Il van Gogh del cielo infrarosso…

La sonda NASA Wide-field Infrared Survey Explorer (brevemente WISE) è un pò come il van Gogh dei cieli infrarossi. Infatti, come il famoso pittore impressionista ha creato fantastiche immagini della natura, e del cielo stellato, attraverso l’uso straordinario della luce e dei colori, così WISE ci ha fornito una serie di immagini senza dubbio davvero pittoresche del nostro universo, rappresentando mediante colori le diverse frequenze della luce infrarossa. L’immagine che abbiamo oggi il privilegio di ammirare ne è un esempio perfetto, e si riferisce alla nebulosa NGC 2174, ai margini delle costellazioni del Gemelli e di Orione.

 

La nebulosa NGC 2174 "dipinta" da WISE (Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA)

I colori nella foto possono sembrare come distribuiti da sapienti pennellate, ma sono semplicemente frutto di una rappresentazione di specifiche lunghezze d’onda dello spettro di luce infrarossa.  Particelle di gas interstellare vengono riscaldata dalle stelle dell’ammasso, al centro della nebulosa, ed emettono alle lunghezze d’onda di 12 e 22 micron, che WISE rappresenta con i colori verde e rosso, rispettivamente. Le stelle in colore blu e ciano sparse per tutta l’immagine, spiccano sulla distribuzione di gas e polveri, e mettono luce a 3.4 e 4.6 micron.

NGC2174 è una nuvole di gas e polvere gigantesca, che circonda l’ammasso stellare aperto NGC2175. L’oggetto NGC2174 fu scoperto nel 1877 dall’astronomo francese Jean Marie Stephan, che impiegò un telescopio a riflessione di 80 cm presso l’Osservatorio di Marsiglia, in Francia. Al giorno d’oggi, è un target favorito dagli astrofili perché può essere visto anche già con un semplice binocolo o con un piccolo telescopio.

NASA/JPL Press Release

 

Proboscidi… nello spazio!

La sonda WISE della NASA non finisce di sorprenderci: stavolta ha catturato una suggestiva immagine di una regione di intensa formazione stellare: è una gigantesca nube di gas e polveri, che prende il nome di Sh2-284, che si trova nella costellazione dell’Unicorno.

Ben allineati lungo i bordi di una “voragine cosmica” si trovano una serie di strutture, chiamate anche “proboscidi d’elefante” — in realtà enormi pilastri di gas e polveri, molto addensate. Nell’immagine che ci regala WISE, le strutture si configurano come colonne di gas che si sporgono verso il centro della zona vuota in Sh2-284.

 

La regione di formazione stellare nella costellazione dell'Unicorno, inquadrata da WISE (Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA)

La più importante di queste strutture è certamente quella che si vede nella parte destra dell’immagine, diciamo “ad ore tre”. Se la guardate bene, sembra una mano chiusa a pugno, tranne che per un dito che indica verso il centro della zona vuota (così dice il comunicato NASA, ed in effetti la somiglianza è piuttosto sorprendente…). Considerate che tale “proboscide” è lunga ben sette anni luce!

Se ci muoviamo nella direzione indicata dal… dito, ci possiamo imbattere in un ammasso stellare aperto, chiamato Dolidze 25, il quale – lungi dallo stare tranquillo dov’è – emette una grande quantità di radiazione in tutte le possibili direzioni, insieme a forti venti stellari.

Sono proprio tali emissioni a rendere ragione della “zona vuota” che si vede agevolmente al centro dell’immagine. I bordi di tale zona sono appunto le strutture in verde, e la sagoma è approssimativamente circolare, come appunto sarebbe da attendersi quando sono in ballo  simili fenomeni da parte di una struttura centrale (qui, appunto, l’ammasso aperto). Tuttavia, alcune regioni, evidentemente più dense delle altre, si sono dimostrate più capaci di resistere all’esuberanza dell’ammasso, mantenendo la posizione. Sono così rimasti a testimoniare la burrascosa storia dell’interazione dell’ammasso con il mezzo circostante, vere e proprie “proboscidi cosmiche”!

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Asteroide “acchiappato” mentre passa la Nebulosa Girino…

Una nuova immagine infrarossa acquisita dal Wide Field Infrared Explorer della NASA (più brevemente WISE) ci regala una bella visione della Nebulosa Girino (la Tadpole Nebula), una regione di formazione stellare nella costellazione di Auriga, a circa 12.000 anni luce dalla Terra. Al di là dell’interesse della bella immagine, comunque, c’è un particolare intrigante: mentre la sonda Wise collezionava le immagini destinate a comporre questo mosaico, è successo che – per puro caso! – “intercettasse” un asteroide in transito nel nostro Sistema Solare.

L'immagine presa da WISE della Nebulosa Girino (Crediti: NASA/JPL-CAltech/UCLA)

L’asteroide, chiamato 1719 Jens, si scorge nell’immagine come una serie di piccoli puntini gialli, evidenziati nel box nei pressi della zona centrale dell’immagine. Ma non è tutto: un altro asteroide, chiamato 1992 UZ5, è stato “colto” da WISE traversare la stessa zona di cielo (si può vedere nel riquadro più piccolo più a sinistra).

Come non fosse abbastanza, nell’immagine si possono scorgere anche due altri piccoli oggetti, satelliti orbitanti nei pressi della sonda, come delle leggere striscie verdi (nella zona ovale). Interessante notare come il moto apparente degli asteroidi sia più lento di quello dei satelliti (questo si spiega perché gli asteroidi risultano più distanti), in modo tale che questi appaioni come “punti” che si “muovono” da una immagine del mosaico alla successiva, invece che passare come una “strisciata” in una singola immagine.

La nebulosa Girino è una regione piena zeppa di stelle molto giovani… appena un milione di anni, che per gli standard stellari è poco davvero.. in pratica, stelle bambine! L’asteroide 1719 Jens invece è stato scoperto nel 1950, e orbita nella fascia principale degli asteroidi, quella tra Marte e Giove. E’ un “grosso sasso” con un diametro di circa 19 chilometri, ruota su se stesso una volta in 5,9 ore, e impiega poco più di quattro anni per compiere un’orbita completa intorno al Sole…

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Chi si nasconde dietro la Via Lattea…?

Ci sono volute le moderne indagini nell’infrarosso di WISE, per regalarci una nuova suggestiva visione di questo gioiellino cosmico, una galassia a spirale chiamata IC 342, alla quale ci si riferisce a volte come alla “galassia nascosta”. IC 342 infatti si trova proprio dietro la nostra Via Lattea, in modo tale che sia gli astrofili appassionati che gli astronomi professionisti, devono lavorare un bel pò per riuscire a vederla – oltre gli strati di stelle, gas e polveri della nostra stessa Galassia.

Niente di più facile per WISE, invece, che con il suo occhio in banda infrarossa supera agevolemente gli strati di polvere, per donarci questa bella e dettagliata imagine di IC 342.

Una suggestiva e incantata visione della galassia a spirale IC  342 ottenuta dal NASA Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE)
Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA

Nelle galassie  come questa, gas e polveri appaiono concentrate nei bracci di spirale. Le zone più dense di stelle stimolano la formazione di nuove strutture stellari (in questa immagine sono raffigurate in verde e giallo). La parte del nucleo, di colore rosso nell’immagine,  è anche una zona di formazione di nuove stelle, che a loro volta riscaldano gas e polveri contenuti in abbondanza in tale zona. Infine, le stelle che  appaiono in colore blu, in realtà appartengono alla nostra Via Lattea, e si trovano nella linea di vist tra noi e IC 342.

La galassia è sempre stata di grande interesse per gli astronomi, a motivo della sua vicinanza. Tuttavia, determinarne la distanza dalla Terra non si è mai rivelato un compito facile, proprio a motivo della sua posizione un pò “nascosta”. Edvin Hubble (più famoso per la omonima legge, che regola la velocità di allontanamento delle galassie per l’espansione cosmica) la ritenne un membro del Gruppo Locale. ma le stime correnti la pongono più lontano, tra i 6,6 e gli 11 milioni di anni luce da noi.

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WISE trova il suo primo asteroide…

La sonda Wide-field Infrared Survey Explorer (in breve WISE) ha scoperto il suo primo asteroide, il primo tra i centinaia che ci si aspetta possa trovare durante la sue missione consistente nel mappare l’intero cielo nelle bande infrarosse.

L’oggetto fa parte degli asteroidi che vengono chiamati “near-Earth object”, ovvero gli oggetti più vicini al nostro pianeta. E’ stato designato con il nome  2010 AB78 ed è stato scoperto da WISE il 12 gennaio. Dopo che il sofisticato software di bordo della sonda aveva rilevato un oggetto in movimento in un contesto di oggetti stazionari (stelle), i ricercatori hanno seguito l’oggetto appena individuato con attenzione e hanno potuto confermare la scoperta, con il telescopio da 2.2 metri dell’Università delle Hawai, sulla cima del monte Mauna Kea.

Il puntino rosso nell’immagine ha la sua importanza: è il primo asteroide “near Earth” scoperto da WISE
Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA

L’asteroide si trova attualmente a 158 milioni di chilometri da Terra. Dalle stime dovrebbe essere circa largo un chilometro, e gira intorno al Sole in un’orbita ellittica, ma su un piano inclinato rispetto al nostro Sistema Solare. L’oggetto passa tanto vicino al Sole quanto la Terra, ma a motivo della sua orbita molto inclinata, non passerà vicino al nostro pianeta. In ogni caso, anche se non c’è pericolo di impatto, gli scienziati continuano a monitorarlo.

WISE ha cominciato la sua scansione del cielo il 14 gennaio, e ci si attende possa trovare qualcosa come centomila asteroidi precedentemente mai visti, nella fascia tra Marte e Giove, oltre che centinaia di oggetti “near Earth”. Oltre a questo, ci si aspetta che possa trovare milioni di “nuove” stelle e galassie.

Decisamente, non male per una missione spaziale…! Voi che ne dite?

NASA/JPL Press Release