Per le feste di Natale, da Hubble un’immagine piena di colori…!

Si direbbe… proprio in tempo per le feste: una stupenda e coloratissima “cartolina” dal Telescopio Spaziale Hubble, che comprende al suo interno centinaia di stelline color blu brillante, circondate da “nuvole” calde e protettrici. L’immagine (che ci piace definire natalizia) è anche la visione più dettagliata mai ottenuta della più grande zona di formazione stellare negli intorni della nostra Galassia.

Il raggruppamento di stelle giovani e di grande massa, chiamato R136, è vecchio “appena” pochi milioni di anni e si trova nella regione della nebulosa 30 Doradus, una zona di turbolenta formazione stellare, a sua volta contenuta nella Grande Nube di Magellano (LMC, da Large Magellanic Cloud), una galassia satellite della nostra Via Lattea.

Bisogna dire che non si trova nella nostra galassia una regione di formazione stellare così estesa e prolifica come 30 Doradus: basti pensare che molti dei “piccoli diamanti blu” nell’immagine risultano essere tra le più grandi stelle conosciute, ed alcune sono pesanti più di cento volte il nostro Sole! Tali stelle così grosse sono destinate però a vita breve, dunque ci si attende che si trasformino – in una sorta di fuochi di artificio cosmici – in supernovae entro pochi milioni di anni.

La regione di formazione stellare in 30 Doradus (clicca qui per ammirarla in formato più grande!)
  Crediti: NASA, ESA, and F. Paresce (INAF-IASF, Bologna, Italy), R. O’Connell (University of Virginia, Charlottesville), and the Wide Field Camera 3 Science Oversight Committee

L’immagine, acquisita in banda ultravioletta, visibile e in rosso dalla nuova Wide Field Camera 3, – uno degli strumenti montati di recente su Hubble dall’ultima missione astronautica, avvenuta quest’anno – copre una estensione di circa 100 anni luce. La nebulosa è abbastanza vicino alla Terra perché Hubble riesca a rilevare stelle singole al suo interno, fornendo agli astronomi importanti informazioni sulla nascita e sull’evoluzione delle stelle nell’Universo. Il colore blu deriva dalla luce delle stelle più calde e massive; il verde dall’inviluppo ricco di ossigeno; il rosso dall’idrogeno interessato da fenomeni di fluorescenza. …

…Insieme compongono un quadro decisamente suggestivo, non vi sembra…? 🙂

HubbleSite Press Release