Chiaroscuro marziano (e non)

Sono le ombre a creare un bellissimo e drammatico effetto di contrasto tra chiaro e scuro, in questa illustrazione ad elevato dettaglio della superficie del pianeta Marte. L’immagine è stata acquisita il 24 gennaio di quest’anno per mezzo della camera HiRISE che si trova a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter.

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La sonda (MRO, in breve) è stata lanciata dalla NASA nell’agosto del 2005, ed è concepita per realizzare osservazioni del suolo marziano ad altissima risoluzione. Interessante il fatto che MRO ha già compiuto da tempo la sua ‘ordinaria’ missione scientifica , e gode adesso di un ‘periodo esteso’ durante il quella viene usata allo scopo di disporre di un canale di comunicazione con la terra per  altri esperimenti scientifici.

La scena occupa circa un chilometro e mezzo in ampiezza e si estende attraverso una duna di sabbia all’interno di un cratere. E’ stata “catturata” quando il Sole era appena cinque gradi sopra l’orizzonte, in modo che soltanto le creste delle dune si vedono in luce piena.Con il lungo, freddo inverno marziano che si sta avvicinando nell’emisfero sud del pianeta rosso, si possono scorgere zone di ghiaccio su parte delle dune…

Terminiamo con un esempio eccellente di chiaroscuro:  l’immagine che vedete qui sotto si deve a Geertgen tot Sint Jans (circa 1490), e si chiama Natività di Notte. Come potete capire dal confronto tra le due, non sembra del tutto ingiustificato parlare di un effetto di chiaroscuro anche per le immagini di Marte… Uno dei casi non così infrequenti nei quali l’immagine scientifica acquista valenze indubbiamente – in un certo qual modo – “artistiche” …

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Elaborazione da APOD del 22 marzo 2014

Anche Marte parla italiano…

O meglio (vedi che ti fa fare la ricerca del titolo ad effetto…), diciamo che il team che cura le notizie della High Resolution Image Science Experiment (HiRISE, per gli amici), ha aperto delle pagine in diverse lingue, tra cui l’italiano. La sezione italiana del sito si apre in questi momenti con una bella immagine della primavera su Marte, per la precisione, del primo giorno di primavera dell’emisfero meridionale.

Tutta la gloria di un giorno di primavera… forse… (Crediti: NASA/JPL/L’Università dell’Arizona )

Certo la foto è sicuramente suggestiva, anche se non ha niente a che vedere con una immagine di primavera acquisita sul nostro stesso pianeta (ce ne sono infinite, ne metto una per un rapido confronto…)

Spring Trees, Clare College
Spring Trees, Clare College (Crediti: bearseye on Flickr)

 

Al di là del divertimento dell’impietoso confronto visivo, dall’analisi delle immagini capiamo come possano essere diverse le condizioni climatiche sui diversi pianeti. Una volta ripresi dallo shock della scabra primavera marziana, restiamo però ugualmente emozionati dalla nitidezza e dalla precisione delle immagini che ci vengono da HiRISE. In effetti lo strumento fa bene il suo lavoro, ma è anche piuttosto caro: considerate che è costato circa 40 miliardi di dollari… E’ formato da un telescopio riflettore da mezzo metro (imparo da wikipedia, il più largo di qualunque missione nello spazio profondo). Permette di rivelare oggetti delle dimensioni di un pallone (anche se su Marte difficilmente se ne trovano, è un risultato eccezionale in termini di capacità di dettaglio).

Lo strumento si trova a bordo della Mars Reconnaisanse Orbiter (MRO), lanciata dalla NASA nel 2005 e attualmente in piena fase operativa. Dal settembre del 2006 la sonda si trova in orbita intorno al pianeta rosso, ad una altezza variabile tra i 250 e i 316 Km. Le immagini sul sito di HiRISE sono numerose e molto interessanti. Decisamente negli ultimi anni stiamo mettendo insieme una serie di informazioni su Marte che poco tempo fa nemmeno ci saremmo sognati. Insomma se Curiosity ci invia foto mozzafiato, MRO non è poi da meno…

 

Deimos, la piccola luna di Marte…

Questa bella immagine a tre colori di Deimos, la più piccola tra le lune di Marte, è stata acquisita il 21 febbraio di quest’anno, dallo camera dello strumento High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE), a bordo del Mars Reconnaisance Orbiter. Deimos è veramente piccolino, poichè ha un diametro di poco più di una decina di chilometri.. veramente più un grosso “sasso” che una vera luna, potremmo dire…

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La dettagliata foto in falsi colori di Deimos (Credits: NASA)

Deimos presenta una superfice piuttosto liscia, come si può vedere dalle foto, ad eccezione di alcune zone dove sono presenti i crateri da impatto più recenti.

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