Nuove immagini della formazione stellare nella Girandola

La nuova spettacolare camera istallata a bordo del Telescopio Spaziale Hubble durante la quarta “missione di servizio” è al lavoro da pochissimo tempo, eppure ha già inviato a Terra alcune immagini davvero mozzafiato, a testimonianza delle sue notevoli capacità. Questa volta ci soffermiamo sulla visione più dettagliata mai raggiunta delle regioni di formazione stellare nella galassia a spirale M83, chiamata anche Galassia Girandola del Sud, una delle galassie a spirale a noi più vicine.

La galassia è interessante, oltre che per la sua vicinanza che ci permette di osservarla con un certo dettaglio, anche per il fatto che sta subendo – specialmente nella zona del suo nucleo – una fase di formazione stellare assai intensa, molto più marcata ad esempio che quella delle regioni attive della Via Lattea.

In questo contesto, l’occhio assai acuto della nuova camera Wide Field Camera 3 (WFCP3) è riuscita a catturare centinaia di ammassi stellari giovani, assieme a segni di ammassi globulari più antichi, e a centinaia di migliaia di stelle singole, per lo più supergiganti blu o rosse. Il largo intervallo di lunghezze d’onda rilevabili dalla WFPC3 in questo contesto è utilissimo, perchè permette di rilevare stelle in fasi molto differenti della loro evoluzione, consentendo così agli astronomi di “dissezionare” in dettaglio la storia di formazione stellare della galassia medesima.

Una spettacolare vista della Galassia Girandola, ottenuta dalla nuova camera WFPC3 di Hubble
Crediti:
NASA, ESA, R. O’Connell (University of Virginia), B. Whitmore (Space Telescope Science Institute), M. Dopita (Australian National University), and the Wide Field Camera 3 Science Oversight Committee

Nel dettaglio, le nuove immagini rivelano con una precisione mai raggiunta prima, il rapido tasso di formazione stellare di questa suggestiva galassia. Le stelle “bambine” delle generazioni più recenti si tendono a formare in gran parte in ammassi, che si collocano ai bordi delle striscie più scure formate da gas e polvere, strisce che costituiscono l’ossatura, per così dire, delle braccia a spirale della galassia. Queste giovani ma esuberanti stelle, vecchie appena pochi milioni di anni (pochissimo, per gli standard  temporali dell’universo stellare) stanno spingendo lontano gli strati polverosi ove sono immerse, producendo grandi bolle rosso brillante di idrogeno gassoso. Proprio le regioni così “scavate” concorrono a dare alla galassia quell’impressione unica di una sorta di “formaggio svizzero” assai colorato.

Nell’immagine si possono scorgere anche i residui di supernova di ben 60 stelle, ovvero ben cinque volte più di quelle che si potevano vedere con i dati precedenti all’avvento della camera WFPC3. La camera è stata in grado di identificare con precisione tali resti di supernova, attraverso lo studio dei quali, gli astronomi possono comprendere importanti dettagli sulla natura delle stelle progenitrici, responsabili della creazione e della successiva dispersione di gran parte degli elementi più pesanti prodotti dalla combustione stellare.

Nel complesso, un’altra eccellente conferma delle ottime potenzialità della WFPC3, verrebbe quasi voglia di regalare una stella data la dedizione di queste persone, oltrechè una ennesima testimonianza della perizia esercitata dal personale della “Servicing Mission 4“, al quale in fondo dobbiamo un “grazie” sentito per tutte queste splendide nuove immagini!

NASA Press Release