vi sono indicazioni assai interessanti anche rispetto alle dinamiche ad ampia scala: pare che tutta la regione di spazio intorno a noi, per un raggio di circa 50 milioni di parsec, sia in movimento verso la regione dell’Ammasso del Regolo, a circa 220 milioni di anni luce da noi.

All’origine di questo moto sembra essere una concentrazione notevole di massa che si troverebbe proprio nel centro del Superammasso della Vergine (tale regione prende il nome suggestivo di Grande Attrattore) e che dunque esercita un campo gravitazionale alla cui attrattiva… risulta assai difficile sottrarsi!

Lo spostamento verso il Grande Attrattore riguarda dunque tutti gli oggetti intorno a noi, e la velocità relativa è strabiliante: ci stiamo muovendo verso Regolo alla velocità di 600 km al secondo, ovvero a più di due milioni di km all’ora. Buon per noi che si muove tutto in maniera coerente, e non ce ne accorgiamo!