Tra gli anelli di Saturno

L’illustrazione artistica mostra la sonda Cassini in orbita attorno a Saturno. Cassini (di cui ci siamo occupati spesso) ha compiuto ben 22 orbite intrufolandosi temeraria attraverso gli anelli ed il pianeta, terminando il suo tour di tredici anni tuffandosi nell’atmosfera di Saturno, il 15 settembre del 2017.

A spasso tra modi ghiacciati e fiumi di metano… Crediti: NASA/JPL-Caltech

La sonda Cassini ha il grande merito di averci portato tutti – ormai nell’epoca moderna della comunicazione di massa – attraverso le meraviglie di Saturno e della sua famiglia di lune ghiacciate, conducendoci nel meraviglioso e misterioso regno di mondi dove fiumi di metano sfociano in giganteschi mari (di metano, sempre) e dove getti di ghiaccio ed acqua vengono espulsi nello spazio da un oceano di acqua liquida che – secondo tutte le stime – potrebbe essere un ambiente perfetto per la vita (o almeno per farci un poco di sport, come illustriamo nel sito di Edu INAF in concomitanza con queste Olimpiadi).

Un mistero esagonale

A volte pensiamo qualcosa così, ma dopotutto è normale. Sì, a volte lo pensiamo, dobbiamo ammetterlo. Ma è comprensibile, con tutta la tecnologia nella quale ci sentiamo avvolti, con tutte le sonde che abbiamo spedito in giro per lo spazio. Pensiamo che tutto quello che riguarda l’universo vicino sia stato ormai chiarito, che al massimo si possa lavorare sui dettagli (roba che alla fine interessa solo la gente del mestiere, ma è chiaro, niente di eccitante). Che le grandi questioni ancora aperte riguardino l’universo lontano, o le domande “ultime”, tipo, come è iniziato tutto, oppure come si concluderà (nel caso si dovesse concludere, ovviamente).

E’ normale pensare così, accade ad ognuno di noi. Ed è anche vero che le domande sull’origine e il destino dell’Universo sono forse le cose più intriganti a cui è chiamata a lavorare la scienza, nel complesso (almeno io la vedo così). Va detto però che è anche abbastanza sbagliato, nella pratica. Sì, perché la cosa emozionante di questo Universo, è che continua a regalarci cose misteriose su ogni scala, in modo che ci sia sempre materiale su cui lambiccarci il cervello e sopratutto, spingere la nostra curiosità, in modo da imparare sempre cose nuove.

Un mistero tra i tanti, di quelli che si trovano “dalle nostre parti” (cosmologicamente parlando, è ovvio), è quello dell’esagono di nuvole su Saturno. L’abbiamo già trattato nel corso degli anni, ma questa immagine è straordinaria, vale dunque la pena tornarci.

Crediti immagine: NASAESAJPLSSICassini Imaging Team

Ebbene, a cosa sia dovuta la forma esagonale che assumono le nubi intorno al polo nord di Saturno, nessuno ancora lo sa (dire che ci sono tante ipotesi, in casi simili, è come quando si dice la polizia sta battendo ogni traccia per dire in modo elegante, che ancora non sa che pesci prendere).

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Attraverso gli anelli, noi

Ma davvero, poter osservare gli anelli da questa prospettiva, non è niente male! Questa magnifica foto, come alcuni avranno indovinato, si deve alla sonda Cassini.

Crediti: NASAESAJPL-CaltechSSICassini Imaging Team
Processing & LicenseKevin M. Gill

E quei due piccoli puntini luminosi? Bene, poco più di tre anni fa, a motivo di un allineamento per cui la luce diretta del Sole veniva bloccata dal corpo stesso del pianeta Saturno, Cassini è riuscita a regalarci questa magnifica foto del Sistema Solare interno. Pensate, quei due minuscoli puntini che si vedono, appunto, a sinistra degli anelli, sono la Terra e la Luna, visti alla distanza stratosferica di quasi un miliardo e mezzo di chilometri.

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C’è tanto da fare. Anche da casa

Molto suggestiva questa foto di Saturno dalla sonda Cassini, che ci restituisce il sito APOD, galleria inestimabile ed ormai decisamente ampia. Il sito infatti raccoglie immagini astronomiche da circa 25 anni, selezionandone una al giorno insieme con una breve spiegazione (purtroppo manca ancora la versione in lingua italiana, ma sovente le immagini parlano da sé, per così dire).

Potrebbe essere una risorsa valida da consultare in questi giorni di forzato confinamento casalingo, insieme direi ovviamente con Media INAF, che rimane il mio preferito in lingua italiana: non solo perché fatto dal mio ente, e che anche di questi tempi mantiene una eccellente copertura – in tono divulgativo ma sempre rigoroso – su tutti i risultati notevoli nella ricerca astronomica, con un occhio particolare (che non guasta mai) verso gli importanti contributi italiani.

Venendo ora a questa specifica, la cosa che forse più colpisce sono i colori di questa immagine, un’arco di gradazioni veramente deliziose. E sono, in realtà, appena appena “ritoccati” rispetto a quanto potrebbe scorgere una persona, qualora dovesse essere (assai improbabilmente) lanciata in questo viaggio interplanetario.

Una vista stupenda del pianeta Saturno, da parte della sonda Cassini. Crediti: NASA, ESA, JPL, ISS, Cassini Imaging Team; Processing & License: Judy Schmidt

Non è una cosa nuova, in ogni modo. Cassini ha acquisito questa bella immagine circa quindici anni fa: durante il periodo che passò orbitando intorno a Saturno (gli anni dal 2004 al 2017) la sonda ci inviò moltissime immagini di particolare bellezza e precisione, contribuendo non poco all’avanzamento degli studi planetari, e ne abbiamo parlato spesso anche su queste colonne, come si dice. Il tutto, prima di finire la sua gloriosa missione, come sappiamo, tuffandosi nell’atmosfera del pianeta gigante.

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Dove sono gli anelli?

Un attimo. Se questo qui sotto è Saturno (come in effetti è), dove sono andati a finire gli anelli? Non era proprio Saturno il “pianeta con gli anelli”? E’ accaduto qualcosa? Li abbiamo persi? Oppure è un fotomontaggio?

Crediti: NASAESAJPLISSCassini Imaging TeamProcessing: Fernando Garcia Navarro

Niente di tutto questo (e la foto è reale). E’ un’altra cosa, piuttosto. E’ che non siamo troppo abituati ad accorgerci che le cose cambiano, se osservate da un’altra prospettiva. Non c’è un solo modo per osservare la realtà, non esiste mai un punto di vista unico ed oggettivo, non c’è mai una sola narrazione: tutti lo sappiamo, in teoria, e tutti ce lo scordiamo. Nella vita pratica, lo dimentichiamo con grande facilità.

Torti e ragioni, bianchi e neri, ci sembrano granitici, scolpiti nella roccia. Siamo affezionati al pensiero assoluto, perché è il più facile, anche se ormai è dimostrato che è anche il più pericoloso, perfino per la nostra salute.

Poco male, ci pensa (stavolta) Saturno a sbalzarci fuori dai pensieri pigri, dalle architetture di ragionamento e di visione troppo logore.

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