La storia fin qui

Ma come ho fatto ad arrivare a questo punto? Capita prima o poi a tutti di chiederselo, specialmente quando ci troviamo ingarbugliati in situazioni non propriamente piacevoli dalle quali non ci riesce di tirarci fuori. La risposta ovviamente in questi casi è individuale e non è certamente materia di questo blog. Però una domanda simile si può applicare all’evoluzione dell’universo nel complesso, ed allora assume una connotazione completamente nuova. Ed anche – evidentemente – si apre ad una possibile risposta, forse più ancora che nel caso precedente (a volte, allargare la prospettiva serve, eccome).

Il progetto si chiama Illustris, ed è certamente il più ambizioso intrapreso finora nel campo. Basti pensare che ha consumato l’equivalente di 20 milioni di ore di CPU seguendo dodici miliardi di punti che si estendono per un “cubo” di 35 milioni di anni luce di lato, mentre evolve su un arco di tempo superiore ai tredici miliardi di anni.  Se vi par poco! 

La simulazione è la prima del suo genere a tracciare la materia fino a formare una grande varietà di tipi di galassie. Come potrete vedere, il video assume la prospettiva di una camera virtuale che gira  continuamente intorno alla parte di universo che si sta simulando. Inizia mostrando  l’evoluzione della materia oscura, dopodiché si passa alle nubi di idrogeno, poi elio e carbonio, e poi di nuovo si torna alla materia oscura.  In basso si ha l’indicazione del tempo trascorso dal Big Bang, e anche del tipo di materia che si sta guardando momento per momento.

Va detto che l’esperimento va ben al di là della produzione di un bel video, ma è una vera – e assai ambiziosa – impresa scientifica, capace di produrre risultati importanti. Al momento, sono in corso di studio alcune discrepanze tra Illustris e il vero universo, come il fatto che la simulazione produca un eccesso di stelle vecchie (o – se volete adottare un punto di vista estremo – potete anche pensare che l’universo ne produca… troppo poche rispetto alle nostre simulazioni…!)

In ogni caso, la prossima volta che vi capita di pensare come ho fatto ad arrivare fin qui, respirate e rilassatevi. C’è una risposta. Perlomeno, nel caso dell’universo (per il resto, non ci azzardiamo).

Adattamento da APOD 12.5.2014