Juno osserva Giove, Io ed Europa

Durante l’ottavo flyby intorno al pianeta gigante, la sonda Juno ha inviato a Terra questa bella immagine, che racchiude in un solo evocativo scatto, una porzione del pianeta Giove e due delle sue lune, Io ed Europa.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Roman Tkachenko

L’immagine è stata presa il primo settembre di quest’anno, quando la sonda si trovava a circa 27.000 chilometri sopra lo strato di dense nuvole che copre il pianeta gigante. La sua latitudine, in quel momento, era di circa -49 gradi.

Più vicino al pianeta è la luna Io, mentre Europa appare sulla sinistra dell’immagine, decisamente più lontano dal pianeta.

Anche questa bella immagine si deve al lavoro appassionato di un citizen scientist di nome  Roman Tkachenko: una persona che ha scaricato i dati grezzi – messi a disposizione dalla NASA – e ha processato la fotografia per restituirci questo delizioso quadretto di famiglia. 

Sempre più l’esplorazione del Sistema Solare sta diventando una impresa comune. Se da una parte è vero che solo grandi istituzioni hanno la possibilità materiale di inviare queste sonde in giro per lo spazio (ma i privati stanno facendosi strada sempre di più… ne dovremo parlare), è altrettanto vero che per la politica di “apertura” nel rilascio dei dati, è possibile a molti intervenire in modo creativo restituendoci questi autentici “regali”, dove la bellezza del cosmo risulta in modo efficace e certamente evocativo.

Un modo per ritornare a pensare il cielo come patrimonio di tutti, in fondo.

In quota, su Giove

Per una sonda che – dopo anni ed anni di onorato servizio – ci ha salutato affondando nell’atmosfera di Saturno (sì, parliamo di Cassini), molte altre continuano nella loro indefessa esplorazione del Sistema Solare. Una tra le tante sonde che sta sicuramente facendo un ottimo lavoro è la sonda Juno, di cui ci siamo occupati in varie occasioni.

Juno è occupata in una perlustrazione molto molto accurata del pianeta Giove. Sta inviando a Terra una considerevole mole di immagini davvero dettagliate, che vengono messe online dalla NASA già in forma grezza, al fine di consentire a chi lo voglia di giocare con le immagini e ottenere – spesso – dei risultati molto interessanti.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstädt

Per esempio, questa bella immagine si deve al lavoro di post-produzione di Gerald Eichstädt, un “citizen scientist” che ha utilizzato i dati grezzi per rielaborarli in modo da porre in rilievo diverse caratteristiche peculiari della superficie del pianeta gigante.

Un ottimo lavoro, e una ulteriore dimostrazione di una scienza di tutti e per tutti. Decisamente, la scienza che ci piace di più.

La macchia rossa, da vicinissimo

Il giorno undici di questo mese, la sonda Juno ha avuto l’opportunità di passare direttamente al di sopra della Grande Macchia Rossa di Giove, restituendoci una immagine estremamente ravvicinata di questo enorme, perpetuo ciclone, grande più dell’intero nostro pianeta.

L’immagine grezza messa prontamente a disposizione sui siti NASA, è stata riprocessata da appassionati citizen scientist, ottenendo il suggestivo risultato che mostriamo qui sotto.

La Grande Macchia Rossa, vista da vicinissimo. Crediti: NASA, Juno, SwRI, MSSS, Gerald Eichstadt, Sean Doran

L’immagine è stata acquisita ad una distanza inferiore ai 10.000 chilometri dalla superficie gassosa del pianeta gigante. Veramente esigua, se pensiamo che la distanza media tra la Terra e Giove è di quasi 800 milioni di chilometri. 

Al di là dunque della spettacolarità della foto, è piuttosto impressionante pensare a cosa riusciamo ad ottenere, al dettaglio che possiamo catturare, di oggetti celesti che ordinariamente pensiamo vicini, ma che sulle scale umane sono comunque estremamente lontani.

Abbiamo dunque occhi vigili e attenti, su regioni molto distanti di universo. Abbiamo modo di vedere cose che fino a pochissimi anni fa erano al di là di ogni immaginazione. Teniamolo presente, e (quando abbiamo un po’ di coscienza) facciamone tesoro.

Ne vale la pena: è un universo fibrillante e fantastico, quello che stiamo scoprendo in questi anni. Capace ancora di stupirci, di farci continuamente decentrare, deragliare dai nostri schemi mentali – la cosa, probabilmente, che rimane tra le più preziose: di quelle che giustificano da sole, potremmo arrivare a dire, l’impresa meravigliosa dell’avventura scientifica, ed in particolare della scoperta del nuovo cosmo.