Un pianeta davvero buffo, per Spitzer…

Il telescopio spaziale Spitzer  ci riporta la scoperta di una interessante peculiarità che riguarda un pianeta distante – in pratica, manca il metano, un ingradiente fondamentale a molti pianeti del nostro Sistema Solare e comunissimo in gran parte dei corpi celesti.

Il pianeta Gliese 436 b (Credits: Spitzer website)

Lo studio appare oggi sulla prestigiosa rivista Nature: in esso gli scienziati (assai onestamente) non nascondono come le recenti scoperte siano per loro motivo di perplessità. Dalle loro parole si percepisce bene tale imbarazzo: “I modelli ci dicono che il carbonio in questo pianeta dovrebbe trovarsi in forma di metano. I teorici avranno il loro bel daffare per riuscire a spiegare la sua assenza”.

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Scoperto un enorme anello intorno a Saturno!

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha appena scoperto un enorme “nuovo” anello intorno a Saturno – di gran lunga il più esteso anello tra i molti del pianeta gigante!

L’anello appena scoperto risulta inclinato di circa 27 gradi rispetto al piano principale degli anelli di Saturno. La  gran parte del materiale di cui è costituito “inizia” a circa sei milioni di chilometri di distanza dal pianeta, e si estende per circa altri dodici milioni di chilometri. Molto interessante il fatto che una delle più distanti lune di Saturno, Febe, si trova a muoversi proprio all’interno dell’anello appena scoperto, tanto che si ritiene sia la sorgente del suo materiale.

E’ anche bello spesso, questo nuovo anello: la sua altezza è circa pari a venti volte il diametro del pianeta. Consideriamo che ci vorrebbero circa un miliardo di pianeti del tipo della Terra affastellati insieme, per poter riempirlo tutto!

L’enorme anello intorno a Saturno: guardate un pò come è esteso, in rapporto agli anelli “tradizionali” già conosciuti del pianeta…
Crediti: NASA

Il materiale dell’anello comunque non è particolarmente denso, essendo costituito di particelle di ghiaccio e polvere. Gli acuti occhi di Spitzer, che osservano nell’infrarosso, sono stati in grado di rilevarlo tramite l’alone proveniente dalle zone di polvere fredda (ad una temperatura di appena 80 gradi Kelvin sopra lo zero assoluto, decisamente freddino per i nostri gusti…).

La scoperta è importante, anche perchè potrebbe aiutare a risolvere un vecchio problema riguardo le lune di Saturno: Giapeto ha infatti una apparenza che è sempre stata ritenuta peculiare,  con una parte più scura ed una chiara. Nel contesto della nuova scoperta, i dati parrebbero potersi interpretare bene se consideriamo l’interazione di Iapeto con il nuovo anello, insieme con la considerazione che esso si muove in senso opposto al movimento del materiale nell’anello stesso (metre Phoebe si sposta invece nella stessa direzione): ana prima analisi dei dati sembra infatti fornire una convincente spiegazione dell’aspetto della luna.

Spitzer Press Release

Le enormi stelle nei pressi del centro galattico…

La zona molecolare centrale (Central Molecular Zone, CMZ) della nostra Galassia è un complesso gigante di gas molecolare e polveri situato nei più interni 700 anni-luce della Via Lattea. Sebbene la Galassia sia larga più di centomila anni luce, quasi il 10% di tutto il gas molecolare risiede proprio nella piccola CMZ.

Gli astronomi sanno che tale regione di gas denso e polveri tende in continuazione a formare nuove stelle, poichè il materiale si addensa e riscalda sotto l’azione della propria gravità, fino a raggiungere le condizioni di temperatura e densità sufficienti, in alcuni punti, per l’innesco nucleare e dunque per la nascita di una nuova stella. Ci si aspetta dunque una abbondante formazione stellare nella CMZ, ed infatti questa risulta la sorgente di circa il 5-10% di tutta la luce infrarossa e ultravioletta della Galassia, proprio a motivo dell’attività di formazione di nuove stelle. Come si sa, nei luoghi di formazione stellare si trovano facilmente molte stelle di grande massa, quelle a vita più breve, che dominano con la loro “esuberanza” sull’emissione di luce di tali regioni.

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Una immagine in falsi colori della zona centrale della Via Lattea.
Crediti: NASA/JPL Caltech

Abbiamo – in realtà – già un bel pò di evidenze indirette per la presenza di stelle di grande massa nella CMZ; la loro influenza può infatti essere facilmente recepita in diverse zone dello spettro, dal radio alla banda X. Va considerato però che – proprio a motivo della grande quantità di polvere – questa zona risulta piuttosto opaca alla luce visibile, tanto che è realmente difficile individuare direttamente le stelle massive. In tale situazione, osservazioni spettroscopiche in infrarosso offrono invece una strada percorribile, perchè tale radiazione non è schermata dai gas e polveri come quella ottica.

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La formazione stellare in Cepheus B

L’immagine composita che qui presentiamo è stata ottenuta combinando dati dal telescopio spaziale Chandra e dal telescopio Spitzer, e mostra la nube molecolare Cepheus B, che si trova all’interno della nostra Galassia, a circa 2400 anni luce dalla Terra.  Una nube molecolare è una regione che contiene gas interstellare piuttosto freddo, insieme a polvere rimasta dalla formazione della galassia stessa, composta perlopiù da  idrogeno molecolare.

L’immagine composita della nube molecolare Cepheus B
Crediti: X-ray: NASA/CXC/PSU/K. Getman et al.; IRL NASA/JPL-Caltech/CfA/J. Wang et al.

I dati di Spitzer, in rosso verde e blu, mostrano la nube molecolare (nella parte più bassa dell’immagine) più alcune stelle giovani intorno a Cepheus B, mentre i dati Chandra – rappresentati in violetto – mostrano le stelle giovani nel campo, la cui “luce” è rilevata anche nelle bande più energetiche scrutate dagli strumenti della sonda.

I dati dei due telescopi spaziali, operando in bande molto differenti (infrarosso per Spitzer, banda X per Chandra) concorrono a formare un quadro completo ed articolato delle caratteristiche della nube molecolare, molto importante per i ricercatori e prezioso per comprendere lo scenario di formazione stellare che interessa la nube medesima: un’altra dimostrazione dell’utilità di un “approccio combinato” ottenuto dalla convergenza di diversi strumenti astronomici su un medesimo obiettivo…!

Spitzer Press Release

L’enigmatico “occhio” della galassia NGC 1097

Il telescopio spaziale Spitzer della NASA ci ha appena regalato una splendida immagine di un “creatura degli abissi”, una galassia a spirale con un oggetto al centro, che pare quasi un occhio. Tale “occhio” è in realtà costituito da  un buco nero di dimensioni enormi, circondato da un denso anello di oggetti stellari.

Nella immagine a falsi colori prodotta da Spitzer, l’area intorno al buco nero (chiaramente, invisibile di per se stesso) è di colore blu mentre l’anello di stelle è di colore bianco.

La galassia NGC 1097 vita da Spitzer
Crediti: NASA/JPL-Cahtech

La galassia che forma questo suggestivo spettacolo è chiamata NGC 1097 e si trova a circa 50 milioni di anni luce da noi; come la nostra Via Lattea, è una galassia a spirale, i cui “bracci” sono costituiti da lunghi e sottili filamenti di stelle.

Il buco nero è davvero enorme – circa 100 milioni di volte la massa del Sole – e si nutre di gas e polvere, insieme alle occasionali stelle che sfortunatamente si trovano ad orbitare “troppo” vicino alla sua posizione…

Per alcune stelle che si perdono, comunque, molte altre prendono vita: l’anello intorno al buco nero è infatti sede di intensa formazione stellare. Il motivo è che la caduta di materiale verso la barra centrale della galassia rende possibile tale attività nell’anello, che così viene illuminato dalla formazione di sempre nuovi oggetti stellari. Dunque un ambiente complesso e variegato, dove i ricercatori hanno modo di poter studiare una serie decisamente vasta di fenomeni astronomici: un altro bel risultato del telescopio spaziale Spitzer!

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