L’ultimo ritratto di Saturno

Quale potrebbe essere il modo migliore per dare l’ultimo saluto alla sonda Cassini, ora che è scomparsa dentro l’atmosfera di Saturno? Beh, sicuramente questa immagine che riproduciamo oggi, potrebbe essere qualcosa da ricordare, per un bel po’ di tempo.

L’ultimo maestoso ritratto di Saturno, dalla sonda Cassini (Crediti:NASAJPL-CaltechSpace Science InstituteMindaugas Macijauskas)

Ci sono diversi motivi per trattenere questa meravigliosa immagine – proprio questa, tra le tantissime che ci ha regalato – come quella di commiato della sonda.

Intanto è una immagine composta, perché deriva dal collage di ben 36 diverse immagini, che sono state acquisite da Cassini circa tre giorni prima che si tuffasse nel lato illuminato del pianeta. Poi è stata realizzata non tanto da uno scienziato NASA, ma da un citizen scientist, un appassionato che ha scaricato i dati grezzi e li ha messi insieme, con perizia e pazienza. Dunque è una opera comune, se vogliamo, non il frutto asettico di un laboratorio specializzato. E anche questo è bello.

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Cassini, un minuto in sala controllo

E’ sempre bello – e forse ci hanno troppo poco abituati a questa bellezza – leggere la scienza seguendo il filo rosso dell’umanità degli scienziati che la fanno. Allora l’impresa scientifica, potremmo dire, perde molto della sua supposta freddezza e ritorna immediatamente una avventura propriamente viva, pulsante, palpitante.

D’accordo. La scienza si compone certo di raccolte di dati ed analisi rigorose e pazienti, ma non è tutto qui. Non è mai stato tutto qui. La spinta a conoscere e capire è una spinta anche emotiva che sorge dalle profondità dell’animo umano, e non è appena una fredda istanza di sistemazione e catalogazione del reale (senza scomodare qui la fisica quantistica, che ci ha mostrato al di là di ogni dubbio, come osservare un sistema senza farsi coinvolgere in esso sia un atto di per sé impossibile, oltre che opinabile).

Per questo vogliamo ritornare sull’epopea della sonda Cassini, appena conclusa nel suo “Gran Finale” (il tuffo nel pianeta Saturno) proponendo un video che mostra gli ultimi istanti della sonda vissuti dalla sala di controllo della NASA.

Come ha detto Thomas Zurbuchen (NASA),

“Questo è il capitolo finale di una missione fantastica, ma è anche un nuovo inizio. La scoperta fatta da Cassini di mondi oceanici su Titano ed Encelado ha cambiato ogni cosa, scuotendo le nostre opinioni alla radice riguardo luoghi sorprendenti per cercare le possibilità della vita al di là della Terra”

E’ innegabile che questo ci possa coinvolgere, come ha coinvolto le persone che per anni si sono dedicate alla cura della sonda, si sono introdotte nel percorso di Cassini e ne hanno condiviso in tempo reale le scoperte e le difficoltà.

Quel che è interessante, sotto l’aspetto più squisitamente scientifico, è che la sonda ha effettivamente continuato a mandare dati a Terra anche nella sua discesa finale verso il pianeta, e questi dati assai preziosi – ed evidentemente unici – saranno analizzati con cura nelle prossime settimane. Saranno di importanza rilevante per comprendere i processi che accadono nell’atmosfera del pianeta, e ci aspettiamo che ci forniscano importanti dati riguardo la formazione e l’evoluzione di Saturno stesso.

Cassini è qui, potremmo dire! L’ellisse indica la posizione sul pianeta Saturno dove la sonda si è tuffata nell’atmosfera del pianeta, da dati visuali ed in banda infrarossa, sempre di Cassini. Crediti: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

Una storia che continua, oggi più che mai. Ricordiamoci infatti che sebbene Cassini ci abbia appena salutato, la grandissima mole di dati che ci ha consegnato nel tempo della sua missione terrà occupati gli scienziati ancora per molti anni.

La storia di scoperte che ci ha regalato Cassini, in altre parole, non è affatto conclusa. Anzi, è appena iniziata.

L’ultima foto di Cassini

Come previsto, ieri mentre gli italiani si stavano alzando da tavola o stavano lasciando la mensa aziendale (poco prima delle due del pomeriggio), la sonda Cassini concludeva la sua lunga e gloriosa epopea, tuffandosi dentro l’atmosfera di Saturno, per avviarsi a scomparire dentro il pianeta medesimo.

Il segnale finale ha impiegato circa 83 minuti ad arrivare a Terra, anche se in realtà l’ultima foto è stata scattata alcune ora prima, e comprende come è ovvio la zona di impatto, situata in realtà nella parte non illuminata del pianeta.

Ultima instantanea per Cassini (Crediti: NASA, JPL-Caltech, Space Science Institute)

Una foto destinata – per ovvie ragioni – a rimanere storica. 

La sonda si è lanciata dentro l’atmosfera di Saturno alla rispettabile velocità di oltre 110.000 km/h, lasciandosi dietro un lavoro durato molti anni. Ed ancora per molti anni a venire, è assai probabile, tutto quello che sapremo su Saturno e dintorni, lo avremo dovuto a lei, a Cassini.

Ripercorrere le meravigliose immagini che ci ha donato, è rendersi conto in maniera visiva di quanto importante sia stata la sua lunga missione.

Qualcosa che non si potrà dimenticare tanto presto. Ciao Cassini, il tuo lavoro rimane, e rimarrà per molto tempo, come conoscenza viva e vibrante del nostro Sistema Solare, dei suoi pianeti, delle sue lune. Grazie a te, un pezzetto di universo – quello più vicino a casa nostra – è molto più chiaro di quanto poteva essere prima che tu partissi.

E di questo te ne dovremo essere riconoscenti, negli anni a venire.

Arrivederci, Cassini!

Ci siamo. Stavolta ci siamo davvero. Il giorno è arrivato. Oggi la sonda Cassini diventerà parte integrante del pianeta Saturno, dopo anni ed anni passati ad esplorarlo, ad inviarci foto veramente meravigliose del sistema degli anelli, a curiosare tra le sue lune…

E’ il “Gran Finale” per una sonda che è stata assolutamente un successo, in termini scientifici e anche per l’interesse totalmente umano che le splendide immagini che arrivavano a Terra, hanno sempre destato.

Questo non è – non vuole essere – un resoconto impersonale e distaccato di quello che sta avvenendo in queste ore (sicuramente ne potete trovare molti, in rete). E’ innegabilmente, irresistibilmente, un accenno anche emotivo a una missione di scoperta a cui ci siamo affezionati, nel tempo, tanto che il fatto che ora debba concludersi ci lascia un po’ trepidanti, un po’ grati, un po’ anche tristi. Ma è andata così bene che forse meglio non poteva andare, questo dobbiamo dirlo.

Our spacecraft will be part of the planet it studied for so long, così recita il tweet delle 3.06 di stanotte… “la nostra sonda entrerà a far parte del pianeta che ha indagato per così tanto tempo”. Un modo gentile, direi, per dare l’ultimo saluto a Cassini

La sonda è stata lanciata nello scorso millennio (il lontano 1997) e di successi ne ha collezionati veramente molti (e ce ne siamo occupati in diverse occasioni, in questo blog).

E’ interessante seguire questi ultimi momenti dal sito NASA, che ci dà un senso abbastanza palpitante dell’incedere delle cose. Al momento in cui scrivo questo pezzo, ad esempio, mancano poco meno di 3 ore e 45 minuti alla fine missione, e la sonda (risulta dal sito), a circa 116.000 miglia dalla superficie, sta ancora inviando dati ed immagini.

Immagine non processata di Saturno, presa da Cassini nelle sue ultimissime fasi della discesa verso il pianeta (Crediti: NASA)

Questa che vedete è in questo momento la più recente. Notevole anche dal punto di vista della trasparenza scientifica il fatto che le immagini vengano messe immediatamente online e divengano accessibili a tutti, praticamente in tempo reale. 

Ci sarà tempo, senz’altro, più avanti per ragionare a mente fredda, sul grande contributo fornito da Cassini, in tanti anni di lavoro, alla conoscenza del nostro sistema planetario. Adesso però è bello ed intrigante seguire le ultime fasi di discesa di una sonda che è un po’ un pezzo di casa nostra, un simbolo del desiderio umanissimo di conoscere l’universo dentro il quale si trova a vivere, ad esistere.

Ciao Cassini, te lo dico senza retorica: sei stata grande. Da oggi farai parte di Saturno. Da oggi in poi, Saturno avrà qualcosa di nostro. Delle nostre speranze, dei nostri desideri, della nostra progettualità e voglia di conoscere.

E sarà un pianeta (un pochino) diverso.

La bellezza cosmica di Saturno…

Come sarebbe andare in giro intorno a Saturno, attraversare gli anelli, sperdersi nello spazio profondo in mezzo a tanta bellezza? Non è fuori luogo chiederselo proprio adesso, che è sicuramente un tempo particolare per il pianeta con gli anelli, e per il nostro rapporto con la sua celeste magnificenza.

Tra pochi giorni, esattamente venerdì di questa settimana, la sonda Cassini-Huygens, lanciata nel lontano 1997, dopo anni di onoratissima carriera – di cui abbiamo anche in questa sede riportato più volte i suoi brillanti successi – si tufferà sulla superficie di Saturno, diventando dunque parte del pianeta medesimo. Sarà la conclusione di una missione veramente storica, per la durata e per la quantità di dati scientifici e di meravigliose immagini che la sonda è stata in grado di consegnarci, in tutto questo tempo.

Una bella immagine degli anelli ottenuta da Cassini (Crediti: NASAJPL)

Questo infatti ha di peculiare una simile indagine: unisce al dato quantitativo utile allo scienziato un gusto particolare di bellezza, che è appetibile ad ogni uomo, in ogni paese. Questo è – anche – il valore incalcolabile di una impresa tecnologica e scientifica come questo: l’accesso ad un mondo di bellezza, di armonia, che altrimenti ci rimarrebbe precluso.

Se non siete convinti, guardatevi questo video. Non è recentissimo, ma è costruito tutto con vere immagini provenienti dalla sonda, raccolte nel corso della sua lunga carriera esplorativa. E come ha fatto APOD oggi, lo proponiamo anche noi, proprio in questa settimana.

Della quale, almeno dal punto di vista astronomico, Saturno e Cassini sono indubbiamente i protagonisti.