Da Hubble nuove evidenze per la materia oscura intorno alle galassie

Quando si tratta di andare a caccia di materia oscura, per gli astronomi è sempre un pò come cercare dei fantasmi: difatti per sua natura la materia “oscura” non può essere rilevata direttamente, o tantomeno isolata in un laboratorio. Ciononostante, si ritiene attualmente che costituisca la gran parte della materia nell’universo, di qui l’importanza notevolissima di una sua accurata comprensione.

Le galassie nane in Perseo
Le galassie nane in Perseo (Credits: NASA, ESA, and C. Conselice (University of Nottingham)

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Hubble e VLT insieme per una visione 3D di galassie lontane…

Gli astronomi hanno ottenuto una visione eccezionale delle galassie distanti – osservate come erano quando l’Universo era a circa metà dell’età corrente – combinando i dati provenienti dal telescopio spaziale Hubble e dal Very Large Telescope. Sfogliando questo peculiare “libro di storia” dell’Universo stesso, risalendo a momenti in cui la Terra e il Sole non esistevano neppure, gli scienziati sperano di poter far luce sulla modalità di formazione delle galassie nel remoto passato…

Alla scoperta di galassie lontane...
Alla scoperta di galassie lontane...

Credits Immagine: ESO

Per diversi decenni, le galassie lontane, che emettevano luce circa sei miliardi di anni fa, erano non più che minuscoli puntini nella volta celeste. Con il lancio di Hubble, nei primi anni ’90, gli astronomi furono finalmente in grado di investigare la struttura delle galassie lontane per la prima volta con un certo dettaglio. Come utile complemento a tali informazioni dallo spazio, sotto i superbi cieli stellati del Paranal, lo spettrografo FLAMES del VLT, capace di ottenere simultaneamente diversi spettri da piccole aree – è ora in grado di risolvere il moto del gas nelle galassie remote….

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Aspettando la supernova…

Un gruppo di astronomi europei sta utilizzando da tempo il telescopio Hubble per… guardare indietro nel tempo! Hanno preso delle immagini della galassia NGC 3982 e di centinaia di altre galassie, nella speranza che almeno una tra i milioni di stelle in queste immagini ad un certo momento esploda come supernova…

…a questo punto si potrebbe tornare alle immagini prese al momento dello “scoppio” e identificare esattamente la stelle progenitrice, per studiarne le caratteristiche cosi’ come registrate nelle immagini. Finora solo due stelle progenitrici di supernova sono state identificate.

 

Una bella immagine della galassia NGC 3982 Copyright: Image credit: European Space Agency and Stephen Smartt (University of Cambridge)

Sembra che una tipica galassia a spirale produca una supernova circa ogni secolo, cosicché il team di questo progetto deve studiare un numero di galassie assai grande per poter avere la “fortuna” di acquisire immagini di una stelle prima che vada in supernova, e diventi o una stella di neutroni o un buco nero (come sappiamo, ciò dipende primariamente dalla massa iniziale della stella).


ESA press release