Tramonto di nuvole su Marte

Sono sempre più meravigliato delle possibilità offerte dall’epoca moderna, di trovarsi d’istante dentro a mondi lontanissimi (per citare un bel disco di un grande che ci ha appena lasciati, Franco Battiato). Qui ci troviamo di fronte a Mount Mercou, che svetta davanti ad un glorioso panorama di nuvole. L’immagine è in realtà la composizione di 21 diverse fotografie, acquisite da Curiosity il tardo pomeriggio (marziano) del 19 marzo scorso, dopo più di tremila giorni di indagine sul pianeta rosso.

Le nubi scintillanti di Marte. Crediti: NASAJPL-CaltechMSSS

Di fatto, le nuvole riflettono la luce del Sole che è già sceso sotto l’orizzonte marziano, acquisendo così questo particolare effetto luminescente. A differenza della nubi di ghiaccio d’acqua, queste particolari nuvole “a ciuffi” si possono trovare anche ad altitudini molto elevate, e possono essere composte di anidride carbonica ghiacciata, ovvero cristalli di ghiaccio secco.

Da tempo, ormai, stiamo accumulando una gran quantità di dati sul pianeta Marte (di altissima qualità). Quando finalmente ci andremo, conosceremo già l’ambiente molto bene. L’epopea dell’esplorazione umana cambia dunque radicalmente volto: se prima si viaggiava ancor prima di conoscere, ora l’ordine è inverso. Ma il risultato non cambia. Siamo fatti per esplorare, fuori di noi e in noi.

Basta che le cose, vadano insieme.

Prima la curiosità, poi la perseveranza

Giova ricordarlo ora: ben prima di Perseverance, c’era Curiosity a percorrere infaticabilmente gli aridi panorami di Marte, in cerca di notizie e informazioni d’interesse per noi a Terra. Da agosto del 2012 il rover continua ad inviarci preziosi dati dal pianeta rosso, tanto che ha ormai superato i tremila giorni marziani di operazione.

Panorama a 360° di un giorno marziano. Credit: NASA/JPL-Caltech – ProcessingElisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Questa è una bella panoramica a 360° ottenuta da un mosaico di ben 149 immagini acquisite dallo strumento Mastcam che si trova sulla “schiena” di Curiosity. Tutte le immagini sono state prese nel giorno marziano 3048, contati appunto dall’arrivo sul pianeta. In particolare, ci sono 23 scatti delle formazioni nuvolose nel cielo marziano, che appaiono anche a prima vista piuttosto differenti da quanto siamo abituati a vedere nel nostro cielo. Sullo sfondo, troneggiano imperturbabili le formazioni montuose di Mont Mercou e Mount Sharp, che alcuni conoscono proprio grazie all’infaticabile opera di indagine di Curiosity.

Se ci penso, mi meraviglio ancora, di questo rover che da migliaia di giorni vive e lavora in un ambiente così desolato ed inospitale, ponendo la sua insaziabile curiosità al nostro servizio. Forse è proprio la curiosità il primo motore dell’indagine, di ogni indagine. Ciò a cui più facilmente si lega l’entusiasmo, la voglia di capire, di vedere cose nuove, aprirsi a nuovi panorami. Assaggiare la meravigliosa varietà di questo universo. Dopo potrà venire la perseveranza: certo viene, già arriva, è arrivata. Ma senza una base di curiosità ed entusiasmo, anche un po’ ingenua, tutto il resto sarebbe ostinazione.

Quando invece può essere semplicemente questo, la scoperta inesausta di una bellezza possibile. Qualcosa per cui vale la pena spendere tempo e soldi. Qualcosa che ci fa essere più vivi, qui sulla Terra.

Su Marte, in attesa

Si allungano le ombre all’approssimarsi del tramonto, in questa bella vista panoramica scattata dal rover Curiosity in giro per Marte. La scena copre circa 200 gradi da nord a sud (da sinistra a destra), in questo collage di immagini acquisite dal rover nel giorno marziano 2616 della missione (corrispondente per noi umani alla data del 19 dicembre 2019).

Chissà, forse anche Curiosity ora sta scrutando il cielo, in attesa.

Un tardo pomeriggio come tanti, su Marte… Crediti: NASAJPL-CaltechMarco Di Lorenzo

Il tranquillo panorama marziano è infatti sul punto di essere “disturbato” un’altra volta per l’arrivo di Perseverance, che dovrebbe avvenire nella giornata di domani. L’abbiamo detto, le procedure di entrata in atmosfera e di atterraggio sono estremamente complicate. Nulla è scontato ma speriamo proprio bel buon esito di questa missione: l’attesa sulla Terra è già forte. Perfino l’Empire State Building è stato illuminato per l’approssimarsi dell’atterraggio.

Il respiro ampio in queste occasioni, il senso di partecipare ad una opera comune, sono i tratti più belli di una scienza che si serve virtuosamente anche dei veicoli di comunicazione sociale, per trasmettere un messaggio – una volta tanto – che esonda dal solito cinismo e ci parla di avventure. Di avventure cosmiche alle quali tutti, per il solo fatto di appoggiare i piedi su un pianeta che trottola dentro un Universo in espansione pazza, possiamo e (forse) dobbiamo prendere parte.

Questa umanissima curiosità

Possiamo dire che è la curiosità che ci mantiene vivi. Lo vedo in me stesso, del resto: quando non sono curioso, non è mai un buon segno. Se non mi incuriosisco sono spento, vivo in stand-by, come un televisore che abbia appena la lucetta rossa accesa, ma niente di più.

L’umana curiosità è quella che ci ha portato a distribuire degli oggettini su Marte che da diversi anni vanno avanti e indietro a prendere foto e grattare il terreno e fare tante altre cose di questo tipo, inviando i risultati alla lontanissima Terra.

Marte, da molto vicino (Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Questa foto (appunto) di Curiosity è appena una tra le tantissime, ed è straordinaria nel grado di dettaglio, considerata la notevole distanza che ci separa dal pianeta Marte (circa 220 milioni di chilometri, in media).

Qui Curiosity osserva un affioramento con rocce finemente stratificate, nella regione Murray Buttes nella parte inferiore del Monte Sharp. Mentre lascio i preziosi dettagli ai planetologi, trattengo lo stupore di fronte alla capacità e alla pazienza di queste indagini (questa è acquisita quasi a millecinquecento giorni marziani di lavoro della sonda). E forse imparo qualcosa, qualcosa per me.

Ventuno chilometri, dopo

Questa splendida immagine (che quasi non ci si crede, sia un altro pianeta, visto il grado di dettaglio), è un mosaico fotografico prodotto dal rover Curiosity di stanza su Marte, e risale appena ad un paio di mesi fa, quando noi qui a Terra si iniziava (chi può) a pensare alle vacanze.

E’ presa dalla posizione attuale del rover, una zona – per la cronaca – chiamata Teal Ridge. Al momento dell’acquisizione, il 18 giugno, correva il giorno 2440 per la permanenza di Curiosity sulla superficie del pianeta rosso.

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