Andromeda, che ci sfiora

Per certo, il cosmo è abitato. Abitato (perlomeno) di galassie, di ogni forma e dimensione. La ricchezza è immensa, in questo senso. Andromeda poi, ha un posto speciale in questo catalogo, perché tra le grandi galassie a spirale è quella più vicina a casa nostra.

Digital Illustration Credit: NASAESA, J. DePasquale and E. Wheatley (STScI) and Z. Levay

Si trova infatti ad appena 2,5 milioni di anni luce, e impreziosisce il cielo notturno apparendo come una nube luminosa di fora allungata, ben visibile anche ad occhio nudo. Non possiamo dimenticarci che proprio Andromeda ha rivestito anche storicamente un ruolo particolare, visto che proprio cent’anni fa ha costituito la pietra di paragone per capire la reale esistenza di altre galassie (oltre la nostra).

Quello che resta invisibile agli occhi, è la gran quantità di gas ionizzato caldo che qui viene rappresentato da un alone color porpora. Costituisce una riserva enorme di materiale perfetto per formare nuove stelle, e questo gigantesco magazzino si estende fino a circa 1,3 milioni di anni luce dalla galassia stessa. Così lontano, vuol dire arrivare a metà strada dalla Via Lattea, per cui è lecito pensare che gli involucri gassosi delle due grandi galassie in realtà si sfiorino.

Manteniamo un contatto con Andromeda, cioè il nostro cielo è adiacente a cieli nuovi e sconosciuti: la porta è quell’indagine appassionata che ci permette di cambiare la galassia dei nostri ragionamenti, per accogliere la novità.

Per capire che di galassie esistenziali, ce ne sono infinite. E che non sono isolate e impermeabili, ma si sfiorano. Per accorgersene, probabilmente, basta uscire un attimo, allentare i muri galattici della nostra incredulità ordinaria. Nelle onde giuste, si scorge una brillanza invitante, accogliente.

Pubblicato da

Marco Castellani

Astrofisico, divulgatore, scrittore.

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