Premio Castellani 2013

In qualità di membro della giuria del Premio “Vittorio Castellani” 2013 ho avuto modo di leggere gli elaborati dei ragazzi delle scuole medie e superiori della provincia di Teramo. Come per le altre occasioni, invece che una fatica si è rivelata una fonte di stupore e anche di gioia. Mi verrebbe da dire, se volete un antidoto al pessimismo velenoso con cui spesso condiamo le nostre giornate, potreste leggere uno dei temi dei ragazzi…

Riporto dal sito dell’Osservatorio di Teramo, a proposito del premio : “L’INAF-Osservatorio Astronomico di Teramo ed il Club UNESCO di Teramo bandiscono il Premio intitolato allo scomparso Direttore dell’Osservatorio. Il Premio e’ riservato agli studenti delle Scuole Medie e delle Scuole Superiori nella Provincia di Teramo e prevede, come sempre, le categorie Narrativa, Saggistica e Fotografia. Per questa Quinta Edizione del Concorso, il tema e’ quello inerente la possibile scoperta di forme di vita su altri pianeti.

La nostra piccola fatica si è conclusa e ora sul sito potete leggere i nomi dei vincitori. Per il tipo di concorso, però, vorrei si potessero ringraziare tutti quelli che hanno partecipato: vi sono tante cose belle che purtroppo non abbiamo potuto premiare, ma siamo contenti di aver letto… dunque, grazie di cuore a tutti.

Vengo un po’ ora alle mie impressioni di componente della giuria.

Ora, il fatto che sia riservato agli studenti, e agli studenti a cavallo tra scuola media e liceo, per me è una cosa stupenda. Ve lo dico proprio così, direttamente. Ho (ri)capito che era proprio stupenda quando ho iniziato a leggere gli elaborati di questa edizione, specificamente quelli di narrativa.

E ho (ri)capito quello che magari ogni professore di scuola sa già. Ma io me l’ero dimenticato, lo ammetto.

Ho capito, ho visto, ho toccato con mano, quanta voglia sana di crescere e di incuriosirsi del mondo, dell’universo, c’è “ancora” addosso a questi ragazzi. Quanto spazio di meraviglia conservino nel loro cuore, quanta attenzione per l’ignoto, per l’Universo smisurato che si allarga intorno a loro. E non solo. A rischio di sembrare retorico, lo dico lo stesso. Ho visto anche quanto affetto e quanto radicamento nell’ambiente familiare trapela in questi scritti, in una involontaria sincerità, a volte commovente. Spesso papà e mamma compaiono nella narrazione, sempre come riferimento forte e oggettivo verso una radicale adesione alla realtà. A volte il genitore è quello che – nella narrazione – riporta il ragazzo alla vita reale, dopo un ipotetico sogno condito da incontri con extraterrestri, ad esempio. Altre volte è anche esplicitamente citato, menzionato quale termine affettivo e di riferimento. Come un cardine buono che assicura un’ultima comprensibilità al reale.

OACTe

Una veduta dal Padiglione Principale dell’Osservatorio di Collurania (Teramo). Anno di costruzione 1890. Crediti: OACT website.

Leggendo questi temi ho capito che tesoro che abbiamo tra le mani, che abbiamo in casa, a scuola. Ho capito il rischio che corriamo noi più adulti, che a volte involontariamente diffondiamo anche verso di loro un cinismo e un finto disincanto che non fa bene, né a noi né a loro.

Ho capito che c’è in loro qualcosa da custodire.

Da custodire perché è anche e sempre nel nostro cuore. Sì, brilla anche nel nostro: a volte solo un po’ coperto di polvere, di frasi fatte, di disillusioni, di sogni infranti. Abbiamo un centro luminoso, un universo da esplorare, dentro: la nostra umanità…  Certo ce la dimentichiamo, la occultiamo. Io per primo.

Metteteci pure il traffico, i problemi a casa, le bollette da pagare…

Però ripensando a questi lavori, non posso fare a meno di pensare… che la realtà non sia spesso come ci piacerebbe non vuol dire che non sia comunque bella, luminosa. Magari vuol dire – azzardo – che dobbiamo accettare di continuare a camminare, di inoltrarci a capire cosa le circostanze ci vogliono far  scoprire. Col cuore aperto e gli occhi spalancati, come un bimbo. Perché siamo veramente lanciati in un grande percorso di scoperta, in una grande avventura, l’avventura umana

Per tutto questo – oltre al fatto di fare memoria di mio papà, che è sempre stato interessato alla divulgazione del suo lavoro – sono grato ai ragazzi e agli organizzatori del Premio (tra cui voglio ricordare il club UNESCO di Teramo, che ci ha sempre supportato)

Un’ultima cosa, mi preme.

Per portarvi a toccare con mano, in qualche modo, il candore e la bellezza di alcuni passaggi, proporrò nei prossimi giorni alcuni brevi estratti, postandoli nella nostra pagina Facebook, con l’hashtag premioCastellaniI post vengono inviati anche nel gruppo Google (dove si possono vedere anche se non siete iscritti). Spero di potervi trasmettere qualcosa di quello che ha entusiasmato e commosso me, leggendo.

Premio “Vittorio Castellani” – 3a Edizione

Riprendo molto volentieri (anche perché il tema mi è molto caro… anzi, ringrazio gli organizzatori di aver accolto il mio suggerimento!) dal sito dell’Osservatorio di Teramo, l’annuncio del bando per il Premio “Vittorio Castellani”  –  III Edizione Espressività artistica su temi astronomici – Teramo, Novembre 2010 – Aprile 2011

MC

“Solo lo Stupore Conosce”

Fin dalla più remota Antichità l’uomo ha osservato con stupore e meraviglia la Natura che lo circondava e le sue manifestazioni. Dalla immensa varietà della flora e della fauna alle eruzioni vulcaniche, dal fragore di una cascata alla violenza dei temporali, dal sorgere e tramontare del Sole alla visione del cielo stellato, lo stupore iniziale ed i sentimenti – spesso contrastanti – che ne derivavano venivano progressivamente sostituiti dalla volontà (spesso dalla necessità) di “saperne di più”; dalla sete, cioè, di conoscenza. La storia del pensiero umano è in ogni suo momento caratterizzato da questo formidabile binomio, splendidamente sintetizzato nella frase di San Gregorio Nisseno, teologo del IV secolo d. C.

Il Premio è frutto della collaborazione tra Unesco e Osservatorio Astronomico di Collurania-Teramo

Anche nell’epoca moderna, dove meravigliarsi dinanzi ad un fenomeno naturale viene purtroppo spesso bollato come atteggiamento infantile o antiquato, la molla della conoscenza e della curiosità che anima il lavoro degli scienziati in tutto il mondo, continua ad essere lo stupore iniziale dinanzi ai fenomeni naturali, quel non essersi mai aspettato che si verificasse ciò che si verifica, quel chiedersi quindi perché ciò accade e perché ciò accada in quel modo.

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Premio Vittorio Castellani 2010

Quella che segue è una notizia un pò “particolare”, nel senso che è una cronaca (appena accennata) di un avvenimento vissuto dall’interno, in prima persona, ovvero la cerimonia conclusiva del Premio Artistico Vittorio Castellani 2010. Il premio è alla sua seconda edizione, promosso dall’Osservatorio Astronomico di Collurania (Teramo) e sponsorizzato dall’Unesco.

Il saluto introduttivo della rappresentante dell'Unesco

Dopo la prima edizione lo scorso anno, un pò compressa (giustamente) a motivo del sisma che aveva funestato l’Abruzzo solo pochi mesi prima, posso dire che quest’anno si è potuta svolgere con una ampiezza maggiore e una sua identità più definita.

Con Oscar Straniero, direttore dell'Osservatorio di Collurania (Teramo)

Ho accolto volentieri l’invito degli organizzatori, soprattutto di Mauro Dolci, ricercatore all’Osservatorio di Teramo, per partecipare alla manifestazione, che si è tenuta nella bella sede della Provincia di Teramo.

Il mio contributo si è articolato in una “chiacchierata” di circa un quarto d’ora, con l’aiuto di qualche slide che mi ero preparato, per ricordare la figura di mio padre  (astronomo, speleologo., e tanto altro…) “dal mio punto di vista”;  il tentativo era di evitare ogni retorica, parlare dei suoi interessi e del suo approccio alla scienza e alla cultura, della sua passione per il sapere, della sua avversione ad ogni artificioso steccato tra le discipline, del suo perenne desiderio di comprendere e conoscere…

Spero di esserci riuscito. A giudicare da quanto mi hanno detto dopo il mio (un pò emozionato) intervento, penso di poter dire di sì.

Durante il mio intervento...

E’ stata un’esperienza nuova stare dalla parte degli speacker, seduto accanto al direttore dell’Osservatorio di Teramo, ascoltando la sua relazione o quella di Mauro sull’asteroide Interamnia, dopo il saluto della rapprentante dell’Unesco e delle autorità.

Soprattutto è stato bello il fatto di avere di fronte  non un pubblico di addetti ai lavori, ma dei ragazzi delle scuole, tra i quali, naturalmente, i destinatari dei premi. Per me è stato bello perché mi ha portato a ricordare l’attenzione che papà ha sempre avuto per la divulgazione e l’insegnamento, come pure la sua sensibilità alle nuove idee e prospettive, da qualsiasi parte potessero arrivare. E il suo grande rispetto per chi, magari a fatica, si arrampicava per i primi gradini del percorso affascinante dell’astrofisica…

Sono dunque grato agli organizzatori, contento di aver vinto un pò di timidezza e aver accettato di partecipare. Contento perché Mauro sia rimasto colpito dalla poesia che avevo scritto per papò, che mi abbia presentato come autorescienziato… che abbia voluto citare i miei due libri su Lulu e insistito perché la poesia scritta in morte di mio papà venisse presentata e letta (io da solo ovviamente non avrei osato).

I ragazzi delle scuole: un uditorio inaspettamente attento e partecipe... 😉

Ora ho capito, non per voler parlare di me (mi sarebbe sembrato il posto sbagliato), ma ecco… se uno si mette in gioco, non può nascondere parti di sè.  Insieme al fatto di aver trovato persone davvero mosse dal desiderio di ricordare Vittorio, questo è un fatto che mi conforta, e aiuta a “farsi amico” anche il perdurante dolore della sua mancanza…

Da lassù dov’è ora, magari un’occhiata ce l’ha data…

Marco Castellani (originalmente pubblicata sul blog la sera del 12 ottobre, data di svolgimento della manifestazione)

Il premio Castellani arriva alla seconda edizione

È dedicato al Sidereus Nuncius, pubblicato esattamente 400 anni fa da Galileo Galilei, il concorso artistico-letterario su temi astronomici riservato agli studenti delle scuole medie e superiori di Teramo. Il Premio “Vittorio Castellani”, giunto alla sua seconda edizione, è organizzato dall’INAF – Osservatorio astronomico di Collurania, Teramo, in collaborazione con il Club UNESCO della provincia abruzzese.

Dopo la ristampa di 550 copie di un originale del Sidereus Nuncius, un’altra iniziativa per celebrare l’anniversario di una delle pietre miliari del pensiero umano. Il concorso “Vittorio Castellani” invita gli studenti a trasmettere il fascino del Galileo “scienziato”, tralasciando i contrasti con il pensiero del suo tempo. Si vuol dar risalto all’uomo che, scrutando con occhio attentissimo e vigile “questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi”, ideava e costruiva da sé i propri strumenti, raccoglieva faticosamente i dati (spesso per notti e notti, anche d’inverno, “più al sereno e al discoperto che in camera o al fuoco”), l’uomo che fra continui dubbi sui risultati raggiunti e con “il cervello inquieto” che andava “mulinando, con gran dispendio di tempo”, si andava sempre più accostando alla verità irraggiungibile.

Il concorso prevede due categorie. La categoria Junior si rivolge agli studenti della scuola media e del primo biennio della scuola superiore. Ciascun partecipante dovrà produrre, in modo individuale ed originale, un componimento letterario dal titolo “Lettera a Galileo…”.

Per la categoria SENIOR, rivolta agli studenti degli ultimi tre anni della scuola superiore, ogni partecipante dovrà immaginare di essere un cronista del 13 marzo 1610 e produrre un articolo di giornale che parli della pubblicazione, appena avvenuta, del Sidereus Nuncius.

Il termine ultimo per l’invio degli elaborati è venerdì 30 aprile 2010.

Ulteriori informazioni, compreso il bando, sono reperibili sul sito dell’Osservatorio astronomico di Teramo.

Nota:
Volentieri riprendo dal sito Media INAF l’articolo sul “Premio Vittorio Castellani”; potrete capire che per me non è un articolo come gli altri, ma ha un valore del tutto particolare; sono contento che il premio arrivi alla sua seconda edizione (e sono grato per questo a chi lo ha pensavo, voluto e organizzato) e sono ancor più contento che coinvolga i giovani e le scuole, ovvero le persone che si stanno formando e aprendo or ora alla cultura ed anche alla scienza; senza retorica, credo che sia bello perché sottolinea l’impegno educativo che mi pare è sempre stato caratteristica fondante del “fare cultura” della persona cui il premio è intestato.
Marco Castellani