Riscoprire Nettuno

Accadde una notte di 175 anni fa, precisamente la notte tra il 23 ed il 24 settembre del 1846. Gli astronomi scoprirono Nettuno, l’ottavo pianeta in orbita intorno al Sole. Non fu una scoperta casuale, ma fu guidata da una serie di modelli matematici riguardo la sua posizione. Che ci fosse un pianeta ancora tutto da scoprire, era diventato evidente dalle perturbazioni osservate nell’orbita del pianeta Urano. Era stata, in pratica, la sua gravità a svelarne l’esistenza, anche se invisibile ad occhio nudo.

Il pianeta Nettuno, visto dalla Voyager 2 (Crediti:  NASA/JPL-Caltech)

Da cosa nasce cosa, e presto gli astronomi hanno scoperto una luna attorno al pianeta. Dopo un secolo, ne è stata individuata un’altra. Grandi cose (anche qui) ha fatto la gloriosa Voyager 2 nel suo passaggio ravvicinato nel 1989, inclusa la scoperta di altre cinque lune e la conferma dell’esistenza di anelli scuri intorno al pianeta stesso.

L’immagine che ammirate è storica perché scattata proprio dalla Voyager 2 a meno di cinque giorni dall’avvicinamento massimo al pianeta (eravamo nell’agosto del 1989) e mostra la Grande Macchia Scura, scoperta proprio in questa occasione, probabilmente una tempesta di notevoli dimensioni (ci sono però interpretazioni alternative).

Voyager 2 ha da tempo lasciato la zona, tuffandosi nella sua straordinaria avventura interstellare. A quasi venti miliardi di chilometri da Terra (come documenta lo stato missione) continua diligentemente a inviarci dati riguardo il tasso di raggi cosmici.

Immersa ormai, negli spazi infiniti.

Pubblicato da

Marco Castellani

Astrofisico, divulgatore, scrittore.

2 commenti su “Riscoprire Nettuno”

  1. Grazie per questi aggiornamenti, di un appassionato reporter che informa i lettori sulle nuove conoscenze che arricchiscono l’astronomia e… SULLE “LETTURE” CHE SE NE POSSONO DARE.

    1. Grazie Amedeo per l’affetto con il quale segui questi aggiornamenti!

      Sì, continuiamo a fornire brevi aggiornamenti (domani dovrebbe uscire il prossimo) cercando di “leggere” il cosmo da un’angolazione particolare: una che non rinunci mai a rintracciare quei motivi di stupore e meraviglia che, del resto, non mancano mai nell’avventura di scoperta del nostro Universo.

      Un caro saluto,
      Marco

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